Petali di luce sul tavolo

Raccolgo petali di luce dal tavolo di legno
e li poso in un bicchiere di vetro scuro
dolce ninna nanna
mentre reciti la tua parte da agnello sacrificale
sulle ginocchie in direzione di un sospirato
Golgota, vaneggiando a proposito di un
agognato martirio.
Aspettando la notte, calda come un pesante mantello
avvolgente fino ad essere asfissiante
colma di sospiri trattenuti e parole sospese
da raccogliere come ciliegie da un albero rosso di frutti.
Mentre disegni parole che,
come cerchi di fumo bluastro,
escono fluttuando da labbra screpolate
la rappresentazione della tua sofferenza sarà
solo un piccolo disegno astratto sulla tela
lo schizzo nevrotico di una persona
insoddisfatta
annoiata dal semplice fatto di essere
dal semplice fatto di non possedere
crudele nel torturare moti di spirito
e prodiga nel caricarsi, sulla schiena spigolosa,
le assi brune di una croce catartica
di riflessa liberazione.
Nascondendo il viso con una sciarpa di lino
pittandosi il viso
passando due dita su gote avvinazzate
mentre depositi due apostrofi rossi di miseria
sulle pieghe di cuoio duro degli zigomi.

Vorrei poter smettere di sorridere
con il paradenti indosso.

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9 Replies to “Petali di luce sul tavolo”

      1. Dico. La trovo molto bella, nella sua semplicità. Si sorride, ma sempre con la paura di incassare un colpo. Si sorride, ma mai con spensieratezza. Si è talmente abituati al male, che quando si incontra il bene, ci si aspetta la fregatura.

Si!?

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