Gonfia come un’otre, bella come un ratto

*SICURAMENTE NON LA PRIMA E, SPERO, NON L’ULTIMA, PARODIA  NON AUTORIZZATA DEL FANTASTICO LIBRO “ROSSA COME IL SANGUE, BIANCA COME IL LATTE”. LIBRO CHE NON HO LETTO, MA CHE DAL TITOLO MI SEMBRA EFFETTIVAMENTE UNA CAGATA PAZZESCA* (*)

Nell’oscura casa alla periferia di un paesino disperso nel bel mezzo di niente.

“Mangiala!”
“No Jean Patrick Michelle III, non posso mangiarla. Ho dei problemi gravissimi. La mia amica, la mia carissima amica Paturnia Smith e compagnia di banco alla scuola, ha subito uno shock terribile questa mattina. Mi ha detto che si è rotta un’unghia tirandosi via un pezzo di un kebab dai denti. Una cosa terribile. E proprio mentre Carlos Magnaccia Pureto la stava guardando. Una cosa terribile. Io non ci riesco a credere. Mi ha chiamato in lacrime dicendo che la sua vita è finita”
“Ok, ma mangiala!”
” No, ma tu non capisci Jean Patrick Michelle III. Tu non capisci il trauma che ha questa ragazza ricca in un mondo disagiato. Non ha più una vita sociale alle superiori, ha 33 anni e sta rifacendo la quarta superiore e ha questo problema d’ambientamento… Io la capisco sai, anche io mi trovo male quando sono in quelle situazioni. Mi sento come un tonno in scatola con la muffa sopra. Una sensazione di viscido incredibile”
E mentre diceva questo mangiava un bombolone alla crema grande quanto il cranio di un bambino. Finito di azzannare questo pallone da calcio di crema e zucchero filato, la faccia sembrava un’incidente mortale di crema, zucchero e schifo vario.
Lo sguardo di lui era una via di mezzo fra il ribrezzo ed il totale vomito.
Lei si passò la mano sul doppio mento creando un vaghissimo effetto 3D.
“Ok, capisco il problema. Ma mangiala”
Sai, J.P.Michelle III, il mio stato d’animo è così terribile in questi ultimi mesi. Io non so più come uscirne fuori. Il professore sembra avercela solo con me, mi prende a cinghiate sulla schiena come si farebbe con uno degli ippopotami da circo, ma io sono sempre disattenta. Penso alla situazione di Patrizia Clarabella Multistort, che mi è tanto cara, sai? Le è appena morto il pesce rosso ed è entrata in una terribile depressione post-traumatica che non le permette di vedere il mondo come vuole. Sai, J.P.M. III, io non sono come le altre ragazze che conosci della scuola e che vorrebbero diventare delle veline o non so cosa. Io voglio di più. Ho un sogno. Ma me lo sono mangiato. Cioè, vorrei avere un sogno. Non so cosa dico”.
Pensando intensamente al sogno emise un rantolante suono di digestione… ma sensuale.
Il filetto di bava che scendeva dall’angolo della bocca ricordava, vagamente, il Paradiso Terrestre con tutti gli animali fatati e lo splendore del divino… ma dopo un’esplosione atomica. L’effetto era più o meno lo stesso.
J.P.M III si girò leggermente per respirare un boccata di aria pulita e non dal retrogusto di cadavere arrostito… come il fiato di Cogunda Rose Mariga, la sua grande amica del cuore. Grande come la Svizzera.
“Sai, Cogunda, il problema è che c’è troppa ipocrisia in questo mondo. Non siamo più in contatto con i nostri sentimenti. Siamo out, fuori, we’ve lost control. Dispersi. Non c’è niente da fare. La morte. Disperazione. Io volevo… ma sai… con Germana Romulanda II Jr. non va più bene. Ci siamo lasciati. Lei voleva solo il mio corpo, io volevo qualcosa di più cerebrale. Più divino. Ma lei insisteva per il mio corpo e mi ha graffiato come un procione. Allora mi sono ribellato e sono scappato in lacrime e questo mi ha rotto il cuore. Sono rimasto in una stanza, da solo, ad ascoltare costantemente la mia canzone preferita di Nino D’Angelo, anche se, come sai, non capisco quello che dice. Allora ho fatto una pazzia, mi sono  deciso. Ho buttato via tutti gli orsetti del cuore e ho deciso di crescere. Basta orsetti, solo minipony. Decisione sofferta. E mi sono anche tagliato. Volevo provare dolore. Mi sono tagliato aprendo un pacchetto di biscotti. Il dolore mi ha piegato. Oh Dio! Che dolore.
Comunque, Cogunda, mangiala!”
“Ti capisco Jean. Ti capisco. Da quando ho visto l’Orso della pubblicità che mi dice che devo cambiare tariffa, ho cambiato tariffa e non ho più avuto il numero di Eriberto Suarez del Canal. Non l’ho più sentito e quando l’ho rivisto, pudica come una battona di Amsterdam, lui non mi ha neanche degnato di uno sguardo e continuava a guardare Calamijeans. Non ce l’ho fatta e allora mi sono messa davanti a lui dicendogli di prendermi, di farmi sua. E lui mi ha guardato come si guarda un pezzo di prosciutto andato a male. E mi ha toccato. Con un bastone. E io ho sentito il paradiso e poi l’inferno… senza il purgatorio perché Eriberto aveva solo quei due capitoli della Divina Commedia dietro. Mi ha schiaffeggiato. E io l’ho morso come un orso, strappandogli parte della carne del braccio. E lui è scappato da me!!! Non so perché!!! Non lo so!!!!! Perché Jean!!!?!?!?!? Perché?!?!?!?!?!?!?”
Lo sguardo di Cogunda divenne profondo come un canale di scolo ed incontrò lo sguardo di Jean in maniera comprensiva.
“Ti capisco Cogunda. Sei la persona migliore al mondo… ma o ti decidi a mangiare questa cazzo di stellina ed andiamo avanti con il prossimo livello di SuperMario Bros. o ti prendo a badilate. Ok?”

E l’amore vinse su tutto. Ma anche no!

(*) LE OPINIONI ESPRESSE IN QUESTO CAPITOLO SONO STRETTAMENTE PERSONALI. LE IDEE DI CHI HA SCRITTO QUESTO PEZZO NON RIFLETTONO MINIMAMENTE LE OPINIONI DI CHI GESTISCE QUESTO BLOG. NEANCHE PER IDEA. MA RIPETO CHE SONO STRETTAMENTE PERSONALI E CHE NON SI CAPISCA ALTRO. MA NON SONO LE IDEE DI CHI HA IL BLOG. SOLO DI CHI SCRIVE. 

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18 Replies to “Gonfia come un’otre, bella come un ratto”

  1. Ahahahahahahahah!
    Bravo! Mi è piaciuto da morire! Adoro la “roba” scritta così e Paturnia è un nome de-li-zio-so.

    (Ancora non ho ascoltato la compilation, perchè sono una brutta persona e ora mi autopunirò).

      1. Tu prosegui indove il tuo cuor ti porta… tanto ormai il post si è propagato in giro tipo la Peste 😀

        Basta che rispondi ad un mio commento, così lo vedo e non rimane inascoltata la tua risposta!

  2. Rido da sola in mezzo alla stazione centrale di milano e la gente mi guarda male!
    Voglio un minipony.
    I discorsi di lui mi ricordano Volo,quelli di lei il 90% delle donne!

    1. Ahaahaha… lo stesso effetto che capita a me quando leggo RatMan 😀
      Lo sapevo del minipony… era un piccolo omaggio nascosto 😛

      Beh, sai che sono un letterato (per Volo) e che ho una spiccata sensibilità femminile 😛 ahahah

Si!?

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