School of Rock – Black Sabbath (The Dio Era)

I Black Sabbath sono come un’idra: tagli una testa e ne crescono altre. Così è per i singer nel periodo dopo il 1979. Con il licenziamento del Madman, la formazione capitanata da Iommi non ha più trovato una stabilità di lineup se non in brevi archi temporali.
Questo altissimo turnover, che pian piano ha colpito tutti i ruoli a parte quello di Iommi (che è rimasto saldo al comando), ha comportato una progressiva disaffezione dei fan e della casa discografica, tanto da far precipitare la band in uno stato di semi-anonimato per parte della sua carriera.
Senza anticipare troppo di quello che verrà, in questa puntata di School of Rock vorrei lanciare uno sguardo sul periodo in cui Ronnie James Dio è stato nei Black Sabbath (verrà ricompreso anche il progetto Heaven and Hell).
I Black Sabbath post-Ozzy sono stati costretti a compiere una scelta fondamentale nella loro carriera: con chi proseguire l’avventura? La voce sgraziata ed il carisma palpabile di Ozzy erano innegabili e, ad onor del vero, nessuno dei singer successivi è mai riuscito ad incarnare i Black Sabbath quanto lui (a prescindere dalle qualità canore di ciascuno dei successori), la scelta, perciò, doveva essere fra il cercare un emulo di Ozzy o distanziarsi completamente. La scelta, come si può vedere, cadde sulla seconda opzione ed il jolly vincente venne trovato nella persona di Ronnie James Dio, cantante americano che aveva appena abbandonato al loro destino Ritchie Blackmore ed i Rainbow.
R.J.Dio non era certo un singer di primo pelo al momento dell’approdo nei Black Sabbath.  Il cantante, oltre alla già citata esperienza nei Rainbow di Blackmore, aveva già fronteggiato altre band e, soprattutto, la cult band Elf.
Al momento dell’accordo, solo un brano era già stato scritto da Iommi: Children of the Sea (anche se con altre lyrics). Questo brano era stato pensato come primo tassello per un nuovo disco con Ozzy, cosa mai avvenuta per il licenziamento di quest’ultimo.
Nel 1980, un anno dopo la separazione dal Madman, in nuovi Black Sabbath danno alle stampe l’album Heaven and Hell.
Le modalità di scrittura per questo disco variano notevolmente rispetto ai precedenti con Ozzy: per la prima volta in assoluto c’è qualcuno che aiuta Iommi nella creazione dei brani, portando idee ed input. Questa persona è proprio Ronnie James Dio. Ronnie, oltre ad essere un cantante eccezionale, è anche un songwriter e, perciò, coinvolto in prima persona nella stesura dei brani.
Altra differenza sostanziale sta nel fatto che Geezer decide di abbandonare la band poco dopo Ozzy, lasciando vacante il posto di bassista. Questo viene riempito, ad interim, dallo stesso Dio e da Geoff Nicholls (che poi resterà in formazione nel ruolo di tastierista). Questa formazione improvvisata registra tutto il disco, a parte Neon Knight che verrà registrata con il rientrante Butler. Nello stesso tempo anche Ward stava passando un periodo turbolento a causa dei suoi insoluti problemi di alcool e di depressione, ma riuscirà comunque a registrare l’album e mettersi in tour con Iommi&Co.
Il sound di questa versione dei Black Sabbath è diverso da quello del decennio precedente. I suoni sono più corposi, rotondi, metallici se vogliamo, e stazionano spesso su mid-tempo dai tratti epici. Nei Black Sabbath con Dio ci sono molti hook melodici e le tematiche si spostano decisamente verso il fantasy o l’astratto (tutte le lyrics, per la prima volta in assoluto, sono di competenza di Dio e non più Butler).
In maniera quasi paradossale, l’avvento della NWOBHM “salva” i Black Sabbath dall’anonimato. L’avvento del punk, che li aveva dipinti come vecchi dinosauri svogliati e pieni di soldi, e la perdita dell’amato Ozzy alla voce avevano minato la percezione delle persone nei confronti della band. La nuova ondata di metal di stampo inglese (Iron Maiden, Samson etc) è il salvagente virtuale della band di Birmingham: tutto ad un tratto vengono considerati come esponenti della NWOBHM (pur essendone padri fondatori!) e le quotazioni aumentano vertiginosamente.
La formazione si mette on the road, ma nel pieno della serie di concerti Bill Ward getta la spugna e molla la band. Al suo posto viene reclutato il batterista americano, ex Axis, Vinny Appice (fratello del ben più conosciuto Carmine Appice). La sostituzione del drummer comporta anche un evidente cambio di sound della band, dove Ward inseriva imprevedibilità jazz, Appice fornisce un martello implacabile, quadrato e scevro da troppi orpelli.
La formazione Iommi-Dio-Butler-Appice (con Nicholls, non accreditato, sempre alle tastiere) entra in studio per dare seguito al fortunato Heaven and Hell e, nel 1981, pubblica Mob Rules. L’album presenta subito una copertina “polemica” (alcuni vedono una scritta Kill Ozzy nel sangue sul pavimento… ma non tutti sono concordi su questo), ma la tracklist non presenta quella diversità che ci si potrebbe aspettare. Mob Rules è un disco che assomiglia in maniera pericolosa al precedente album e, per questo motivo, ne viene spesso additato come copia (etichetta ingenerosa, per altro). La band produce comunque degli ottimi pezzi e molti di questi sono sopravvissuti ed eseguiti live anche con la formazione degli Heaven and Hell (la reunion del 2007 con Ronnie James Dio, ma non anticipo di più).
Nel 1983 la band fa uscire il criticatissimo doppio disco live intitolato: Live Evil. Il giudizio su questo disco non può prescindere dal fatto che è stato ritoccato ampiamente in studio da tutti i musicisti. A seguito di questo, ma è stato solo il detonatore della situazione già incandescente, i rapporti fra Iommi e Dio divengono via via più freddi e polemici minandone il rapporto creativo.
Nonostante l’ampio overdub, è innegabile l’efficacia del prodotto. La scaletta vede estratti sia dal periodo Dio, sia da quello precedente con Ozzy Osbourne. Ronnie è un cantante sopraffino, ma non ha nelle sue corde la follia di Ozzy né la fragilità della sua voce. Questo comporta che i brani della Ozzy Era sono eseguiti con un piglio molto più melodico e quasi gotico, stravolgendo il feeling originale per adattarlo all’ugola di Dio. Il risultato della trasformazione non è disprezzabile, ma le versione con il Madman alla voce sono molto meglio.
La situazione fra i due musicisti continua a peggiorare e, alla fine del 1982, Dio e Vinny lasciano i Black Sabbath. Iommi e Butler non demordono e si mettono alla ricerca dell’ennesimo singer e di un batterista per sostituire i due americani. Il cantante che prenderà il posto di Ronnie porterà alla lineup più improbabile della storia.
Ronnie James Dio, terminata l’esperienza nei Sabbath, fonda la sua band solista, i DIO, e si porta appresso anche Vinny Appice.
La separazione fra i quattro musicisti di Mob Rules durerà fino al 1991 quando, in piena era grunge, rientrano in studio e ritornano a far parlare di sé. Gli screzi feroci del primo periodo (e conseguenti alle accuse reciproche in occasione di Live Evil) vengono accantonate a favore di un rinnovato amore.
Nel 1992 esce il nuovo disco in studio dei Black Sabbath, intitolato Dehumanizer. Il CD è composto, come sempre, dal trio Iommi-Butler-Dio (con Appice alla batteria). L’album si discosta parecchio sia dalle produzioni precedenti della band (quelle con Tony Martin alla voce e di cui parlerò nelle prossime puntate di School of Rock) sia dalle registrazioni passate con lo stesso Dio. Quello che sorprende di più, conoscendo la conclamata fascinazione di Dio per il fantasy, sono i testi: duri, spigolosi, terribilmente attuali e legati alla quotidianità. Un cambio di punto di vista notevole per uno come Ronnie James Dio che aveva abituato i fans a Re e Regine, Pozzi dei desideri e Segni della Croce del Sud.
La band, oltre che ad una grafica moderna per la cover art ed i testi, decide di variare anche i suoni. Ad oggi non si era mai sentito un album dei Black Sabbath così freddo e metallico e dove la componente bluesy è messa in disparte. Le partiture di Iommi non presentano quella grandeur ottantiniana che avevano nell’ultimo periodo con Martin alla voce e si danno un tocco di lifting modernista. Ci sono buone melodie ed un buon groove ed un senso di minaccia (dato soprattutto dalla voce ieratica di Ronnie, che non indulge troppo nelle sue classiche vocals). C’è un ma, però… il ma è che i brani non sono sempre memorabili o, onestamente, anche se buoni, non sono al livello di Heaven and Hell.
Questa reunion degli anni 90 non dura più del battito di ciglia visto che i Black Sabbath vengoni invitati, come special guest, al tour d’addio di Ozzy dal mondo della musica (quello a seguito dell’album No More Tears di Ozzy). R.J.Dio si rifiuta categoricamente di partecipare come spalla ad Ozzy (i vecchi rancori fra i due emergono di nuovo) e si separa dalla band. La band partecipa comunque ai concerti, ma la formazione non si ricomporrà più.
La separazione dura fino al 2007 quando esce The Dio Years. Solitamente non accenno alle raccolte perché ininfluenti per descrivere la storia di una band, ma questa ha un valore particolare. Dopo 16 anni di silenzio, la lineup di Heaven and Hell incide nuovamente della musica originale (tre brani per la precisione) e fa vedere a tutti che la qualità compositiva non si è annacquata con il passare del tempo. L’acredine passata viene meno (di nuovo!), rimpiazzata da un rinnovato affiatamento che porterà la band, l’anno successivo, a registrare il primo disco in studio dopo il deludente Forbidden (ultimo disco con Tony Martin alla voce e ultimo disco in studio dei Sabbath fino al 2013).
I brani contenuti in The Dio Years presentano tutti i tratti caratterizzanti del vecchio sound Black Sabbath con Dio alla voce. L’epicità della voce, i riff possenti ed in mid-tempo, la batteria quadrata e senza troppi fronzoli ed il lavoro magistrale di basso di Butler che doppia i riff di chitarra e sostiene le canzoni quando il mainman parte con gli assoli. Ci sono le modifiche dovute al passare del tempo, ma tutto sommato il periodo metallico di Dehumanizer viene lasciato alle spalle per un approccio più blues.
Il periodo successivo alla pubblicazione della compilation, vede la band impegnata in numerosi tour ed in attività promozionali, fra cui la registrazione dello splendido DVD dal vivo Heaven and Hell Live At Radio City Music Hall del 2007.
Il feeling ed i buoni rapporti fra i quattro membri danno linfa alla composizione di nuovi brani, tanto che rientrano in studio per registrare delle tracce inedite dopo quasi vent’anni dall’ultima volta.
Il 2009 vede l’uscita del nuovo disco in studio: The Devil You Know.
Vorrei partire subito dalle differenze con il passato. La prima sta nel moniker: sulla cover non capeggia più Black Sabbath, ma Heaven and Hell. La band non vuole creare incomprensioni ai fan e decide perciò di cambiare nome per rispetto alla storia della band. Iommi&Co. hanno deciso infatti, per tutto il tour seguente, di eseguire unicamente canzoni provenienti dal repertorio dei Sabbath con Dio alla voce, ignorando volutamente tutto il resto del catalogo della band.
Anche la cover art cambia nettamente rispetto ai lavori passati e richiama di più le attività soliste dei DIO che quelle dei Sabbath.
Dopo le differenze visibili, possiamo andare a parlare della parte importante del CD: come suona. Si può dire, senza ombra di dubbio, che è una versione aggiornata del tipico incedere Sabbathiano con il piccolo vocalist dietro il microfono. I brani sono doom, con riff portanti che pescano dal repertorio blues ma con l’attitudine doom tipica dei Sabbath, ma ci sono anche delle belle sfumature acustiche che intarsiano le canzoni. I lati negativi, a mio parere, stanno tutti nella longevità del disco: per quanto le tracce siano belle, ben arrangiate e suonate, non sono riuscite a superare lo scoglio dei cinque anni. Mi spiego meglio per chiarire il mio pensiero: dopo i primi mesi di ascolti incessanti, non presentano più quell’attrattiva che le fa andare a cercare. Le vecchie canzoni dei Sabbath, invece, si fanno ascoltare (e cercare) incessantemente anche dopo 30/40 anni… un motivo ci sarà.
Dopo la pubblicazione di The Devil You Know, gli Heaven and Hell partono per un tour mondiale portando sul palco il nuovo CD e rispolverando i grandi classici dell’era Dio (che erano stati accantonanti per tutto il periodo delle reunion con Ozzy Osbourne). In seguito alla risposta eccezionale del pubblico ed una oggettiva buona forma compositiva (ed affinità caratteriale), la band decide di rientrare in studio e dare un seguito all’album del 2009.
Il progetto di registrare nuove tracce si scontra con una delle notizie che ha sconvolto il mondo musicale: Ronnie James Dio ha il cancro. Per molte settimane Ronnie si era esibito sul palco in preda a forti dolori di stomaco senza rendersi conto della gravità della situazione, solo ad inizio 2010, sottoponendosi ad un controllo, ha avuto la terribile notizia.
Questo ha portato alla logica conseguenza di porre fine a progetti di tour, dischi, in attesa delle condizioni di salute del piccolo cantate americano.
La battaglia del singer è durata qualche mese; i bollettini medici viaggiavano incessanti riportando notizie di riprese seguite da peggioramenti repentini. Questa fuga di notizie è durata il fino al 16 maggio 2010 quando Ronnie James Dio è andato a fronteggiare la grande band celeste (con Hendrix, Morrison, Cobain, Moon, Joplin etc), lasciando i fan esterrefatti.

Annunci

16 pensieri su “School of Rock – Black Sabbath (The Dio Era)

    1. Già, grandissima voce. Ho amato il primo disco dei DIO, quello che ha fatto con i Sabbath (specialmente Heaven and Hell… molto bello!!) e, soprattutto, i primi due dischi con i Rainbow… stupendi.
      Grazie mille per i complimenti Ila!! 🙂 \m/

    1. Già, anche io sono uno da era Ozzy (che ho descritto proprio nella prima puntata della School of Rock). Ma devo ammettere che Heaven and Hell è ottimo e poi, per questioni di cuore, ho visto gli Heaven and Hell due volte dal vivo e sono stati spettacolari.

      1. Ah, non preoccuparti. L’ho pubblicato giusto un paio di giorni fa… niente di più… e, appena lo scrivo, arriverà anche il prossimo capitolo della saga Sabbathiana.
        Comunque Bentornato!!

      2. Oddio! Sono meno ferrato sui Cream e Yardbirds (li ascolto, li apprezzo e sono decisamente molto bravi), scrivere su questi sarebbe pericoloso… dovrei informarmi molto.
        Piuttosto sui Led Zeppelin che nascono dalle ceneri dei secondi…

Rispondi a shootanidea Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...