Monaco 2014

E no, non è il Principato di Monaco. De dio. No. Non è quello. Ho a malapena i soldi per arrivare al confine con l’Italia e pensate al Principato? Non pensavate al Principato? Ok, mi era partito l’embolo e volevo scatenarmi.
Anche quest’anno, come gli anni precedenti, ho preso armi e bagagli per andarmene verso la capitale della Bavaria (Monaco). Non ci sono rimasto molto, perciò quest’anno evito di fare un’epopea greca, ma bado al sodo.
Ne siete contenti?
Nel 2014 ho deciso di sorprendere me stesso con delle variazioni: uso il treno e cambio ostello. Risultato soddisfacente? Direi di sì.
All’andata mi sono goduto uno scompartimento praticamente da solo (a parte un ragazzo di Monaco (?) che stava ritornando da Roma) e ne ho approfittato per dedicarmi alla musica, alla lettura del mio libro (Black Sabbath) e guardare il panorama (che, con il passare dei chilometri, variava dal tempo bello alla Tempesta Perfetta). Decisamente rilassante.
Monaco è sempre la città che ti aspetti, indaffarata, viva, con tantissimi turisti ed un brulicare di umanità che, con il passare degli anni, varia e si modifica. Non si ha mai l’impressione di essere nello stesso posto, se non fosse per le stesse strutture (negozi, palazzi, Chiese etc).
L’ostello è circa 50 metri dopo quello che ho sempre utilizzato io e, nonostante l’impatto linguistico che mi ha lasciato perplesso (io parlo in tedesco, mi rispondono in inglese, rispondo in inglese e mi rispondono, a loro volta, in tedesco – Communication Breakdown), mi prendo la mia stanza e guardo il da farsi.
Il malvagio Saruman (che poi incontrerò anche nella mia attraversata furlana) decide che vuole darmi un assaggio di potenza e scarica una tempesta in pieno pomeriggio. Il rumore della pioggia era superato solo dai miei porchi. Uno per ogni goccia. Cosa significa? Io in stanza a leggermi il libro sui Black Sabbath. E via ore di libertà.
Per fortuna dura solo due/due ore e mezza (!!!) e lascia nell’aria una sensazione di freschezza ed una serata libera.
Gironzolo per il centro, ma mi accorgo che i panini che avevo mangiato non hanno riempito la fame oscena che mi ritrovo e perciò, lodando apertamente la caccia al manzo, mi spazzolo una bistecca di quasi 400 gr e ringrazio il grande Chtulhu  per avermi procurato il mangiare. Giro ancora un po’, ma poi decido per andare a vedere l’umanità rinchiusa nell’ostello e mi dirigo nella zona comune.
Stranamente è quasi vuota, a parte i goffi tentativi di approccio di esemplari maschili americani nei confronti di due esemplari femminili olandesi. Rimango a guardare la scena ed i discorsi con un misto di curiosità e di totale noia. Decido, perciò, di andarmene in stanza e leggermi avanti qualche pagina del libro. Domani dicono sia bel tempo.
I due giorni successivi sono effettivamente votati al bel tempo (a parte una sfuriata, per un 30 minuti, nel pomeriggio del secondo giorno) e questo mi porta con più decisione nel cuore della città. Nessun grande giro stavolta, solo camminate infinite per guardare la gente, i turisti che, come me, rimangono affascinati da quello che vedono (ma che io non guardo, ormai lo conosco a memoria… anche il carosello in Marienplatz… sì, lo conosco). Faccio compere, in fin dei conti un po’ di soldi bisogna utilizzarli, e continuo a perdermi per la città. Non tiro fuori neanche la mappa stavolta, giro e basta. Cammino e mi siedo, guardo e ascolto musica. Quando mi siedo leggo anche un libro (Ruggine e Ossa). Penso ai racconti. Mi vengono immagini che scappano e chissà se le ritrovo quando rientro.
Visto che le due giornate sono state più o meno identiche, ecco gli highlights:

1) Augustiner Am Dom – Questa birreria situata nelle vicinanze della Frauenkirche è una delle migliori birrerie che ho provato nella mia permanenza a Monaco. Il cibo è stupendo (Wienerschnitzel da urlo, il Biergulasch con il Semmelknodel è ottimo ed anche la Pfeffersteak è buona) e la birra è forse la migliore che ho gustato: leggera, dissetante, non acida e dal buon retrogusto. Per questi motivi, i camerieri della birreria mi hanno visto tornare più e più volte.
2) Hofbraeuhaus – Birreria enorme situata in pieno centro (nelle vicinanze dello stupendo Viktualienmarkt), offre al turista un assaggio di Oktoberfest tutto l’anno. Musica dal vivo, casino e birra a volontà. Il cibo mi ha deluso (non era proprio il top della gamma) e la birra, per quanto spillata in quantità industriali, non aveva quella bontà che mi sarei aspettato. Ammetto una cosa, rispetto al 95% delle birre locali è molto molto, ma molto, meglio. In occasione della mia visita e del relativo pranzo, mi sono fermato a chiacchierare con un viennese che andava a Verona. Il mondo gira e noi con lui.
3) Paulaner – Questa birreria continua a non essere la mia preferita. La birra non è malaccio intendiamoci, ma il cibo è sempre di un livello a malapena discreto e da l’idea di essere fatto tanto al chilo. Questo effetto lo fa sia qua in zona (dove abito io – c’è una Birreria Paulaner) sia in Germinia. Non riesce proprio a salirmi nella classifica di gradimento. Occasione persa.
4) Maredo – Catena di mangiare spagnolo. Ok, direte voi, vai a Monaco e vai a mangiare in una catena che fa mangiare spagnolo (e prendi cosa? Una bistecca??? [la già citata da 400gr. ndA]). Sì, perché il mangiare tipico bavarese lo trovo, in versione locale, anche a casa mia, non è una novità assoluta per me… per questo motivo mi diverto a cambiare e questo era vicino ed io avevo fame.
5) Mercato Francese – In una piazzetta poco distante dalla Marienplatz ho trovato un mercato francese con canditi, crepes, pane e formaggi/salumi. Vista l’occasione vacanziera, mi sono gustato, per due volte, un trittico di Macarons. Non te li tirano dietro (costano un rene), ma visto che sono in vacanza li ho mangiati.
6) Quartiere della Sinagoga Ebraica – l’avevo visto la scorsa vacanza a Monaco ma non avevo apprezzato una componente fondamentale: la possibilità di sedersi all’ombra di qualche albero, leggersi un libro e restare tranquilli… nel pieno centro di Monaco. Una quartiere (??) strano, forse è solo un piccolo agglomerato di case, non lo so, ma questo posto permetteva di essere in centro e lontano da esso. Potevo rimanere a riposarmi. Una scoperta gradita.
7) Saturn – questa enorme catena di elettronica/CD/DVD etc è sempre un momento di puro svago per un demente come me. Riesce a tenermi occupato per minuti e minuti. Io alla ricerca di CD e DVD. Io che provo a trovare qualcosa… anche se, forse, dovrei informarmi meglio su negozi specializzati in metal (quando mi interessa questo genere). Ormai non trovo niente di quello che mi piace in queste catene.

Finita la vacanza sono ritornato alla stazione lasciandomi alle spalle una Monaco immersa in un sole accecante. Un caldo che, finalmente, faceva estate. Che diceva: sì, c’è l’estate, la sentiamo anche qua. L’ho lasciata alle spalle con un rimpianto perché, come sempre, stavo settando il mio ritmo di vita su quello di Monaco e, nell’arco di brevissimo, l’ho perso. L’ho lasciato alle spalle.
L’Eurocity che mi ha riportato verso casa aveva il sapore della vacanza finita. Del viaggio che unisce malinconia alla soddisfazione.
Ho annegato tutto nella musica, nelle parole del mio libro, nelle frasi smozzicate che venivano dette dagli altri occupanti della cabina, dei paesaggi che si muovano veloci mentre, alzato nel passaggio, guardavo fuori dalla finestra.

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18 Replies to “Monaco 2014”

  1. Ma a Monaco bevono weizen o si trova anche altro? Io non ci sono mai stato, vado spesso in Germania, ma in altri posti. Adoro la birra, ma soprattutto quelle scure. Quella che proprio non mi piace è appunto la weizen. Certo, prima o poi un salto dovrò farcelo

    1. A Monaco trovi di tutto Giacani. Dalle chiare leggere (quelle per Oktoberfest, ma non solo), alle chiare più “pesanti”, fino ad arrivare alle rosse e scure. Poi ci sono le Weizen, le torbide non filtrate etc etc. Dipende un po’ dalla specialità della birreria in cui vai. Quelle più grosse si focalizzano su birre più “comuni”, ma ci sono anche le variazioni sul tema.
      Trovi una bella varietà di birre artigianali anche in Veneto e dintorni (senza dover andare troppo distante ehehe).
      A Bamberga ho trovato una delle birre più singolari, proviene da una ricetta del Medio Evo e ha un gusto molto affumicato (ed infatti la birra si chiama affumicata). Da provare, ma può risultare pesante da bere perché molto “caratteristica”. Funziona bene come “base” per i piatti di carne etc.

      1. Ho capito. Per me è vacanza pura. O l’idea di una birra fresca seduto su una panca a guardare la gente che corre da una parte all’altra… ecco. Una cosa di questo tipo.

      2. Eh beh… è uno dei piaceri della vita. Lo associo anche all’idea che, da un momento all’altro, mi arriva un piatto con una Wiener e patate. Ma questo è tutto mio.

      3. Sfondi una porta aperta. E uno strudel con crema alla vaniglia, no? Parli con una che stasera al supermercato ha comprato sei knoederli con lo speck. ..

      4. Ehehe. A me lo strudel piace puro (sembra che sto parlando di droga.. vabbè).
        Ho fatto la mia razione fuori, ma il mangiare tipico bavarese lo trovo tutti i giorni in ogni santissimo locale che trovo appena scendo in strada… ma non mi stanco mai.
        Per esempio? L’uovo all’occhio di bue con speck e patate arrostite. Paradiso.

Si!?

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