Soundtrack of the day (6)

Io non so da voi. Ma qua piove. Piove sempre. La montagna, la natura si sta ribellando e facendo sapere che, in definitiva, è più forte lei di noi. Poveri umani.
Nascosti dietro paratie di cemento, argini di terra o griglie d’acciaio ci sentiamo al sicuro, protetti da quello che c’è all’esterno. Quasi coccolati. Evitiamo di guardare fuori perché, in fin dei conti, avere la certezza che fuori c’è qualcosa di brutto (e qua sto andando sul generico) è decisamente peggio che pensarlo. Non vogliamo averne la consapevolezza. Non vogliamo tastare con mano. Preferiamo ripetercelo all’infinito, come un brutto disco interrotto ed incantato, così da metterci l’animo in pace e prepararci tranquillamente a quello che, nel nostro cervello, sarà qualcosa di brutto.
Ma se fuori c’è il sole? Forse aprire la persiana potrebbe far bene. Forse si scopre che le nuvole che coprono lo spettro visivo non sono così spesse o così lugubri come avevamo immaginato. Forse la pioggia non è così scrosciante e i tuoni non sono così assordanti come ti immagini.
Hai mai provato a pensare che sono solo così forti perché li senti nella tua testa?
Allora ci giriamo dall’altra e guardiamo l’oscurità che ci circonda, che ci abbraccia da dietro. Lo sappiamo che è così calda, così accogliente che non ci vorremmo mai staccare da essa.
Il difficile non è avventurarsi nel buio spaventoso e terrificante, il difficile è uscirne.

La colonna sonora di questa giornata è questa canzone qua.
Io non so voi ma, protagonista femminile a parte, mi ritrovo descritto (a vagamente abbozzato) nelle sue liriche…

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12 Replies to “Soundtrack of the day (6)”

      1. tu stai camminando in tondo

        dovevo dirtelo, scusa se lancio questa frase e non dico altro, mi accade a volte, vedo la persona tu la capirai (credo), no non son matta, o almeno non troppo spesso 😉

    1. L’ottimismo è il profumo della vita… ahaha…
      Il massimo che puoi sentire, adesso, è un sincero ed onesto odore di stanchezza, rabbia e molto probabilmente di ascella che piange (causa pesi portati sotto giaccone). Vedi te 😉

      Io e i crocefissi non siamo molto in sintonia ultimamente… eheheh

  1. mai avrei pensato potesse esistere un modo più dolce per dire ‘miserabile’. ciò premesso, una volta nascosti nell’oscurità, è sì difficile uscirne. anche un solo filo di luce abbaglia e spaventa

    1. Vero? La canzone mi piace tantissimo. Soprattutto perché, come dice Paolini nel suo spettacolo, i miserabili non sono quelli che hanno pochi soldi. L’essere miserabile non è una questione monetaria, ma di spirito. Questo è miserabile.

      Già, il buio, per quanto è spaventoso, è accogliente…

      1. sì, la vera miseria è anche secondo me nello spirito.

        è un buio pericoloso in ogni caso. meglio non usufruire troppo a lungo della sua “accoglienza”

      2. Si, se ti capita (non so se ti piace come artista) guardati lo spettacolo di Paolini (questa canzone è nella soundtrack dal vivo dello spettacolo teatrale)

        Infatti bisogna uscirne! 🙂

Si!?

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