Incisioni sulla pelle

Nell’estasi di una deformazione interiore
attacchi ami alla pelle, come reliquie di un passato a cui aggrapparsi,
intarsiando di dolore le striature bianche del muscolo cardiaco.
Il guinzaglio che ci lega conduce all’arpione
conficcato fra la mia seconda e terza costola.
Chi sta conducendo e chi è condotto?
Cuciamo strati di pelle pregiata sulle bocche, fili dorati
in punto e croce posizionati sui bordi screaziati.
Ogni movimento tira i sottili fili di nylon monocromo
che lega ogni parte del corpo all’altra, una ragnatela di
rigore e movimento.
Strappare brani di pelle per sollevare parti del corpo,
in un ciclo divino di morte e rinascita,
mentre lacrime acide bruciano le ciglia e mangiano
gote arrossate dal vento e scavate dagli stenti.
Camminiamo a piedi nudi su un morbido tappetto
formato dai capelli dei santi, le unghie degli ingiusti
e le speranze degli stolti, mentre perdiamo gocce di sangue
arterioso che va ad impastarsi nella polvere.
Ogni movimento è l’artefice del dolore, ogni dolore dona significato alla pausa.
Il tormento è riposo, il riposo è dolore e la sofferenza è sangue che cola sul selciato.
Ogni goccia che cade, come un’esca formata da rubini lucenti,
verrà attutita da coloro che son caduti, che si sono inginocchiati prima di te.
Sulle tracce dell’uomo saggio, sulle virtù dimenticate.
Useremo graffette di metallo purissimo per chiudere
tutte le incisioni sulla pelle.
Una per dimenticare, una per ricordare.
Finché la memoria non svanisce.

16 pensieri su “Incisioni sulla pelle

  1. O Principe delle Tenebre, in quanto nekonippo appassionata del gotico, mi pregio di informarLa che questa è la scrittura che Le si confà, a mio modestissimo parere di quadrupede con l’orecchio fino.
    Suona una buona melodia. Mi ci Si impegni, spremendo le Sue meningi splendide e divine, e faccia del mondo un sudario di ombre folli che danzano nelle notti di solstizio.

    1. Cara Bakaneko. Sono sempre molto dubbioso su questi tentativi di scrittura, ma il Suo complimento mi spinge a osare ancora di più, andare ancora più a fondo… fino a toccare la necrosi che suppura sul fondo dell’anima.
      Io mi impegnerò ulteriormente nello scrivere codeste cose, ma a patto che Lei, Mia Felina Bakaneko, mi dia sempre un giudizio sincero su quanto è scritto.
      Anche quando c’è da criticare aspramente.

  2. Ok, ha già commentato la Gatta, essendo il suo turno e anche la sua materia.

    “scrivere per sentire quanto son belle le parole è inutile. Almeno per me”. E si vede!
    Lascio a libera interpretazione quel “e si vede”, ma sappi che oggi parlo la Lingua di Mordor.

    1. Allora, cara Regina dei Dannati, parliamo la stessa lingua… sto invocando il Caos oggi e vorrei la distruzione totale.
      Tu sai che, da me, puoi usare tutte le lingue che vuoi…
      Un saluto,
      Uno dei sette Nazgul

      1. Gran cosa le mozzarella in carrozza… anche se, sinceramente, non mi ricordano il film, ma il mangiare a casa dei miei… eheheh…
        In questa canadese che ho per casa non vengono fatte spesso… *sorrido*

Si!?

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