Un corpo ancora caldo *

Alla canzone che stava girando adesso nello stereo si mescolò il tossire convulso di Thomas. Questo pochi secondi dopo aver effettuato l’ennesimo tiro del joint che aveva in mano.
Che cazz…“, l’accesso di tosse proseguì imperioso.
Gli altri lo guardavano cambiare colore, ma erano tutti troppo strafatti per potersi muovere dalle loro posizioni. Si doveva arrangiare.
Forza fratello, respira con calma!“, la voce di Shola era lenta e profonda.
Fra le lacrime, Thomas alzò la testa cercando di incenerire con lo sguardo l’enorme nigeriano sdraiato sul divano. Questi, dal canto suo, aveva già perso interesse in quel bianco malaticcio di origine tedesca, e aveva ripreso ad aspirare potentemente dal bong. La cassa toracica si espandeva come poteva farlo la vela maestra della Nina o della Pinta. Un veliero nero gonfio di hashish.
Finito di tossire, Thomas ritornò  sedersi sulla poltrona lisa e macchiata. Il piccolo specchio in fondo alla sala rifletteva l’immagine distorta di un giovane uomo, sulla trentina, capelli biondi arruffati ed una carnagione tutt’altro che sana. Mosse la mano per rimettersi a posto un ciuffo ribelle di capelli, ma i movimenti erano sensibilmente più lenti del dovuto.
Ohhh cazzo, che bomba
Thomas si lasciò cadere nell’accogliente comodità dei cuscini della poltrona, chiuse gli occhi ed assaporò la sensazione di tranquillità. Quando gli riaprì, si erano aggiunte almeno tre persone.
Quando cazzo sono entrate?” il pensiero sfuggì dalla bocca impastata prima che il cervello potesse chiudere i denti e serrare le labbra.
Cristo Tom, che cazzo ti sei fumato?” disse Ethan col suo pesante accento scozzese.
Mmmmm…”
Shola si alzò leggermente dal suo divano per far posto ad Ethan ed a Crystal. Allargò le braccia e baciò entrambi con trasporto, sotto lo sguardo pensieroso di Gary, il quale si sedette in terra aggrottando la fronte e spostando una serie di rifiuti dal tavolino.
Siamo passati a trovare anche Marla, ma le sue amichette ci hanno detto che era andata via…” Crystal fece una pausa mentre Shola le passava il bong e ne aspirava una grossa boccata, “… abbiamo pensato di trovarla qua“. Le ultime parole uscirono con difficoltà dalle labbra rigonfie di Crystal, la transessuale. Passò il bong ad Ethan e dedicò i successivi minuti nella difficile arte di domare due enormi seni siliconati sotto una maglietta troppo piccola. Era come coprire una mongolfiera con un petalo di rosa. Alla fine si stufò e concentrò la sua attenzione sul dormiente Thomas.
Hey baby, tutto ok?” la voce aveva un misto di tonalità alte e morbide, artefatte al punto giusto. Quello che Crystal pensava che ogni uomo si potesse aspettare da una donna. Il risultato, a detta di Ethan, era “decisamente da rivedere”. Ma Ethan era un stronzo perciò, per Crystal, il giudizio rimaneva in sospeso.
Risvegliato dal colloquio diretto, Thomas si alzò appoggiandosi pesantemente sui gomiti.
Da quando il nostro Ikea-boy Gary sta così down?“. Puro accento cockney.
Crystal si avvicinò mettendoli una delle pesanti mani ingioiellate sulla gamba.
Cosa vuoi farci Tom caro, ieri è uscito con una signorina stupidina e questa l’ha lasciato con il due di picche in mano e la torre Eiffel nei pantaloni…” rise sguaiatamente accompagnata da Shola e Thomas.
Ma vedi di farti i cazzi tuoi, Crystal!
Era la prima volta, da quando era entrato nella stanza, che Gary apriva la bocca per dire qualcosa. Si asciugò il naso aquilino con il polsino della camicia spargendosi la polvere bianca su camicia e faccia.
Non sono mica come te che devo entrare nei pantaloni del primo che vedo… e non solo nei pantaloni“, la droga aveva dato quella spinta provocatoria di Gary, impallandogli lo sguardo in una versione stralunata di Charles Manson.
Uhhhh, il leoncino si è svegliato!”, lo derise Crystal, “Ieri sera non eri così vibrante, vero caro? Fatto cilecca o cosa?“.
Gary scosse scocciato il capo, ritornando a crearsi delle bianche piste di cocaina. Lavoro che faceva con malcelato entusiasmo.
Il nostro Casanova ha tirato su una bella ragazzina” continuò imperterrita Crystal “ci ha provato tutta la notte, ha offerto da bere e, probabilmente, anche qualche giro sulla giostra bianca. L’ha annusata per tutta la sera, con la complicità della ragazza che non si tirava indietro eh, ma al momento della verità questa è scappata via come un cerbiatto“.
Si, ma ha lasciato il numero di telefono… non come i tuoi amanti che ti lasciano la mancia” rispose sorridendo Gary. Ethan rise dal fondo della sala.
Ohi, touché!” ghignò di rimando Crystal “Comunque Tom, fidati, non aveva tette…” e dicendo questo sporse in avanti il petto rigonfio, lasciando che tutti ammirassero quel capolavoro di chirurgia plastica. Shola accompagnò lo show con un fischio d’approvazione.
Dal fondo della sala Ethan continuava ad intervallare alle bestemmie la ricerca di qualche Cd.
Non possiamo smettere di portare avanti il cliché degli strafatti che ascoltano Heroin?” sbuffò “Tom, non hai qualcosa di meglio? E con questo, cara Crystal, non significa che metto su uno schifo di Cd di Lana Del Rey, Lady Gaga o cagate simili, ok?
Cerca qualcosa la in alto, secondo me trovi qualche CD decente” indicò un grande porta CD impolverato.
Ethan si alzò sulle punte, prese il porta CD e sfogliandolo velocemente esclamò “Eureka, bravo Tommy, bravo” mettendo nel lettore un disco di Neil Young.
Qualcosa di nuovo eh?” sottolineò sarcasticamente Crystal. Come risposta ricevette unicamente un doppio dito medio alzato.
Il suono del cellulare di Gary interruppe lo scambio di cortesie.
Pronto? Ah, ciao. Si… Si. Guarda, son qua con degli amici… Si, quelli che hai visto l’altra sera…Si, puoi passare se vuoi, ti mando un sms con l’indirizzo. A dopo. Ciao“. La conversazione non durò più di qualche minuto, comprensivo anche del messaggio inviato.
Ma guarda un pochino chi vuole il secondo round…” Ethan aveva la capacità di dire la cosa sbagliata nel momento giusto.
La conversazione si perse in rivoli di chiacchiericcio sconnesso, sempre più flebile, tanto da essere sovrastato dalle note di Hey Hey My My di Young. L’unico che rimase concentrato sull’attività tossicodipendente era Gary, il quale divideva il suo tempo fra la polvere bianca e l’erba. Compensava i picchi della cocaina con un paio di tiri d’erba qua e la. Cercava di stabilizzare l’umore, sintonizzarlo al meglio.
Il vero problema è che la marijuana aveva un effetto paranoico su Gary e questo lo portò subito ad sniffare dosi da elefante di polvere bianca per dargli la carica.
Il campanello suonò alle 22.25. Sulla soglia c’era una ragazza, intabarrata in uno sgargiante giaccone della Napapijri. Dal bordo della giacca avanza una sciarpa di lana rossa, un naso appuntito e rosso dal freddo, due occhi verdi arrossati ed i capelli rossi rossi irrequieti sotto il berretto di lana nera calato sulla testa.
Il ragazzo rimase a bocca aperta, interdetto. Sembrava non riconoscerla.
Ciao Gary, sono Lucy… posso entrare?” un leggero sbuffo di vapore al gusto di Martini si levò dalla sciarpa.
Mentre entravano, la strana tensione fra i due si ruppe grazie all’intervento di Crystal, la quale decise di esprimere ad alta voce la sua ammirazione per la ragazza.
Ci state dando dentro eh?“, Lucy, per ingraziarsi il pubblico, sventolò una bustina piena di bruna.
Brava bambina
Tom cucinò la prima dose e la iniettò nel braccio venoso di Ethan e Crystal. Shola mandò in orbita Gary e Tom che svenne sul pavimento. L’enorme nigeriano lo girò su un lato per evitare che si soffocasse nel sonno.
Nonostante le vage proteste  di Shola, anche Lucy si arroló la manica della longsleeve e aspettó il suo turno.
L’ho giá provata Shola, non preoccuparti…
Il nigeriano pensó che era solo una grande stronzata, ma non disse nulla. Legò il laccio intorno al braccio della ragazza, baciò l’avambraccio lasciando una luccicante scia di saliva ed iniettò la dose. Poi, per ultimo, si serví il residuo di bruna che era rimasto. Non era un eroinomane, preferiva di gran lunga hashish ed ecstasy.
Lucy incominció a star male poco dopo. Prima emettono dei suoni sforzati, poi vomitando ed infine boccheggiando alla disperata ricerca d’aria. Dalla vita all’incoscienza in pochi minuti. Non passó molto tempo prima che le labbra diventarono cianotiche.
“Cazzo cazzo cazzo cazzo. Portiamola all’ospedale!” disse Crystal.
Girarono la ragazza per farle espllere la bile, ma non ci fu niente da fare. Andó in coma e morí immersa in una pozza rivoltante di vomito.
Oh Dio, che cazzo abbiamo combinato?” furono le prime parole ad essere pronunciate dopo un silenzio assordante.
Dobbiamo liberarci del corpo
Come fosse semplice, pensò Ethan.

Come fosse semplice.

(*) Come potete intuire, quello che avete letto é solo un piccolo omaggio ad uno degli autori che piú apprezzo: Irvine Welsh. Ho provato a ricreare l’ambientazione marcia, il linguaggio sguiato, qualche cliché che ci sta sempre bene, morte, droga e l’idea che, forse, la storia potrebbe continuare… se ne avesse voglia.
Quello che non so io, e che mi farebbe piacere sapere da voi, é se realmente debba continuare. O é meglio che muoia cosí? Cosa ne pensate? O, se deve continuare, come continuereste voi la storia!?!?! 

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34 pensieri su “Un corpo ancora caldo *

    1. Avanti? 🙂 ok, vediamo cosa dicono anche i tuoi colleghi blogger 😉 eheheh
      Non lo so, mi è venuta la storia, ma poi mi è sorto il dubbio se continuare o meno, se è finita o meno… boh… dilemmi esistenziali 😀

      1. Porca vacca, non avevo mica capito che volevi il MIO contributo :O Non è esattamente il mio genere, ma ci penso su, vediamo se a lasciar scorrere le emozioni viene fuori qualcosa di decente 😀

  1. Ti do una risposta non risposta, come è il mio stile 😀

    Nel senso che io preferisco le storie one shot, un colpo e via, esplodono e poi il suono si spegne.

    Però però, quando ci pensi trovi nuovi agganci e spiragli per proseguire. Ogni racconto lascia delle porte chiuse su altre direzioni.

    Quindi, se una porta ti attira, aprila e prosegui!

    Un’idea? Forse è troppo cliché, però io farei entrare in scena uno spacciatore incazzato. Una media calzetta, però nevrotico e incazzoso e portatore di grane.

    Non dico altro, io te lo presento poi dimmi se vuoi farci qualcosa 😀

    1. E io ti do una risposta che va bene per tutte le stagioni 😀 eheheheh.
      Scherzo, comunque non lo so. Per questo ho chiesto un parere anche voi… io scrivo, ‘ste maledette storie premono per uscire, e io le butto giù su blog. Poi non so se sono storie concluse (esempio: A Kind of blue era una storia “one shot”) o possono proseguire. Se ci pensi anche questa ha delle potenzialità… o potrei dire: perché non continuate voi il racconto? 😀 sarebbe interessante questa cosa.
      La tua idea non è male… forse cliché ma è anche realistica. Perciò ci può stare.

      Ti chiedo: perché non prosegui te? 😀 un racconto breve demenziale ed allucinato. I personaggi ci sono, delineati quanto basta per poter approfondire la cosa… etc etc.

      Ecco, la domanda poteva essere: Perché non continuate voi la storia?! 😀

      1. Ma si, è tanto per divertimento 🙂 neanche io mi sono mai cimentato con il genere (infatti è una prova, lunga ma una prova).
        Allora rimango in trepida attesa 😉

  2. Mi piace,molto di più degli zombie! (non i tuoi,in generale dico. Dopo un po’ m’annoiano!)
    Secondo me dovresti continuare. Posso dirti una cosa?Tu prendi molta ispirazione da scrittori (o serie tv/film nel caso degli altri racconti),e per darti in la va sicuramente benissimo. Ma perchè non provi a scrivere qualcosa omaggiando te stesso? 🙂

    1. Grazie amicicia (ho capito, ma puoi dire che anche i miei annoiano sulla lunga distanza, non mi offendo 😛 eheh).
      Dovrei continuare secondo te? O, come ho detto a Gintoki (sopra o sotto, non so dove si mette questo commento): perché non provate voi a continuarlo? Sarebbe divertente!! 🙂

      Ti dico, i racconti lunghi sono spesso ispirati (Diary sicuramente, Swingin’ Bullets più per l’ambientazione da “Gli Intoccabili” che altro. Il Killer Innamorato è tutto mio), i racconti brevi invece sono tutti miei, cioè, per quanto possa essere mio qualcosa visto che l’ispirazione non so da dove provenga ma proviene da qualcosa 😀

      Omaggiare me stesso? Ma sai che non saprei cosa mettere giù? Cioè, intendiamoci, io scrivo cose su cui sono interessato o mi diverte e queste, fortunatamente o sfortunatamente, sono anche le mie letture principali.

      1. No,davvero. Io tengo sempre per gli zombie,peccato che nessuno li faccia mai vincere,ma siano tutti intenti sempre a sopravvivere,bla bla bla (questo ti fa capire che in un’eventiale apocalisse io morirei subito e fine della stroia! 🙂 )

        Cioè io non saprei proprio continuare. Oddio il finale ce l’ho pure in mente,ma non so se sono brava in questa tipologia di racconti!

      2. Ma anche io tengo per i cattivi 😛 ehehehehe. Comunque essendo in prima persona come racconto (che poi è un prima persona per tutti quelli che leggono e votano) allora il tentativo di sopravvivenza è logico 😀

        Ehhhh, guarda, anche io non so come continuare… dovrei mettermici a pensare 😀 che finale avresti in mente?

      3. Avrei in mente un secondo atto e basta,un po’ alla Moravia,un po’ alla Svevo.
        Tutti preoccupati,terrorizzati,tante congetture,tanti se e ma e alla fine il cadavere rimane li,in mezzo a loro,per giorni e giorni a marcire.
        Una bella metafora per la tendenza all’immobilità del genere umano.

      4. Tu sei una bella persona amicicia, lo sai vero? 🙂
        Mi piace, ma ti metto davanti una sfida che solo i più arditi accettano 😉 ehehehe… perché non mi butti giù un paio di righe in tema? Praticamente ti diverti a farla continuare come vuoi te… abbastanza provocante come idea?!

      5. Perchè sono una bella persona? (Cioè lo so di esserlo,eh!Ma nello specifico!)
        Io tendo a buttare tutto sull’esistenzialismo (‘na palla che manco Sartre!)
        Comunque accetto la sfida se non mi dai scadenze o se comunque posso prendermi un po’ di tempo. (periodo incasinato)

      6. Perché io sarei andato in una direzione diversa, ma tu hai dato anche un substrato sociologico 😀 mi piace (mamma mamma che ego 😛 ahaha)

        Sfida raccolta e non hai tempi o restrizioni… tranne i tuoi/le tue 🙂 meglio di così? 🙂

      7. Lo so che tu l’avresti fatta continuare in maniera diversa,ma io,come hai detto tu una volta,sono una persona FATATA! 🙂

        Perfetto! 😉

      8. Certo, lo penso ancora… a parte quando mi dici che tu supporti la trifolata a cuor leggero 😀 (sono un signore eh? uso anche metafore culinarie)

        Andata *come nel West, sputo sulla mano e accordo siglato*

      9. Ehhhhh 😀 sto mangiando… sai che so fare una cosa sola alla volta… capire quello che mi dicono o mangiare… 😀

        Non scappare *sventolo un grande unicorno per richiamare l’attenzione*

  3. Io non posso dirti se contuinuare o no… nel senso che io a un’altra persona a seconda del genere a cui siamo portati possiamo incitarti e demoralizzarti e invece no, se ti piace DEVI SCRIVERE perchè chi scrive con passione scrive bene a prescindere.

    Io personalmente ho un problema, non riesco a leggere (se non raramente, tipo oggi) racconti o storie sul blog, non so perchè, credo sia un mio limite.
    Ma tu scrivi con passione si vede, perciò continua 🙂

    1. Grazie mille Diamanta! 🙂
      A volte mi faccio questa domanda: devo continuare il racconto o dargli il colpo di grazia? Anche perché, a volte, il seguito non ha la stessa esplosione della prima parte. Dovrei, penso, scrivere un’intero racconto su “carta” e poi pubblicarlo a capitoli… ma ultimamente mi salgono sulle dita le storie e le devo buttare giù, così, tanto per scrivere. Poi vedo 😀

      Anche io ho difficoltà con le storie… per questo non mi rileggo mai 😀 eheheheheheheh

      Ps: grazie mille per i complimenti ed il tempo dedicato a leggere 🙂

Si!?

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