Dream a little dream…

Ci sono snodi particolarmente efficaci nei sogni, per questo è bello, qualche volta, perdercisi dentro. Vivere una seconda vita. Mi è successo l’altra notte e ne sento ancora i benefici influssi. Il bello del sognare è che quando è perfettamente definito, la proiezione mentale si muove, respira, compone, parla, canta come fosse la realtà. Non dico delle novità assolute, lo so anche io… ma è sempre affascinante questa cosa.
Io, l’altra notte, ero un musicista. Suonavo la tastiera/pianoforte in una band. Non una band conosciuta o famosa, ma un gruppetto sconosciuto particolarmente affiatato. L’ambientazione era quella più classica: partenza nella sala prove con composizione, scrittura, arrangiamento dei brani (di cui non mi ricordo nulla se non il fatto che suonavano come una versione miscelata delle pietanze fornite da Dave Matthews/Dave Matthews Band e qualche spezia di natura southern/honky tonk, soprattutto per la parte pianoforte/tastiere). La canzone che mi ricordo più chiaramente è quella che poi, al concerto, sarà posta in apertura della serata: il titolo era Maybe Maybe. Il brano non me lo ricordo nella versione da studio, so come è uscito in versione live.
Il cambio di inquadratura è stato una vertigine di cinema e ardita manipolazione temporale. Un secondo prima eravamo a comporre i brani, un secondo dopo eravamo in una sala scura, dai toni grigi, forse leggermente seppia (ma i contorni non sono particolarmente limpidi a distanza di un paio di giorni), e la band era al gran completo sul palco. Gli sguardi fra i musicisti, il battere del piede del chitarrista fra nervosismo e metronomo, il battere delle bacchette del batterista per scandire il tempo ed un one, two, three, four… e poi è partita Maybe Maybe. L’intro era opera mia: un crescendo pianistico di stampo southern che poi, nella migliore tradizione Lynyd Skynyrd, va sfociare in un boogie / honky tonk incediario ma tutto sommato molto elegante. Come detto, un mix raffinato fra il funk elettroacustico della DMB con il boogie dei Lynyrd Skynyrd. La canzone, dopo questa prima parte diventa sempre più irruenta e pregnante, sempre più epica, si lancia a capofitto in un brano in tempo dispari, con l’accento posto sulla componente funk e su un’interpretazione vocale leggera. Dopo il rincorrersi di strofe e ritornelli, ritorna nuovamente la tastiera honky tonk. Forse un pochino di egocentrismo l’ho messo in questo sogno, ma essendone direttore e sceneggiatore posso permettermelo. Ammetto che, ricordando a posteriori questo sogno, il solo di Maybe Maybe aveva un marcato feeling da Call Me The Breeze degli Skynyrd. L’omaggio ad un gruppo che amo? Ispirazione? Forse il fatto che quando concepisco il suono di tastiera/pianoforte, il primo gruppo che mi viene in mente è quello dell’Alabama. Comunque sia, dopo il solo incendiario (perchè questo si, cari miei, era incendiario), riparte la canzone e va ad ispessirsi fino al classico finale con tanto di piatti esuberanti e sorrisi fra i musicisti.
Questa è l’unico pezzo che mi ricordo perfettamente. Gli altri, pur avendoli suonati mentalmente tutti, non li ricordo con questa chiarezza, questa brillantezza, con cui ricordo Maybe Maybe.

Mi accorgo solo ora che negli ultimi giorni sto descrivendo i sogni che faccio. Sarà il momento, sarà che faccio sogni esaltanti, ma questo è quello che ne viene fuori. Sono più esaltanti i miei sogni della quotidianità. Sono un comodo rifugio… non da perdersi dentro, ma da creare un piccolo luogo di tranquillità. E mi piace. Ed è musica pura, semplice. Incontaminata. Semplice come respirare. O solo sognare.

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52 Replies to “Dream a little dream…”

    1. Si, ti posso assicurare che questo sogno, nella sua definizione, è stato stupefacente. Non ho mai sognato così bene, così particolareggiato in vita mia.
      Ho composto, suonato, sentivo i tasti della tastiera sotto le dita mentre facevo l’assolo.
      Ti giuro che quando mi sono alzato avevo i brividi. E l’unica canzone che ricordo è Maybe Maybe.

  1. Certi momenti simili li passo con i Morphine…. anzi la nuova schiera dei superstiti ha preso una vocalist donna che suona la chitarra …. che non è niente male, album si chiama “Twinemen” omonimo…naturalmente … 🙂

      1. Mark Sandman … 😦 è meglio che vai, non che “forse” si che li conosci…:-) certo genere musicale diverso da Zakk….Indie rock Fusion Blues rock ma sono stati quasi 10 anni “notevoli” 🙂

      2. Sentiti nominare, mai sentiti realmente (sarà che ho un rapporto leggermente “testa contro testa” con l’indie rock). Ma provo a vedere cosa trovo. Mi fido del consiglio 🙂

      3. Io nasco heavy metal… e tu come cultore metal lo sai benissimo che inizi dal grande fiume bluesche si spande, crea nuovi corsi, dal rock e sottoprodotti, e nuove tendenze…. ok ok faccio prima… o faccio un sacrilegio e mi scaraventi addosso una “folgore” o ti incuriosisco e mi fai l’occhiolino tuonanate ;.)

      4. Prima di tutto, hai fatto benissimo a consigliarmi un disco. Me lo ascolterò con calma gustandomi cosa mi hai proposto.
        Concordo che tutto inizia dal grande blues. Amo il blues e molte delle sue diramazioni (infatti anche nel metal, spesso, cerco il calore del blues all’interno delle partiture… anche se poi lo tradisco con brutalità varie ed eventuali).
        Ti farò sapere!! 🙂

      1. Comunque, non potevo darti ragione subito. Il mio “qualcosa” con la musica l’ho fatto, ma non sono questo talento. La grandiosità rimane fino alla punta delle dita, poi svanisce… è così. Dannazione, ma è così 😀

      2. Di trovare un qualcosa, una sorta di hobby se vuoi, inerente alla musica, in cui tu possa mostrare l’immensa conoscenza (e passione) che hai nell’ambito musicale. 🙂

      3. Ah, ma io il mio hobby musicale ce l’ho. Scrivo (a dire il vero ultimamente molto meno ma… ) recensioni metal per un sito (lo faccio da 12 anni ormai ehehehe), E poi ho scritto articoli e via dicendo… tenevo un sito, un fanclub… uff… 🙂 sicuramente non sono rimasto con le mani in mano. Ah, ed in più ho avuto 2 agenzie di promozione musicale, anni da “manager” di un gruppo, di “tour manager” per lo stesso gruppo.. organizz(av)o concerti… eheheh…

      4. Ehhh lo so… non l’ho mai raccontato questo fino ad adesso 🙂 solo che ad un certo punto certe cose ti stufano e cerchi altro. Per questo ho sempre scritto che il blog è la mia sfida, il saper fare altro rispetto a scrivere di musica 🙂 e poi mi son rotto delle agenzie, di organizzare concerti etc eheheh. Voglio ritornare con le recensioni sul sito e continuare a scrivere storie etc qua sul blog.

  2. I sogni son sempre fantastici quando si riescono a ricordare

    I miei, va be’, te lo dissi, sono lisergici e senza assumere sostanze! Tipo, in un sogno come il tuo la tastiera a un certo punto sarebbe diventata una enorme barretta di cioccolato e il pubblico sarebbe stato composto da Umpa Lumpa

    1. Ahahahahah! La tastiera di cioccolato e gli Umpa Lumpa darebbero un tocco superpiù ai sogni! 😀 eheheh. No, stavolta è stato geniale, bellissimo. E te lo dice uno che solitamente sogna guerre, distruzioni o complicatissimi casi da risolvere 😀

    1. Ti giuro, di solito mi ricordo meno di quanto mi ricordavo di matematica alle superiori… ma questo è stato fenomenale. Posso assicurarti che sentivo i tasti della tastiera, il suono della voce, le variazioni di timbro e di ritmo del solo.. una cosa incredibile

      1. E puoi immaginare il mio sgomento a non saper come comporre questo brano in realtà. Perché l’ho arrangiato tutto… mentalmente… ma non saprei come farlo in realtà. Ed il suono Elena… mio dio, il suono era stupendo. L’ho amato subito. Le altre canzoni erano ottime, ma questa aveva la marcia in più 🙂

      2. è assurdo, perché anche spiegarlo a qualcuno sarebbe impossibile. a qualcuno che sa suonare, intendo. Quindi la cosa meravigliosa è che Maybemaybe nella tua testa è completamente diversa da quella che, leggendo, mi sono “creata” io… O.O

  3. Ognuno di noi dovrebbe scrivere dei propri sogni, per dargli una forma e una concretezza che forse potrebbe aiutare a realizzarli. Specialmente se hanno la musica in sottofondo. Io ogni tanto lo faccio ma il più delle volte ricordo a malapena un’immagine… Tu sei molto più attento. Probabilmente dormi meglio!

    1. Hai detto una cosa giustissima. Bisognerebbe scriversi i sogni, forse, se messi su carta, si riuscirebbero a realizzare e non rimarrebbero solo… sogni (appunto).
      Anche io mi ricordo raramente i sogni, spesso ho una trama in testa o la sensazione (i miei sogni sono spesso guerrafondai ahahaha), ma questo è stato chiaro e cristallino come pochi altri che ho fatto.

  4. io a volte fò sogni autoavveranti. quasi mai, anzi mai, dai contorni belli,leggeri.
    mi capito soprattutto quando ho la sensazione, nella realtà da sveglia, di allarme, di paura, o bòh generici presagi di distacchi.

    fòrse zeus sarei un perfetto personaggio mostruoso di un tuo racconto.

    1. Ma sai che anche io, solitamente, faccio dei sogni particolarmente cruenti o particolari. Scoperte, diciamo quasi Lovecraftiani (a volte…). Ma una definizione così, una bellezza tale mai. Almeno fino a l’altra sera. Uno spettacolo. Mi sono alzato emozionato, vedi te.

      Beh, se mi dai il copyright creo il racconto mostruoso con te come protagonista 😀 eheheh

      1. òh, bèh. fai pure.

        mi ci sento un mostriciattolo di ‘sti tempi.
        anzi, no. a dire il vero sento che chiudo tra le spalle una mostruosità faticosa.
        da portare appunto.
        che alla fine mostriciattolo pare pure caruccia come còsa.

        per cui, certo.
        scrivi, scrivi pure.

      2. Uh, mi dai il via? *mumble mumble*
        Però io non ti ci so descrivere bene bene… poi mi vieni fuori come uno dei personaggi che arrivano nel mio cervello e non è bene… e poi… *mumble mumble* mi ci rimani male. Devo farlo bellino bellino per te. Bellinamente terrifico.
        Anche perchè ci ho due cose da riportare, tu, ovvio, e il mostriciattolo faticoso da dipingere.

        *mm…* mai scritto su qualcuno esistente… bellino bellino… sarà divertente… ma te lo mando via mail, se posso, così mi dici “no no” subito e io torno a giocare scalzo sui carboni ardenti

      3. ennò scusa.

        io voglio essere un personaggio mostruoso star!
        cioè ròba da puntate, almeno sei, sul tuo blogghe.

        e non mi offenderei, giammai.
        cottè.

      4. Personaggio mostruoso star?! Mmm… sei puntate addirittura?! Ok ok… ci penso e provo a fare un sei puntate dedicate al mostruoso che c’è in te.
        Posso coinvolgerti a volte? Cioè, scrivi qualcosa se ti chiedo? eheheh… potrebbe essere interessante… Devo vedere che tratti metterti, che tipo di mostruoso farti… non mostruoso brutto brutto… cioè… ma mostruoso cattivo o qualcosa di particolare …

      5. ùh.

        mi sono già un pò fatta piccinissima e imbarazzata.
        fòrse sei sarebbero troppo. e forse protagonista pure.
        diciamo che dieci righe, da personaggio terziario, mi conterrebbero tutta intera.

        sarebbe un pò perdere tempo, oltre.

      6. Ecco, io parto, mi ci getto la fantasia oltre la siepe (e oltre la siepe c’è l’infinito).
        No, facciamo compromesso? Un racconto. One shot, one kill. Personaggio principale e via.

        No no, che perdere tempo… io leggo ciò che tu scrivi.. no perdere tempo. No burloni.

      7. oppure un’altra idea.

        per ogni bloggher che segui (o alcuni di loro) un racconto.

        inauguriamo una specie di nuova rubriaca.
        Ciao, sono zeus e vi presento i miei mostri.

      8. Una r-ubriaca!? *sorriso*
        Beh, l’idea è bella bella… ma non so se io, che come scrittore zoppiccco e arranco, sono in grado di scrivere dei miei mostri… *mumble mumble*
        Sai cosa? Provo su di te. Sarai la mia cavia preferita, visto che hai anche il mio post-it, sarà divertente. Se funziona, potrei proseguire…

Si!?

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