Zeus Presenta – I miei mostri… (pt 2)

Per chi si fosse perso la prima parte: rideafa. – Il Golem

——————————————————————————————————————————————————

Il mese di maggio portò novità in città. Il Saggio Barry aveva cercato di dare una stretta decisiva alla criminalità e, con una serie di interventi decisi, era riuscito a far imprigionare qualche ladruncolo ed assassino occasionale. Non erano colpi eccezionali, ma la ricorrenza degli arresti e la severità delle pene comminate rimanevano erano sulla bocca della gente. Il mormorio di queste gesta di ordine pubblico fu il sottofondo delle giornate di maggio. I giorni passavano e la primavera cambiava manto, tirandosi finalmente via i freddi copricapi invernali ed asciugando le brezze d’aprile, per mettere il vestito leggero dell’estate. Il caldo si intrufolava negli spiragli lasciati finalmente aperti dalle nubi e dalle fronde degli alberi mentre il sole cuoceva i mattoni rossi delle case. I vecchi, ormai inabili al lavoro ma memoria storica della città, avevano ormai sentenziato l’inevitabile: l’estate era in anticipo. E con la calura ritornarono anche gli omicidi. Non quelli classici, normali per una cittadina in espansione, ma quelli che il Commissario Johnson aveva catalogato come sovra-umani, perché compiuti con una forza da risultare talmente sproporzionata da essere superiore all’umana potenza. Questi non si abbattevano su persone qualsiasi, andavano a colpire la borghesia o determinate categorie di lavoratori. E anche questa volta, con il Sig. Laverty, non fu diverso. L’omicidio fu brutale ed il ritrovamento casuale. Nella stessa maniera dei precedenti.
I dettagli non furono divulgati dalla stampa, non subito almeno. Le voci ed il pettegolezzo, però, si muovevano più velocemente della carta stampata. Quando uscirono le edizioni straordinarie con i dettagli, censurati per l’occasione, dell’omicidio Laverty, la gente ormai sapeva più cose dello stesso Commissario Johnson. Il quale, d’altro canto, continuava a tormentarsi per l’incapacità di trovare una soluzione ragionevole a questi omicidi.
Una cosa, però, il Commissario Johnson l’aveva trovata: l’insonnia derivata dalla vista del morto.
Il cadevere, tumefatto e gonfio, era appeso alla parete. Una forza enorme aveva alzato il Sig. Laverty, uomo di sana e robusta costituzione, fino a metà muro e l’aveva inchiodato allo stesso con delle barre di metallo. Una sorta di crocefissione. Il sangue, raggrumato, era una diapositiva del percorso che aveva seguito il corpo martoriato. In base alle indagini, il Sig. Laverty doveva essere scappato rovesciando diversi mobili dietro di sé e poi, una volta bloccato, picchiato selvaggiamente. Sul suo corpo non si vedevano tentativi di autodifesa o residui di una colluttazione. Quello che rimaneva impresso era solo lo sguardo di una persona che, prima di morire, aveva visto qualcosa che la sua mente non aveva voluto registrare. Una paura irrazionale.
Nel buio della notte, quando tentava di dormire, il Commissario Johnson vedeva un’ombra oscura, possente e malvagia, che vagava pesantemente alla ricerca di qualcosa. Solo quando era troppo tardi si accorgeva che era lui la preda. E si svegliava in un bagno di sudore freddo ed in preda ad un folle terrore.

24.05.1724 – Diario di rideafa. 
Ciao Kavafis. Il mese di maggio è stato bellissimo. Sono riuscita a completare un paio di lavori che mi avevano commissionato. Non posso chiedere di più. L’unica cosa incredibile è la morte del Sig. Laverty. Non nego il mio piacere nel sentire questa notizia, quella persona era cattiva e violenta, perciò la sua fine mi ha rallegrata oltremodo. Il fatto è che non posso dirlo ad alta voce, penserebbero che sono stata io… ma lo confido a te sulle pagine di questo diario. Ho dovuto risaldare alcune parti di metallo del tuo corpo, Kavafis. Sembra che tu sia in continuo movimento, sai? Ogni volta che ti trovo hai qualcosa da aggiustare. Ma penso sia la mia disattenzione o la mancanza di manutenzione di queste ultime settimane. Me ne scuso. Adesso scappo che finisco l’ultima commissione e poi ritorno da te. 

La novità più rilevante dei giorni seguenti l’omicidio del Sig. Laverty arrivarono dalla Polizia locale.
Il Commissario Johnson, stufo dei continui insuccessi, creò una squadra speciale dedicata unicamente agli omicidi bestiali che stavano accadendo in città. Una squadra piccola e molto segreta. Il segreto era fondamentale, visto che il presunto carattere innaturale di questi omicidi avrebbe scatenato, in egual misura, panico e risa nella gente che ne fosse venuta a conoscenza. Fino ad oggi questi assassinii venivano attribuiti a qualche bandito o criminale, ma niente di più. Il Commissario non era dello stesso parere. La squadra speciale si mosse velocemente e tornò su tutti gli omicidi. Rilessero gli appunti presi e fecero domande a tutti  i conoscenti. Non lasciarono niente di intentato. Due agenti della squadra sparirono per un paio di giorni con lo scopo di investigare nei boschi limitrofi. La ricerca di eventuali indizi e rifugi di questo gigante assassino risultò comunque vana.
Da tutti i carteggi, le notizie e le voci di corridoio emergeva una nota in comune: tutte le persone uccise avevano un rapporto lavorativo o personale con l’artista rideafa. Se nei primi accenni al nome, questo veniva inserito nella nota delle conoscenze occasionali, la costanza con cui spuntava dalle conversazioni minava questo concetto alla base. La logica conseguenza furono visite sempre più frequenti, e più lunghe, nell’atelier di rideafa. Il Commissario passò lunghe ore a discutere con l’artista, analizzando movimenti e rapporti che questa aveva con i defunti.
La costrinse a ripetere la stessa storia più e più volte, segnando scrupolosamente le risposte, e poi, una volta terminata, la faceva rincominciare. Ogni differenza dalla precedente versione veniva analizzata sotto la lente d’ingrandimento. Le notti del Commissario Johnson diventarono più brevi e laboriose. Appunti su appunti da gestire, riscrivere, analizzare.
Finito questo si concedeva qualche ora di sonno prima di presentarsi, sempre alla stessa ora, a casa di rideafa. per ulteriori domande e spiegazioni.

03.06.1724 – Diario di rideafa. 
Caro Kavafis.  Che giornate. Che stress. Quel Commissario non mi lascia in pace. Io non capisco cosa succede. Sembra quasi convinto che io abbia qualcosa a che fare con gli omicidi. Ma io non ho niente a che vedere con quelle cose così brutali! Non mi sognerei mai… mi rimangio le ultime righe… in verità le ho sognate e probabilmente desiderate. Ma mai compiute, questo è sicuro. Dicono che è qualcuno di enorme. Ti hanno guardato in lungo ed in largo, ma cosa pensano di trovare? Che ti sei mosso?
Ti sei mosso? Te lo richiedo sorridendo questa volta. Però sarebbe veramente bello se tu lo facessi. Sarebbe così stupefacente se io desiderassi qualcosa e tu lo facessi. Nonostante le preoccupazioni che mi da il Commissario, caro Kavafis, le mie giornate sono funestate da ben altro problema… Ti ricordi che ti parlavo di quella persona, il tale Sig. Simmons,  che continua a venire a casa mia e farmi proposte di fuggire insieme? Ha valicato il confine del buongusto ed ha incominciato ad appesantire i toni, lasciandosi andare in sconcerie… io lo detesto. Una persona così grezza e lasciva. Untuosa…

[TO BE CONTINUED]

Annunci

9 Replies to “Zeus Presenta – I miei mostri… (pt 2)”

  1. Continua il mio apprezzamento per RideA, adoro il suo diario. Soprattutto quando più si avvicina alla RideA già nota. Amo le discrasie, i contrasti, le discromie e tutto ciò che inizia con dis-, anche solo per partito preso.

    1. Grazie e mi fa sorridere il fatto che dici “quando più si avvicina alla RideA. già nota”… soprattutto perché il testo è logicamente inventato e se tu ne vedi particolari vicini, beh, sono riuscito a intrappolarne una parte di spirito.

      1. Ehehe! Benissimo (ammetto con ignoranza che io, del Golem, non ho mai letto niente ahahahahah).

        Comunque sia, la tua partecipazione è più che mai ben accetta. Come ho detto ad altri partecipanti… non prometto sulle tempistiche, ma sicuramente uscirà! 🙂

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...