Una valigia di cartone

Come i vecchi emigranti, anche il sottoscritto si appresta a mettere quattro cose nella sua valigia di cartone e cercare fortuna in altra terra. Al contrario dei vecchi emigranti, però, non sarà una cosa permanente né di lunga durata, giusto il tempo per ricaricare le pile e smettere di vedere il paesaggio che mi circonda.
Non che non lo ami, sia chiaro, ma dopo un po’ incomincia a diventarmi stretto. Come una cravatta legata intorno alla gola, all’inizio è un tocco di classe, poi uno status symbol ed infine una tortura cinese. Io ho superato il limite tortura cinese da un po’.
Lascio a casa macchina e pensieri e mi porto dietro musica (sempre… e ricercata) e libri (tanti, troppi forse). Il treno è la parola d’ordine quest’anno. Non mi sono mosso spesso in treno per le vacanze, ma non ho voglia di mettermi alla guida e restare imbottigliato in un traffico intenso. Non ho voglia di dover tirar fuori il dito medio e salutare cordialmente uno stronzo che mi taglia la strada… perché io sono una persona cordiale quando mi ci metto.
Voglio viaggiare leggero.
Anche se, visto il tragitto, di libri me ne porterò a sufficienza per rimanere in isolamento per le prossime due settimane, ma è rilassante sapere che non c’è “il problema” di dover scegliere un libro. Voglio la colonna sonora giusta, il ritmo della vacanza è settato su quello che senti e su quello che vorresti provare. Questo cosa significa? Che sono sparite molte delle canzoni “nuove” che avevo inserito nell’Ipod e sono ritornati i grandi classici, quelli che saranno apprezzati di certo. Che non stufano mai.
Queste grandi canzoni hanno il potere di settare perfettamente il mood o adeguarsi ad esso. Non c’è innovazione, anche perché non ne ho voglia. Voglio trovare quello che cerco nella musica. Per stupirmi ho tempo.
Per fare questo ho passato gli ultimi 30-40 minuti a cercare e cancellare canzoni da ITunes e provare a vedere cosa fosse adatto al viaggio. Soppesare quanto metal e quanto rock, una punta di grunge o una di folk… o entrambe? O forse ci sta meglio il progressive metal? O il doom? Chi lo sa! Il fatto è che una compilation adeguata, la Musica del Viaggiatore, è da scegliersi con perizia. Una colonna sonora sbagliata ha il potere di renderti insofferente, di costringerti ad andare sul tasto Skip e buttare via ritmo e intensità. Non può essere. Non voglio che sia così.
Adesso non mi resta che riempire la valigia di cartone e spolverare il bancone di questa officina.
Potete sempre entrare, tanto c’è sempre qualcuno che vi accoglie, che vi farà sentire a casa vostra e sa che la musica che state cercando è proprio nello scaffale alto, quello a destra… no, non quello, ecco, quello in alto a destra vicino alla collezione di Acid Jazz. Forse cercavi l’Acid Jazz? Allora avevi già messo le mani nella posizione giusta.
Nello scaffale centrale, quello dipinto di nero, c’è il metal. Lo so, è stereotipato, ma volevo dargli un tocco immediatamente riconoscibile. Spero di aver fatto bene.
Adesso mi scuso e vado via, devo sedermi sulla valigia di cartone e cercare di legarla con dello spago. Non voglio che entrino preoccupazioni, stress e fastidiosi residui della vita cittadina locale. Ci mettono sempre poco tempo ad entrare e troppo da uscire.

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34 Replies to “Una valigia di cartone”

  1. “Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”, quindi, tu “prendi il primo pullman [o treno;)] e via.. tutto il resto è già poesia”, perché a volte, “evaporare in una nuvola rossa”, anche se per poco tempo, è necessario per ricaricarsi 🙂

    Buon viaggio Zeus 🙂

      1. Ahahaha!! Perfetto. Allora siamo d’accordo cosi’.

        Tanto tu mi ripaghi con una decina di souvenirs (calamite per il frigo, cartoline, soprammobili vari etc etc).

      2. L’asciugamano da cucina con la cartina del posto!! E poi il piatto in ceramica da appendere con il panorama dipinto e la scritta “Zeus è stato qui”.

        Grazie grazie 😀

      1. Non sparire però eh! Dall’alto del tuo Olimpo o da qualche altra galassia non possiamo mica stare troppo a lungo senza le tue pirle di saggezza! 🙂

      2. No no, non sparisco. Per (mia) sfortuna sono via solo pochi giorni, ma volevo fare un’uscita di scena drammatica… ehehehe.
        Se no risultavo troppo comune nel dire: chiudo per un paio di giorni. Torno subito.

  2. Buon viaggio carissimo Zeus 🙂 (fortuna stai via poco, se no sai i pianti che mi toccava fare?! ; P)
    Ah, ovviamente vacci piano con l’acqua minerale, che so che da quelle parti te la tirano praticamente dietro 😉 ahahah ci siamo capiti.
    Mandami una cartolina! Cioè una foto, che le cartoline ormai non le spedisce più nessuno. Insomma ingegnati e mandami qualcosa, va bene anche un indigeno in busta gialla ahahah 😉

    1. Grazie mille cara.
      ahahahahah… guarda come mi prende in giro 😛
      Tranquilla, farò attenzione con l’acqua minerale.

      Proverò a mandarti un tedesco in busta gialla… ma conoscendo la velocità delle poste, probabilmente ti arriva non più…. mmm… utilizzabile ecco… ehehehehe 😛 😀

      1. Bravo, che poi sto in pensiero, ammamma ahahah
        Hai ragione, meglio evitare il cadavere putrefatto del tedesco. Facciamo che ti aspetto con birra e pretzel sotto casa, allora ahahah

  3. Buon viaggio.. Non andrai certo a Rimini.. chissà dove.. mumble.. mumble.. Urania cerca messaggi subliminali, scopre segreti.. ;). torna eh.. cmq nun ce la lassà..tra le righe di brutta brutta gente . Poi li devo castigare tutti O:)…

Si!?

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