Di negazione e tagli sul costato

Urlare
Amo le stagioni dell’anima
in cui i pensieri vengono tagliati alla base
come giallastre foglie autunnali
liquefandosi in vischiose gocce cristalline
che colano dalle labbra di ferite arrossate.
Cauterizzare la ferita.
Ripetere l’operazione
l’immondo verrà censurato
amputato
incatenato fuori dalla vista di chi
giudice auto-nominatosi
regala al vento parole compiacenti
di cartapesta
e dall’acre odore di vergogna e piscio stantio
Mestizia interinale
sciovinismo fasullo e da quattro soldi
esaltare gesta deprecabili
compiangere persone innominabili
l’ira risuona vuota se espressa in una gabbia

Sono file di incisivi quelle che scambi per sorrisi
mentre da lontano sembrano solo bianche lapidi

Curiamo le ferite dello spirito
intingendo bacchette di legno di teak nel curaro
disegni stilizzati sulla pelle
piccole bolle purulente fioriscono al passaggio.
Denti marci, neri di una vergogna profonda
forse squilibrio alimentare
spezzettano orchidee rosa e succo di mandragora
sputando ricordi persi a destra
frammenti d’illusione a sinistra.

Sono file di falangi decorate quelle che scambi per un riparo
mentre da lontano sono solo le Colonne d’Ercole del tuo coraggio.

 

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32 Replies to “Di negazione e tagli sul costato”

  1. Lacrime, sudore, sangue, incubi di veleno, ebbrezze, narcotici vari sottoforma di ormoni, solitudine, notte. Poi si riparte bocconi. Consapevolezza e sorrisi che fioriranno. Sarà così.

  2. (sì, voglio dire qualcosa in merito)

    quando passo da questi parti
    comincio dalle tag

    dunque
    col cavolo che scrivi tanto e dici poco
    io qui ti lascio un post-it con su questo:

    “La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ne impiega troppo”
    che non lo dico io ma
    un certo bukowski.

    con tutto che a me questo troppo
    va benissimo

    “Sono file di incisivi quelle che scambi per sorrisi
    mentre da lontano sembrano solo bianche lapidi”

    questo
    fra le cose
    è molto bello

    1. Prima di tutto, ciao!

      Ah, un’altra persona che fa caso ai tag (che, spesso, sono spiegazioni di quello che sto scrivendo… in altri, solo burle).

      Grazie per i complimenti e aver citato un autore come Bukowski ti mette subito, e di diritto, nelle mie grazie! Ehehe.

      Il fatto è che, spesso, si eccede nell’uso delle parole quando, per esprimere lo stesso concetto, ne basterebbero molte di meno. Solo Stephen King ne usa 2 milioni per dire quattro cose eheheh (e risultare ancora gradevole)… gli altri sono solo noiosi.
      A volte bisogna cercare l’essenza.

  3. Come sempre meravigliosa, come sempre reale, come sempre, per questo, dura, cruda e dolorosa, la tua poesia.

    Hai preso un’ottima strada, go on 🙂

      1. Fluorescente personalità? Sei una lampadina al neon, adesso? Ahah
        Comunque no, non distruggere mai quest’immagine un po’ burtoniana che ho do te.

      2. Ah guarda, sono peggio di un residuo di Fukushima oggi… eheheh… ma penso sia questione dello sfregamento dei pianeti causato dal lavoro.

        No no, non lo distruggo perché mi è proprio difficile farlo… ehehe… se poi ci vedi dentro anche “unicorni etc etc” c’è sempre lo scherzo dietro.

      3. Ok, quindi se vedo un unicorno o simili so già che sta per arrivarmi una torta in faccia ahah. Nah, dai, non ci credo. Sotto sotto un lato tenero lo hai anche tu, confessa.

      4. Laggiù! Dai, più giù. Là in fondo! Ah no, solo cinismo e sarcasmo 😉
        Ma non mi arrendo! Scoverò il tuo lato tenero, sarà la mia missione, dovessi anche mandarti in overdose di cuccioli cucciolosi ahahah

      5. Cosa? Li mangi a cena? Lo so, ma dicono che vivi sono cooooooosì carini ahahahah potresti provare

  4. Bellissimo tutto ciò che hai scritto, tra l’altro attraverso parole di poesia che io non sarei in grado di trovare, perché sono davvero troppo incazzato. Penso che un cuore rosso ed un cuore nero siano molto più veri e profondi di tanti cuori fascisti (maschili e femminili) dal colore rosa maiale.
    Non mi fido mai di chi sorride facilmente, ma più stupidi ancora sono gli allocchi che ci cascano; e gli stupidi fanno la storia.

    1. Grazie mille marco.
      Sei incazzato? Guarda che è un sentimento perfetto, anzi, praticamente mi accompagna da sempre (anche se il mio ha varie sfumature e significati). Secondo me saresti in grado sai? Ne sono certo.
      Interessante il fatto che vedi un retrogusto “quasi politico” in quello che ho scritto. Sono apolitico, proprio non mi interessa la materia, e quello che ho scritto è un rigurgito quasi generale… diciamo che potrebbe esserci un velato riferimento alla presa di coscienza della nazionalità in tempo di Mondiali (cosa che mi fa ridere…) ma non penso.
      Sì, gli stupidi fanno la storia. E io, di chi sorride sempre, non mi fido mai troppo… mi sa che abbiamo un punto di vista in comune su questo punto.

Si!?

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