Soundtrack of the day (16)

Si, oggi voglio proporvi un “vecchio/nuovo” brano di una grandissima band: i Dark Tranquillity. Monochromatic Stains è uno dei brani più conosciuti del disco Damage Done.
Il disco in questione segue due fra i dischi più particolari della band svedese: lo sperimentale Projector, che contiene alcune delle mie all-time favorite dei Dark Tranquillity, ed il fortemente elettronico Haven.
Projector è stato il punto di rottura della band che, ufficialmente, passa dallo swedish death metal melodico ad un personalissimo connubio fra lo swedish death e la componente elettronica. Nonostante sia un primo tentativo, la qualità della band riesce comunque a far uscire un prodotto più che mai godibile ed appetibile anche a chi non li aveva mai ascoltati (grazie anche a parti in clean).
Haven trasporta il discorso di Projector in avanti, ma estremizzandone alcune componenti. Le strutture elettroniche prendono il sopravvento e dettano molta della linea melodica. Il death metal passa in secondo piano come “musica”, rimanendo come attitudine ed altri elementi (il growl è presente in tutti i pezzi).
Il punto di arrivo dopo le sperimentazioni con l’elettronica è senza dubbio un album completo come Damage Done. Disco strutturato, corposo, ben realizzato e con parti sia violente sia notevolmente melodiche. Il bilanciamento fra queste due anime, però, è equilibrato. Non ci sono cadute di tono in Damage Done, non ci sono momenti morti. Quello che si può imputare alla band è che, da questo disco in avanti, ha rischiato sempre meno, andando progressivamente a perdersi in una creatività sempre più appiattita (che seguono pari pari l’andamento della loro discografia e, perciò, Character, Fiction ed il deludente We Are The Void)… fino a rinascere con un buon disco (Construct) uscito l’anno scorso.
Non indugio oltre e vi faccio ascoltare… MONOCHROMATIC STAINS.

 

Vi aggiungo anche questo brano tratto proprio dal disco HAVEN.
Ecco a voi: THE WONDERS AT YOUR FEET…
Ps: metto questa canzone tratta dal DVD LIVE ufficiale perché c’è anche il sottoscritto e si vede qualche volta… ahahahahahah.
Son soddisfazioni sapete?

 

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12 Replies to “Soundtrack of the day (16)”

    1. Skydancer è un buon disco. Non mi esalta moltissimo, gli preferisco di gran lunga l’ottimo The Gallery… ma ha dentro dei pezzi di swedish death metal primordiale di buona levatura (e forse è l’unica prova non afona di Anders Friden ahahahahahah)

      1. Sì, è un po’ ruvido, ma Crimson Winds mi fa morire, resta la mia canzone preferita.

        The gallery è the gallery. Obiettivamente stupendo.

      2. Ti dico, anche io sono spesso per le versioni primarie dello swedish, ma Skydancer mi ha sempre colpito meno di The Gallery. Forse perché, nonostante tutto, in quest’ultimo ci sono delle melodie da urlo. Veramente azzeccate. Non tolgono niente alla potenza del disco.

        Comunque sono rimasto piacevolmente stupito 21… pochi citano Skydancer. Tanto di cappello!!

      3. Eh, quando ascoltavo metal sono passato dal power metal più idiota al peggio brutal/death/black/grind/doom/low-fi che si possa immaginare. Un giorno ero in macchina e ascoltavo (credo) i Darkthrone. In quel momento mi son detto: “ma come cazzo faccio ad ascoltare questa musica di merda?!?” e lanciai il disco per strada. Da quel momento non ho più ascoltato Metal “pesante”, diciamo. Anche se ci sono artisti a cui sono ancora affezionato, tipo i Dark Tranquillity, gli In Flames, i Carcass, i Children of Bodom (quelli di Hatebreeder), i Testament e così via.

      4. AHahahaha. Non so se rimproverarti per aver buttato via il disco dei Darkthrone (o similia) o per aver ascoltato il power metal 😛 ahahahahahah!
        Scherzo ovviamente.
        Ci credo, a volte ci si chiede cosa si sta ascoltando. Io non mi sono ancora posto questa domanda… forse perché il metal è solo una parte della quantità di musica che ascolto (anche se, lo ammetto, una parte ancora predominante).
        Posso chiederti cosa ascolti dopo l’illuminazione sulla Via di Damasco? Sono curioso.
        Anche perché i gruppi a cui sei affezionato, sono signore band e non posso che concordare al 100% su tutte le tue scelte (a parte i Bodom che non mi hanno mai detto niente… ma sono gusti personali, sia chiaro).

      5. Appunto, dei Bodom mi piaceva solo Hatebreeder perché mi piaceva la combinazione power+baroque+scream, tutti gli altri dischi secondo me fanno cagare.

        L’illuminazione sulla Via di Damasco ha chiarito che i miei gusti personali in ambito musicale sono ben precisi: la mia musica ideale dev’essere un compromesso intelligente fra ritmo e melodia, e cantabile. Quindi niente ballad strappapalle ma allo stesso tempo niente urla e blast beat a 5000 rpm (anche se confesso che sono ancora innamorato del doppio pedale, mi piace l’effetto elicottero). Per questo decisi di scoprire tutta la scena proto-grunge/melodic hardcore punk/altenative di fine anni ottanta, inizio anni novanta: husker du, minutemen, dinosaur junior, pixies, bad religion, black flag, violent femmes, fu manchu, nomeansno e altri gruppi, guidandomi dal precetto “raro è meglio”.

        Poi un giorno decisi bene di tornare ancora più indietro, e mi appassionai di brutto al technopop: ai kraftwerk, a Jean Michel Jarre e alla Yellow Magic Orchestra, approfittandone per studiare un po’ il krautrock.

        Adesso ascolto molto meno musica, perché ammetto che quelli erano “anni di studio” e in questo momento ho meno tempo per “studiare”, però non ti nascondo che quando devo fare gli straordinari, Judas Priest e RATM mi consentono di lavorare fino alle undici di sera! 🙂

      6. Ma vedi un pochino te (beh, dei Bodom non mi è mai piaciuto niente in particolare… cosa che mi ha fatto subire improperi da una mia amica amante del gruppo… vai a capire te i fans ahaha), interessante come percorso.
        Io continuo a studiare [nel senso scoprire musica, nel senso proprio, (s)fortunatamente, ho smesso da un bel po’ ormai ahaha] e cercare. La tua prima fase mi è più consona, devo ammetterlo. Sia per quanto riguarda le band, sia per quanto riguarda il “feticismo” del raro. Più sconosciuto era il gruppo, più lo portavo in alto ed in adorazione. Appena lo scoprivano gli altri, lo lasciavo da stare. Sono anche un bel po’ stronzo, lo so. Ma se sei avanti, devi esserlo con tutti i crismi ahahah!
        La fase technopop non l’ho mai passata… ci tento, a volte, di ascoltare cose elettroniche o più meccaniche, ma non sono per me. Proprio non rientrano nel mio DNA musicale. Che sia giusto o meno non so cosa dire eh!

        Ah, io quando devo fare gli straordinari ascolto di tutto, ma quando scrivo, di sera/notte, beh, il buon Ludovico Einaudi è il migliore (musica e no parole… se no mi perdo eheheh)

      7. No, non considerarti uno stronzo. È un meccanismo di difesa naturale. Ricordo ancora quando a una festa osai mettere Peek-a-boo dei Devo, subendo le occhiatacce dei presenti. Tra l’altro, un pezzo fantastico, assurdo all’inverosimile. Uno dei migliori dei Devo.

        Abbiamo il diritto di vantarci! Alla prima domanda “cos’è sta roba?” abbiamo il diritto di pretendere spessore: “Ma come, è Captain Beefheart, stai scherzando, vero?” oppure “secondo me dovrebbero dare il diploma di maturità condizionandolo all’ascolto della biografia dei The Residents”. Altrimenti, è solo angoscia.

      8. Ahahahaha! Geniale. I Devo. Ti credo che ti hanno guardato male. Cioè, non è che sono proprio per tutti. Io piuttosto mi diverto a gettare palate di felicità con gli Agents of Oblivion o i Deadboy & The Elephantman! ahah. Comunque sia il risultato spesso è uguale. Anche se i miei due sono più orecchiabili del tuo.

        Certo che la prima risposta è un gioiello, ma se detta con lo sguardo anche leggermente stufo e supponente. Cosa che rende l’affermazione un tritamaroni per chi ascolta (ah, lo dico perché a volte, quando mi sento talebano, lo faccio). La seconda è quasi troppo articolata per me… 😀

        Nota a margine per l’angoscia: uno dei fattori scatenanti per ascoltare generi schizoidi o buttarsi a capofitto nel funeral-doom!

Si!?

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