Concerto Down – Majano 11.08.2014

Prima di iniziare questo post volevo chiedere una cosa: ma c’è ancora qualcuno a conoscenza che scrivo ancora per questo blog? Sono sparito per così tanti giorni da fornire sensazioni contrastanti. In ogni caso non penso ci siano state scene di pianto ed isteria nelle strade. Almeno spero, ovviamente.
Di questo periodo silenzioso parto con l’evento appena accaduto. Solo perché ho la memoria di un criceto sotto LSD e, stranamente, mi ricordo meglio le cose a distanza. Perciò parto con il concerto dei DOWN di ieri sera.
Cosa c’è di meglio di partire di lunedì (!!), fregarsene di tutto perché si è in vacanza e dirigersi in Friuli per andare a guardarsi il proprio gruppo preferito esibirsi gratis alla festa di Majano (UD)? Niente! Perciò ho caricato in macchina un amico e mi sono diretto verso Majano.

IL VIAGGIO (ANDATA):
Il programma prevede che, partiti da casa del mio amico (dopo pranzo), si evitino tutte le arterie più trafficate e ci si diriga a casa di un’altra coppia di amici che, gentilmente, ci ospitano per la notte (nonché venire al concerto con noi).
Le strade più trafficate vengono evitate come la peste, perciò non c’è nessuna Autostrada all’orizzonte, e tutte le superstrade, stradine provinciali, vicoli e mulattiere vengono assaltate dalla mia poderosa vettura.
La colonna sonora, tanto per dire, è qualcosa di schizofrenico: si passa da Yann Tiersen ai Dissection ai Jefferson Airplane e si arriva ai Marduk… senza concedere più di una/due canzoni per ciascuno (diciamo che siamo nell’ordine delle 150 canzoni inserite).
Prima fermata: Feltre – ci ricorderanno per un paio d’anni.
Riprendiamo il viaggio perdendoci e ritrovandoci sulle strade venete che, come sempre, hanno una segnaletica posizionata nella maniera più astrusa possibile. Degno di nota, e 100 punti al Grifondoro, per chi mette cartelli fondamentali/semafori/indicazioni etc etc dietro: alberi, siepi, pali di altri cartelli, muri etc etc.
Perdendoci e ritrovandoci, dicevo, siamo arrivati al Passo S. Boldo. Passo montano simpatico ed accogliente quanto le miniere di Moira post-occupazione. Oggi va di Tolkien, lasciatemi stare.
Faccio un salto di palo in frasca e chiedo: ma perché ogni mio giro in Veneto deve finire con io che mi faccio passi di montagna?!
Scusate, riprendo la narrazione. Il passo S. Boldo è un allegrissimo passo montano che vede gallerie (grandi quanto la mia macchina) scavate nella montagna, perciò sbagliare la misura della curva significa lasciarci pezzi di lamiera in imperitura memoria. Per rendere la situazione più leggera e tranquilla è incominciato a piovere… ma secchiate d’acqua, non quelle spruzzate di pioggia che tutti scambiano per tormente.
Scavallato il passo S.Boldo abbiamo deriso gli sforzi malefici del cattivissimo Saruman che voleva farci restare incastrati in montagna. Il cattivissimo Saruman ha deciso che le risate l’avevano urtato e ha continuato a pisciare acqua con costanza. Abbiamo abbassato le orecchie e ci siamo messi in moto verso la casa dei miei amici.
*Riassunto: Faccio breve quello che è lungo*
Tanta acqua, ma tanta… e strade che passavano nei paesini più dispersi del culo dei lupi… ma alla fine siamo arrivati.
*Fine riassunto*
Pausa recupero, un Thé Freddo (io – sì, sono una mezza sega patentata, ok?!) ed una birra (loro) e ci rimettiamo in moto per il concerto. Innalzo un monumento al mio amico che ha guidato avanti ed indietro.
Arrivati al concerto ci accorgiamo subito di due cose:
a) bellissimo spazio, organizzato bene, palco ottimale e tempo finalmente caldo e senza nuvole.
b) arrivo in Friuli e mi trovo mangiare tipico Tirolese…
Reazioni a queste due note:
a) sorriso e sospiro di sollievo;
b) porchi a non finire… faccio chilometri su chilometri per mangiarmi le stesse cose che trovo a casa…

IL CONCERTO:
* Riassunto – faccio breve quello che sarebbe lungo*
I due gruppi d’apertura si sbattono, ma non riescono a smuovere questa vecchia carcassa neanche con le bastonate. Preferisco guardare il merchandising (scarso) e poi guardare la gente che si muove nel campo di fronte al palco.
*Fine riassunto*
Poco prima dell’inizio del concerto dei DOWN, il cattivissimo Saruman decide che le bestemmie sentite che ho tirato contro di lui non fossero state lavate a sufficienza e, con gentilezza estrema, ha incominciato a sgocciolare… cosa che non fa demordere i cattivissimi metallari che sono in noi, ma li fa correre a prendere K-way, mantelle e preghiere sentite agli dei indiani.
Il leggero sgocciolare si tramuta, nel giro di qualche minuto, in una pioggia torrenziale che neanche a Woodstock. Da questo si desumono due cose: le preghiere agli dei indiani non funzionano, le mantelle di più. Ma neanche tanto.
Piove ininterrotto per metà concerto, si calma, poi riprende, si calma. Io ed il mio amico siamo sempre davanti al palco, bagnati come poche cose a questo mondo e con un merdaio di fango crescente sotto i piedi.
Ma com’era sto concerto direte:
Prima di tutto diciamolo, i DOWN sono fighi. Punto. Giocano molto sul loro status e, soprattutto, sul fatto di avere un Phil come frontman. Vinci tutto, anche quando perde più tempo a parlare e sparar puttanate che a cantare (lo capisco, lo show è sotto una pioggia infernale e non hanno proprio voglia di bagnarsi o perdere la voce per questo qua… visto che domani saranno ad un concerto al coperto… ma comunque…).
Non mi posso lamentare per la qualità della musica suonata, quando avevano voglia hanno fatto vedere di che pasta son fatti e sentire, per l’ennesima volta, una Lifer, una Hail The Leaf e, soprattutto, Stone The Crow e Bury Me In Smoke è stato emozionante – tanto che ne porto ancora i segni addosso (parlo con voce strozzata e ho il collo che reclama la pensione).
Finito il concerto, a malincuore, decidiamo di andare verso casa. Malincuore perché amo sempre incontrarmi con le band che amo (ed i Down in particolare): una foto ed un autografo… ma ero talmente bagnato da rendermi schifoso rimanere ad aspettare all’aria aperta.
Arrivati in stanza faccio un check: non c’è un centimetro del mio corpo asciutto. A starmi vicino si sente il rumore del mare. E la stessa puzza, vabbè.

IL VIAGGIO (IL RITORNO):
Il viaggio di ritorno prevede un percorso diverso da quello dell’andata. Non troppo diverso, ma quanto basta per rendere eccitante anche ritornarsene in Provincia. Dopo aver fatto scorta di un salume locale (sì, bisogna sempre tornarsene a casa con qualche regalo.. per sé), il viaggio riprende ignorando di proposito tutte le indicazioni del navigatore. Lui diceva a destra e noi dritti e così via. Dopo la 40esima volta che lo ignoravamo, la gentile signora ci ha detto: “ma visto che fate sempre quel cazzo che vi pare, perché mi avete acceso?”.
Come darle torto?
Ma faceva compagnia e l’abbiamo lasciata a sbraitare ordini su rotatorie, uscite, inversioni ad U e 100m girare a destra, mentre noi, di proposito, ci perdevamo in territorio friulano-veneto. E dove nel primo le indicazioni erano chiare, eravamo noi che le interpretavamo a cazzo di cane, in territorio veneto era il contrario.
Per disperazione abbiamo seguito il navigatore che, malefico, ci ha portato nuovamente alle pendici del passo S.Boldo. L’abbiamo ignorato e siamo ritornati indietro… direzione altri posti a caso che portano verso Feltre (dove ci siamo fermati a mangiare, bene, in una trattoria trovata completamente a caso) e poi verso casa.
Perché riassumo il viaggio di ritorno così tanto? Perché tanto avete smesso di leggere più o meno a metà del primo paragrafo del viaggio d’andata… perciò evito i particolari per il ritorno.
Tanto son tornato e incomincio a spaccarvi le balle.

16 pensieri su “Concerto Down – Majano 11.08.2014

  1. Just me

    1. Esiste qualcuno che non si perde in Veneto?? Esiste qualcuno che non ci vaga per anni come un eremita nel deserto, tra quei passi e paesini?
    2. Facevi prima a portarti il cosetto di latta che si usava 20 anni fa per il pranzo al sacco: polenta, crauti, e risparmiavi 😉
    3. Felice per te, che hai visto il tuo gruppo. E felice per tutti noi, che una doccia ti ci voleva proprio!
    4. Io l’ho letto tutto!
    5. Io l’ho sentita la tua mancanza e…ben tornato a spaccarci le balle!! 🙂 🙂

    1. 1. non l’ho ancora trovato. Dicono che è come il bigfoot, l’unico essere vivente che non si perde per il Veneto. Chi si perde, beh, fa una casetta e rimane la.
      2. neanche per idea!! Perdersi e trovare trattorie è fantastico. Farsi stupire da quello che trovi, ancora meglio.. ahahah.. anche in negativo ovvio 😛
      3. Lo so, puzzo come un cane bagnato. Ma è un problema risolvibile ahah. E felice lo sono sì 😉
      4. Ma una riga sì ed una no. Questo è sicuro.
      5. Grazie mille… anche se fra poco rimpiangerai queste tue parole… i miei post non è che sono più intelligenti di prima eh 😉

  2. Un maledettaccio sei.
    Passi per Majano (che scrivi pure con la J, sei un grande!!) e non mi avvisi???
    Per quel “paesini più dispersi del culo dei lupi” ti perdono anche, essendo che sei tu :===) ih ih che poi mi ha fatto anche ridere.
    Ma se mi dicevi, ti facevo io da navigatore, altro che… il navigatore!
    Facciamo così. Per la prossima volta: tu mi avvisi per tempo. E io porto il salame.
    😉

    1. Ah, ma sai che non sapevo fossi di quelle parti?? Cioè, per me è assodato che sei un italiano-giapponese eheh.
      Volevo scrivere che andavo a Majano per il concerto.. ma poi ero in stra-ritardo e non l’ho fatto.
      Guarda che, sinceramente, era un complimento quello. Io amo perdermi per i paesini e trovare la trattoria degna di questo nome. Se no perché ignorare la segnaletica, il navigatore…conoscendo che in veneto non si arriva mai ed in Friuli ti perdi? 😀 ehehe.
      No no, è detto con affetto.
      Vedi te, a saper le cose.
      Ok, prossima volta avviserò pubblicamente che mi metto in moto per quelle zone, così pane e salame per chiunque sia in zona (anche perché io nel Veneto e nel Friuli ci vengo anche “spesso” per concerti o a trovare amici).

      1. Ma certo, che poi come immagini scherzavo, anche e soprattutto per il culo dei lupi, ovviamente, abbasso chi si prende troppo sul serio e viva un po’ di verve che sul tuo blog si trova sempre!!
        Infatti non ho mai fatto troppa pubblicità su dove abitassi, non potevi sapere. Quando ho letto Majano, e per giunta ieri sera, e per giunta raccontato in maniera così divertente non ho resistito… a chiamarti maledettaccio 😉

      2. Ahahah. Ma sì, anche secondo me i blog seriosi non ci stanno. Il mio è un passatempo, parlo seriamente (a volte) ma cerco anche di dosare i momenti in cui serve il momento: cazzoneria ahahah.
        No, infatti, ma io rispetto profondamente la privacy per questo non chiedo o faccio domande. Comunque ieri ero la, in pieno centro, con tanta di quell’acqua che veniva giù.. ahahahaha

      3. Io stavo un pochettino più a est ma in effetti ieri sera ne è venuta giù anche qui… una curiosità, al ritorno a che ora vi siete fermati a mangiare a Feltre? E soprattutto… vi eravate già asciugati o vi hanno acceso una stufetta all’uopo???

      4. Mmm… diciamo che ci siamo fermati intorno alle 13.30 circa. Perché?
        Siamo partiti 3 ore prima, solo per dire eh… ahahah
        No no… avevamo vestiti di ricambio… a parte le scarpe ahahaha… il che donava quella fantastica sensazione di acqua alta a venezia costante per tutto il viaggio ahahah 😀

      5. Perché sono un pirla e avevo pensato che foste partiti la sera stessa, e quindi si faceva un po’ tardi a mangiare a Feltre vista l’ora in cui presumevo fosse finito il concerto, poi a rileggere avevi scritto chiaramente che c’era qualcuno che vi ospitava per la notte, e dunque neppure la domanda sul bagnato aveva senso.
        Alé!
        Ti consòli il fatto che se l’avessero fatto oggi il concerto vi sareste bagnati lo stesso, girano dei bei temporalini anche stasera qui.
        Ti lascio in pace prima di scrivere altre idiozie 😉

      6. Ma figurati. Non mi capisco io quando scrivo, figurati.. ahahaha. Perciò non preoccuparti.
        Sì, il pranzo è stato a Feltre e la partenza il giorno dopo. Comunque una pasta alle 01.30 di notte è qualcosa che mette in pace con il mondo.

        Guarda, piove anche qua… perciò sì, mi consola leggermente, ma mi consola. Almeno non è stato un caso isolato ecco 😀

  3. Gran rentrè! P.S. Anche a me sta pesantemente sulle balle la signorina del Tom Tom…’sta saputona, va di qua, gira là…ma vaffanculo va tu e tutte le sapientine come te!

    1. Grazie Giacani.
      P.s: io ho il Novii (o come si scrive) e la signorina ha sempre la tendenza ad infrattarmi nelle mulattiere o nelle strade senza uscita. Non so perché, incomincio a temere questo suo atteggiamento ahaha

Si!?

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