L’amore ai tempi di Hokuto

Ovvero: “Tragedy is in the air and everywhere i look around” *lalalala* 

Da che mondo è mondo, sullo schermo l’amore non può essere manifestato in una maniera normale. Dev’essere un tripudio di sofferenza strappa-budella o di felicità talmente innaturale da un fondato sospetto di pilloline di Ecstasy. Ma quello che prevale, non c’è niente da fare, è proprio la componente tragica. Dai cartoni animati, alle serie TV per arrivare ai film, l’amore è un tripudio di tormenti, delusioni, sofferenze e tritura-stomaci. Non se ne esce. Dove c’è la tragedia, ci dev’essere maggiore tragedia. Dove c’è sofferenza, beh, il dolore deve essere praticamente tangibile… se potessero le Distribuzioni e Case Cinematografiche ingaggerebbero una persona che arriva nel momento giusto e ti tira una martellata sul ginocchio. La tangibilità della sofferenza è praticamente in 4D. Lo senti fisicamente. Dove ci sono lacrime, qua c’è poco da fare, vogliono ancora più lacrime. Un mare. Vogliono vedervi sbaraccare casa  causa dell’alluvione emozionale.
Puntata la bussola dell’esagerazione direttamente verso il Nord di una tragedia immane, ecco che i grandi scenografi prendono la moderazione, si abbassano i pantaloni, e si puliscono il rinomato culo con questa. Prendono il treno del sentimento e lo fanno deragliare verso un abisso talmente profondo che, guardandosi con occhio lucido, anche loro si dicono: “va bene, stavolta forse abbiamo calcato un po’ la mano“. Mai frase fu più sbagliata, il titolare di codesta verità è ancora appeso a testa in giù da un palazzone.
Non c’è limite a quanto in profondità si può abusare della tragedia per poi far nascere l’amore. Quello che, alla fine del film e di una intera confezione di tempo (e, diciamocelo, anche un buon rotolone Regina da cesso perché è morbido e se funziona bene per il culo…), ti strappa un sospiro di sollievo e ti fa capire che il mondo è buono. E lo sceneggiatore si stropiccia le mani dicendo: “bene, altro film in cui c’erano si e no quattro cose interessanti da dire accolto come capolavoro del genere drammatico“.
Dicevo, l’esagerazione. Il vero sale sullo script. Il condimento ingombrante. Quando c’è il male, devono aggiungere qualcosa. Se la ragazza sta per morire (una volta su 10 la protagonista è in fin di vita e lui, amorevole e devoto, la porta in giro come un cucciolo di tartaruga), allora devono aggiungere che: a) ha perso un figlio; b) è allergica al pelo di cane; c) è tossicodipendente a causa dei problemi famigliari; d) ha visto morire il suo migliore amico; e) la sua famiglia è stata spazzata via dagli alieni o era sulla sceneggiatura degli Avengers e via dicendo. La Compagnia della Lacrima Facile non si risparmia niente. Non c’è niente da fare.
Loro arrivano baldanzosi alla prima del film, diciamo l’anteprima vah (se no i cinematografi qua su blog mi scorticano vivo), e propongono il film (che potrà essere cambiato in seguito alle reazioni). Questi scrutatori degli abissi emotivi sentono il polso del pubblico, lo vedono ridere (non va, tagliare), lo vedono sbuffare (non va, tagliare), prevedono il momento bovino (cioè lo sguardo di chi cerca di capire come fa a stare insieme una trama con più buchi delle mie scarpe da ginnastica) e poi sono alla giugulare quando parte il trip tragico/depressivo. Qua sondano e scrivono febbrili sui taccuini le varie reazioni. La signora in fondo piange come una lavatrice, benissimo! Tenere la parte. La ragazzina singhiozza e guarda il ragazzo in catalessi ormai da un’ora e mezza (il film, per la precisione, è iniziato da un’ora e un quarto), bene bene… tenere la parte ed aggiungere maggiore componente easy per il pubblico giovane. Vedono la coppia temprata che si lascia andare ad un mano nella mano e scatta lo champagne e l’ordine perentorio di uso ed abuso dei momenti da mano nella mano. L’animalista piange per la morte del cane, vai con lo Zoo di Berlino.
Il vero problema è quando vedono il tipo in fondo alla sala che non piange o non manifesta emozioni. Qua scatta l’allarme rosso! Attenzione Signori, qualcuno non sta seguendo il film. Non ha trovato lo spunto per struggersi profondamente. Allora un piccolo signore della suddetta Compagnia della Lacrima Facile si avvicina e con fare melenso chiede informazioni (malattie o altro che potrebbero giustificare una mancata reazione a questo film). Se la risposta è: “no, guardi, mi fa cagare”, non c’è niente da fare. Il tipo non capisce il cinema. Se invece c’è l’apertura, la possibilità, il “no, il film non mi fa niente… ma mi dispiace che quella BMW venga distrutta…”, dalla Regia delle Lacrime Facili si sente l’animalesco orgasmo della vittoria e sbattono nella trama almeno quattro superlusso accartocciate a caso. Anche se il film è ambientato in uno chalet in culo ai lupi. La fanno trovare marmorizzata nella montagna. Non c’è chance.
Avessero potuto, avrebbero mostrato la sofferenza dell’Iceberg quando è stato colpito dal Titanic. Non bastava la sofferenza del duo DiCaprio-Winslet, la sofferenza della Dion, la sofferenza del pubblico ad una lagna, no, dovevano buttare in vacca tutto e far vedere il contorcimento emotivo dell’iceberg.
Qualcuno, avventato signorotto di cattivo gusto!, ha fatto notare che gli iceberg non hanno sentimenti e hanno tirato via la scena. Ma è la… pronta a saltar fuori alla prima occasione.
So per certo che volevano inserirla persino in Autumn in New York… al posto di Richard Gere. Bello eh… bello ma…
Non so come finire l’articolo… dovrei dire qualcosa di divertente o sarcastico. Di affilato. Che renda onore ad un post ignobile. Ma non mi viene in mente niente… mi sono storto un’unghia e mi son cadute le briciole dal tavolo e sto soffrendo.
Fanculo.

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52 Replies to “L’amore ai tempi di Hokuto”

  1. se ti dicessi che non capito di cosa parli? si d’amore ma d’amore… come, dove, quando, di che parli, perchè?

    son io in fase lunedì e non comprendo o sei tu ermetico?

    1. In realtà il vero titolo è il secondo “ovvero…” e poi la storia di Ken il Guerriero è tragica di suo. E poi volevo mettere qualcosa sull’amore, ma ho mandato tutto in vacca calcando sulla tragedia. E poi mi divertivo troppo a scrivere minchiate sui film romantici attuali (che sono tragedie sfiorate che ho perso il filo e mi son addentrato in territori oscuri).

      Ah, dimenticavo… alla fine del posto dovevo scrivere:

      E vissero felici e contenti 😀 eheh

  2. ahahahaha! L’accanimento cinematografico alla ricerca della lacrima è veramente fastidiosissimo!
    Comunque propongo un minuto di silenzio per le briciole cadute sul tavolo, sacrificate alla guerra del pranzo, avevano anche loro figli, una famiglia, una fidanzata e delle speranze per il futuro (almeno loro). Il loro sacrificio non deve essere dimenticato e la loro imperitura memoria deve essere il faro di esempio per le nuove leve. Andate in paradiso ad insegnare agli angeli come si sbriciola.

    1. Decisamente. Ormai prendono un film, lo vogliono fare romantico ma per raggiungere questo scopo devono uccidere almeno 500 bambi, mettere malattie ignobili e via dicendo.
      (ti consiglio un film che ho visto e merita. Un film tutto sommato romantico ma trattato in una maniera molto buona: The Perfect Sense con Ewan McGregor e Eva Green. Ottimo spunto veramente. Se hai un pochino di tempo guardalo, vorrei sentire una tua opinione – non è smielato, anzi… ha un sottofondo da Romero, pur non essendo zombie… capirai).

      Piuttosto che in Paradiso… dovrebbero venire da me ad insegnarmi come si mangia 😀 haahahahahahahah

      Comunque pregherò per loro 😀

  3. A proposito di tragedie e romanticismo: vogliamo parlare del livello inarrivabile di alcuni cartoni animati giapponesi? Lady Oscar, Charlotte? In una parola: SOB.

    1. Ecco, vedi? Qua c’è la tragedia dentro. Ci sono momenti nella cultura cartonifera (eh, si, neologismi a go-go) che travalicano il buongusto della tragedia 😀 aahahah
      Comunque volevo mettermi in linea con il tuo post sul sesso, ma mi è venuta fuori una caciaronata 😀 haahahahahahahhahaha

      1. come se nella realtà non ci fossero momenti già abbastanza tragici, per altro! 😛 macchè caciaronata: era uno sporco lavoro e tu l’hai fatto! 😀

      2. Ecco, infatti… e poi ritrarre la normale vita di coppia sarebbe un dramma altrettanto grande! 😀 ahahah
        Grazie e tu sai che ti mando il bonifico nei prossimi giorni 😀 😛

  4. Tranquillo Sire, dai cinematografi ti difendo io: li metto a tacere con una dissolvenza su nero.
    Per caso il lunedì ha influenzato il tuo umore o sei semplicemente splendido come piace a me?
    Il problema principale è che ciò che viene ripetutamente proiettato, raccontato e guardato, tende a influenzare la percezione della realtà, a distorcere l’emotività. Un caro amico oltre i 50 mi dice sempre che fortunatamente lui non è figlio dei cartoni animati giapponesi e io, osservando chi è più giovane di me, noto una disgustosa esasperazione del dramma senza fondamento (e anche senza drammaturgia). Gli occidentali non possono recepire nello stesso modo l’emotività e le forme orientali, ma tant’è.
    D’altro canto altri programmi televisivi riprendono assiduamente la sceneggiata alla Merola, alimentando anche nelle generazioni più grandine la medesima tendenza all’esagerazione vacua.
    Poi schiaffiamoci pure il buonismo disgustoso cattocomunista.
    E mettiamoci pure gli stretti schematismi americani, quelli per i quali se uno ti invita a cena bisogna precisare se è un “date” o un’uscita tra amici; al terzo “date” si tromba; se si rifiuta una proposta formale di matrimonio allora non ci si deve manco più sentire né vedere, ecc.
    Non se ne esce, perchè poi la domanda, influenzata dall’offerta, influenza a sua volta la domanda.

    Cosa posso fare per compiacerti nel disprezzo? Sacrifico vergini? Mozzo teste a villici? Ti canto nenie lamentose in cinese? Oppure…

    1. Grazie Tilla. Mi sono preso un secondo in più per rispondere al tuo commento per vari motivi.
      a) sono al lavoro e scrivo quando non mi vedono (fortuna che sono veloce nel digitare eheh)
      b) praticamente hai nobilitato il mio post con un commento decisamente più pertinente, interessante etc di tutto quello che ho scritto io. Non saprei cosa dire. Ma provo a dirlo comunque.
      Per i cinematografi (che poi sono coloro che scrivono di cinema… nel mio italiano bricolage… o cinofili, visto che, a volte, applaudono pellicole da cani) lascio il compito a te. Tu sai come metterli in riga.
      Il lunedì mi rende decisamente più virulento del solito… ma mi metto di profilo e dovrei uscire bene anche in foto.
      Pienamente concorde sull’esagerazione vacua e sulla drammaturgia al solo fine di creare teatro. Nessun fondamento dietro. Perciò, in effetti, una tragedia dai sapori di cartone, direi…
      La differenza di percezione occidentale – orientale è troppo grande. Ci sono sensibilità e background che non possono portare alla stessa recezione dei messaggi (che siano anime o film).
      La Merola-zzione dei sentimenti è una tragedia nella tragedia. Vacuo per vacuo, qua c’è del cattivo gusto.
      Lascio anche una parte più sorridente: hai mai notato la parte finale di Indiana Jones ed il Tempio Maledetto? Quando Indiana ritorna dal Tempio con tutti i bambini che corrono verso le madri e queste si strappano le vesti? Al posto del testo italiano/inglese prova a metterci un filtro Mario Merola e vedrai che spettacolo ahahahah.

      Il buonismo cattolico è una peste senza eguali. Come tu sai io sono un fervente critico della Chiesa, perciò da me trovi solo supporto.
      Lo schematismo americano è influenzato dal perbenismo americano. Non c’è niente da fare. Non si riescono a scollare di dosso quella matrice puritana che hanno nel DNA. Persino i film più oltre sono europei (ed intento film, non pornazzi…) e non americani. Se passi da Holllllywoood sei fregato, massacrato da logiche economico-politiche eccezionali, se vai nell’indipendente allora non ti cagano o hai un filtro meno forte… ma pur sempre presente.
      E gli italiani bevono come acqua sorgiva ste cose (e gli americani si scandalizzano per minchiate come MManson e il suo personaggio… vedi te).

      Le vergini sono difficili da trovare. I villici pochi (ho già fatto piazza pulita io per compiacere te mia Tilla). Le nenie mi mettono ansia… il resto?

      1. Divino Signore, sono lusingata per la articolata risposta. Non c’era bisogno, in fondo la mia era una forma sprezzante di lamentatio al riguardo, perchè oltre al cinema (che un pochino mi appartiene) colpisce la vita, le relazioni, i rapporti, gli umani e io mi affrango, mi incupisco e mi ritiro nella cripta. Tutto qui.

        Il resto?
        Qui ti scrive un’ombra, mi hai già uccisa di là.

      2. Avevo capito la tirata… ma mi fa piacere rispondere in maniera articolata a tirata articolata (dannazione mi sto perdendo nelle articolazioni).

        Mi metterò ignudo in balcone per punizione, Mia Signora. Coperto unicamente di una stoffa bianca… un sudario di dannazione eterna.

      3. Ignudo in balcone ti ci metteresti solo perchè essendo vergognosamente bello ti compiaci di farti ammirare dal volgo.

        E comunque causa la vicinanza dei termini “ignudo” e “punizione” mi si sono sfoderati i canini e non è un bello spettacolo. Mi ricompongo.

      4. Ehehe… un minimo di vanità è concessa. E poi, scusami, tutto il giorno ingobbiti e frustati dal sole, potrò concedere al plebeo la vista di qualcosa di bello almeno una volta la giorno?

        Il canino a la Vlad Tepes deve starti da dio comunque.

  5. non mi profanare troppo il MIO Ken… 😦 ci credevo in quel che faceva…. e ci credo ancora…tragedia inclusa! Gruntele Gruntala Grunt! :-/ art

      1. due cose amo follemente… Ken e l’uomo Tigre… la terza è Geeg… comunque la tua riflessione ci sta in questi tempi… avariati da altro…. .-)

      2. Ken è idolo delle folle, così come l’uomo Tigre! 🙂 Geeg non so chi sia… forse lo conosco o sono completamente addormentato dal lunedì 😀
        Grazie, era solo uno spunto per ridacchiare un pochino 😉

      3. sotto sotto anche il mio… Geeg robot d’acciaio…:-) la testa volante …”corri ragazzo laggiù vola tra rapidi blu, corri radioso di tutta la gente …dell’umanitààààààààà ”
        =
        perdono…perdono…perdonooooo (questa è l’imitazione della Caselli) 😦 abbi venia… oggi va così, è il mio caos che fagocita la mia ragione…

      4. ahhhhh… ecco chi era!! Ok, ti perdono perché Geeg era un mito. Comunque sia è lunedì, ogni forma di pazzia è perdonata a prescindere 🙂

      5. fiiuuuu… l’ho passata… eternamente grata…in certi momenti ti immagino come un Metal…detector… pronto a suonare 🙂

      6. Eheheh! Figurati. Sono un Dio magnanimo. Non sembra, ma lo sono 😀
        (eheehhe… quella del “Metal – detector” è passata a stento eheheh… o forse perché vorrei rubartela?) 😀
        Ma no, il mio blog è realmente un biotopo di idee buttate a caso, perciò un contributo è sempre bello, anche quelli più divertenti o “pazzi” ehehe

  6. Quindi non è colpa mia se ho un cuore romantico? È la TV&Company che mi ha resa così! Accidenti. Meno male che a sei anni mi sono messa a guardare gli horror se no, a forza di cartoni Disney e merendine, sarei entrata in u tunnel nettamente peggiore! Fiuuuuuu 🙂

    [Comunque, giusto ieri, mi chiedevo perché le persone piangono sempre in televisione. Anche quando devono comprare, che so, un pomodoro! ]

  7. zeus. io per dire boicotto i film di matrice americana sull’amore.
    sono quasi tutti ridondanti, incontenibili. con derive patologiche.
    dialoghi improbabili che io nemmeno quando mi costringeva mia sorella a giocare con le barbie mi sarei inventata per disperazione.

    però io non sono molto “convenzionalmente” sensibile.

    uno dei pochissimi film che mi fa piangere come una vite tagliata è Casper, il fantasmino.

    1. Come non darti ragione? I dialoghi che fanno gli autori americani sono qualcosa da studiare perché totalmente irreali. Ci sono dei tratti talmente artefatti che non puoi andare a credere a quanto viene proposto (come sentimento, qualunque esso sia… logico).

      Casper? Sai che non me lo ricordo? Boh. L’avrò anche visto, ma proprio non mi riesce ad entrare in testa…

      1. èh.

        non mi viene difficile crederlo, èh.

        io ci sono affezionatissima a quel film e me lo vedo sempre quando riesco a beccarlo in tivvù.
        lo so a memoria, in pratica.

      2. Già, devo averlo mancato per qualche motivo… buh…
        Se lo trovo in Tv lo guardo, ma devo prima trovare una Tv dove vederlo… *sorrido*

        Praticamente quello che succede a me con “Dove Osano le Aquile” (un film di guerra… lo so, lo so… sempre tragedie, ma così è…)

  8. Io mi divertirei un casino a far parte della Compagnia della Lacrima Facile!!
    (ed anche io ho la lacrima facile =P e guardo i polpettoni melodrammatici americani, quelli alla Aurumn in NY, per intenderci, e mi piacciono pure, cioè non sono i miei film preferiti ma tra un horrror e l’altro io resto sempre una romanticona)

    1. Ahahaha… tu nella Compagnia della Lacrima Facile? Guarda che se fai richiesta ci entri! Sono sempre alla ricerca di persone che si commuovono e che si lancino a capofitto nelle tragedie emotive ed emozionali 😀 eheh.
      Metto una buona parola per te!

  9. Credo che con”PS: I love you” (tratto da un libro, peraltro) si sia toccato il fondo della depressione.
    O forse è solo perché la Swank mi sta sulle maracas ed è pure un biblico roito anoressico.
    Io sono per le storie d’amore tipo Lilli e il Vagabondo. E comunque piango sempre quando sopprimono il cane al cagnettile.
    In effetti piango solo quando muoiono i cani.

Si!?

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