Di canali e puttane: Amsterdam – part 1

Vi avevo minacciato che, prima o poi, sarebbe arrivato anche il mio mini-resoconto della gita ad Amsterdam. Visto che, adesso come adesso, sono seduto al tavolo indeciso su cosa fare e la musica esce tonante dalle mie casse, allora mi sono detto: perché no? Perché non gettare sulla carta (nei bit) quello che è ancora fresco nella memoria. Dipingerlo in rete prima che i ricordi si mescolino alle memorie, che quello che ho visto si leghi a doppio filo con quello che ho sognato rendendo tutto confuso e dai confini labili.
Se una gita si può vedere dal mattino, ecco, la partenza per Amsterdam non forniva tutto l’ottimismo di questo mondo. Intendiamoci, non perché ci fosse ansia o sentimenti rognosi nell’aria, ma proprio perché quando parti e sai che sta arrivando in zona una delle tempeste di maggiori dimensioni degli ultimi mesi allora qualche preoccupazione per la partenza dall’aeroporto, o solo per arrivarci (al volo), te la fai.
L’aria fresca, frizzante direi, mette subito in moto il motore mio e quello della macchina. La cara Daisy Duck prosegue in un risveglio più lento e tranquillo mentre io metto il piede sull’acceleratore e chilometri  fra noi e la casa addormentata. Il valico fra le nevi ci aspetta. E, infatti, eccolo la che ci guarda beffardo nella forma di una sottile, costante, nevicata che imbianca ben bene l’autostrada e mette qualche centimetro di bianco nevischio sull’asfalto. Rallento e viaggio con il passo del giaguaro. Per far breve quello che ha portato via diverso tempo: la nevicata si spegne lentamente diversi chilometri dopo il passo e possiamo proseguire verso l’aeroporto, fare il check-in (fra cui controllo supplementare del sottoscritto perché, pirla come sono, mi sono dimenticato di tirarmi via la cintura) e poi via verso Amsterdam!
Atterriamo verso le due di pomeriggio e ci immergiamo immediatamente nella vita della città. A tutti gli effetti in maniera

Palazzo Reale © Daisy Duck photo
Palazzo Reale
© Daisy Duck photo

involontaria. L’errore nel leggere una piantina ci ha fatto percorre circa il doppio della strada ma, cosa interessante, ci ha permesso di guardare il caotico assembramento di persone che si affollavano nelle strade, in piazza Dam e via verso il Teatro. A questo punto c’è stata l’interruzione del caos infernale e sembrava di essere in un’altra città. Il quartiere dove era l’Hotel era talmente tranquillo da sembrare distante mille miglia (ma era a neanche 10 minuti di strada dal centro tumultuoso). Incredibile.
La prima giornata passa molto velocemente. Come sempre. Sarà che ci siamo svegliati prestissimo per arrivare all’aeroporto, sarà che per imparare ad orientarci ci abbiamo messo qualche secondo di più (non siamo proprio una popolazione di navigatori o gondolieri ahaha), ma la prima giornata ci è sfuggita di mano fra visite casuali e migrazioni dettate dalla forza del vento. Personalmente mi sono lasciato trascinare dalla folla, dai canali e dalla sottile brezza che serpeggiava fra i ponticcioli ed un vialetto. In ogni caso, come da tradizione locale, la prima cena è stata scelta nel miglior ristorante (cioè, non lo so, ma avevamo così fame che per noi lo era) di cucina messicana-argentina. Thor benedica le porzioni da chilogrammo che forniscono nei locali dei Paesi Bassi (e sarà una costante che abbiamo riscontrato in tutti i locali, fra cui spagnoli e portoghesi, che abbiamo frequentato nei giorni successivi).

© Daisy Duck photo
© Daisy Duck photo

I successivi due giorni sono stati caratterizzati da un continuo, costante, girare e scoprire vie e posti ameni. Cioè, ameni per me. Ma non per le duemila persone che ci passavano ogni 30 secondi. Punti di vista, no? Il primo giorno ci ha riservato un clima estremamente riottoso: pioggia e vento ci hanno hanno accompagnati per tutto il corso della visita cittadina. I musei, vista la pioggia, li abbiamo rimandati al giorno successivo (cosa si fa quando c’è la pioggia? Si diventa culturali… perciò meglio evitare file inutili sotto chilotoni di pioggia) e ci siamo avventurati nelle strade laterali a piazza Dam. Fra una visita al Museo della Tortura (ebbene si, ci vuole anche lo spirito gore! E non l’ho consigliato io di visitarlo, vorrei sottolinearlo… volevo andarci, ma l’idea non è venuta da me eheh) e un triplo uovo all’occhio di bue con prosciutto e pane (la potenza di Zeus è nulla senza un pranzo da nutrire un bisonte), la mattinata, e buona parte del pomeriggio, si è dileguata in maniera molto sorniona. Nel tardo pomeriggio scavalliamo piazza Dam e ci avventuriamo nel Red Light District.
Il caos che ci ha accolto è stato simile ad un pugno nei denti. Una marea di persone si muovevano come un fiume bizzoso nei viottoli. Le lanterne rosse sopra le porte a vetro ci indicano immediatamente la direzione da prendere e, camminando lentamente fra Coffee Shop, Caffè, una serie incredibile di ristoranti (superati solo dal numero di Sexy Shop et similia), ci addentriamo nel cuore lussurioso della Capitale dei Paesi Bassi (ho scoperto solo in loco una cosa interessante: l’Olanda non è altro che una provincia, e più precisamente quella contenente Amsterdam, dei Paesi Bassi. Per consuetudine antica, visto che i mercanti arrivavano ad Amsterdam per i commerci, allora si diceva si va in Olanda, intendendo, in realtà, solamente la zona dove c’è Amsterdam e non tutti i Paesi Bassi come, spesso, facciamo noi comuni mortali. Quante cose si imparano girando…).
Il Red Light District l’abbiamo voluto visitare per curiosità, non puoi andare ad Amsterdam e non andare a mettere il naso nel quartiere a luci rosse e vedere tutte le puttane in vetrina. A parte una sonora tristezza in merito (lo so, sarò banale… ma mi viene una certa tristezza a vedere questa schiera di puttanoni, fra l’altro all’80% brutti – ed è solo un sovrappiù alla riflessione-, in mostra in vetrina), il quartiere è un intenso brulicare di persone e di curiosi. Ci sono ovviamente anche gli avventori e li si distingue dallo sguardo e dalla camminata da agente FBI in missione. Oltre alle Signorine In Vetrina, c’è un grande florilegio di centri massaggi orientali. Ok, capisco io che c’è un grande ritorno alla medicina tradizionale… ma pensate che non si capisca che nascondono unicamente bordelli? Cioè, non ci vuole un genio del crimine per capirlo. Ci arrivo persino io. O forse è dato dal fatto che, quando un duo di signori abbastanza distinti hanno aperto la porta del Centro Massaggi (mentre Daisy Duck ed il sottoscritto stavamo passeggiando nelle vicinanze), il sopra-indicato “duo meraviglia” è stato accolto da una serie di “professionali massaggiatrici esperte nell’arte del relax a tutto corpo” in reggiseno e asciugamano? Non lo so. Il mio quinto senso e mezzo mi dice che non c’era una piscina nel piano sopra le ripide scalette. La chiusura più o meno rapida della porta d’entrata ha chiuso il sipario sulla scena.
Una cosa che mette subito in primo piano le possibilità licenziose del quartiere sono, nell’ordine: le vetrine ad ampio panorama di DVD porno per tutti i gusti (in Italia li mascherano con minacciosi nastri sponsorizzanti “il nuovo libro di Paolo Brosio” – solo i più arditi si avvicinano e scoprono l’arcano), il grande assortimento di gadget sessuali di tutti i gusti e colori, penso di non aver mai visto maschere bondage con applicati strumenti particolari come: imbuto (? I-M-B-U-T-O!!!!!!), spazzolone del cesso (SPAZZOLONE DEL CESSO… scusate, lo ripeto… SPAZZOLONE DEL CESSO)… e poi peni, vagine, parti anatomiche varie ed eventuali, vibratori di tutte le forme, dimensioni, colori e funzionamento (mi mancavano solo quelli ad energia atomica!). E TUTTO IN VETRINA. Senza scandali o falsi moralismi. Se non ti interessa, non entri o non guardi. Punto. Ma se sono in vetrina, vuol dire che c’è la richiesta e tutto questo popolo di amatori, armatori, amati ed amanti “tradizionali” non c’è. Fattene una ragione Chiesa Cattolica: ci sono momenti in cui tieni le mani linde dalla lordura degli intestini, ma ci metti dentro il naso. Così è. E, molto probabilmente, ne traggono anche godimento.

Stoppo qua la prima parte del racconto di Amsterdam. Anche perché dopo una mazzata così ci vuole un pochino di pausa per riprendersi. La seconda, ed ultima (giuro!!!!), la scrivo nei prossimi giorni… anche perché non coinvolge solo Amsterdam ma c’è stato anche un tentativo, riuscito, di Blitzkrieg (scusate il tristissimo gioco di parole, ma storicamente non è totalmente sbagliato) in un Paese confinante.

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32 Replies to “Di canali e puttane: Amsterdam – part 1”

  1. “Ma se sono in vetrina, vuol dire che c’è la richiesta e tutto questo popolo di amatori, armatori, amati ed amanti “tradizionali” non c’è. Fattene una ragione Chiesa Cattolica: ci sono momenti in cui tieni le mani linde dalla lordura degli intestini, ma ci metti dentro il naso. Così è. E, molto probabilmente, ne traggono anche godimento.”

    Riprendo commozione e stima dal precedente dialogo e le porto qui. Io ringrazio la santamadrechiesa solo per avermi donato frotte di “pervertiti” penitenti con sensi di colpa da riciclare. E mi fermo qui.

    Davvero non ci sono grandi belleSSe in vetrina? Ad Amburgo ricordo ragazze da mozzare il respiro.

    1. Grazie mille per stima e commozione! Effettivamente la frotta di “pervertiti penitenti” è ampia e in crescita. Comunque è interessante l’approccio che c’è… molto tranquillo. Solo qua, visto che c’è Mamma Chiesa a controllare, sembra che tutto quello che ha a che fare con il sesso sia da demonizzare…

      Sinceramente? La stima che ho fatto era abbastanza buona… l’80% circa delle signorine non erano niente di che. Anzi… abbastanza brutte. Ovviamente carrozzate come una mongolfiera e canotto… ma niente di più. Alcune erano veramente la dall’inizio dei tempi. Ok che l’esperienza conta, ma se raccontano storie di Noè e dell’Arca direi che è troppo no? 😀 ahahahah

      1. Si c’è moltissima differenza. Poi mi viene in mente l’America con il suo puritanesimo e il coacervo di contraddizioni.

        Adesso ti chiederò: “Ma quanti anni avevano?” e tu mi risponderai: “Eh sulla quarantina” e io ti invierò una scarica elettrica che ti brucerà il disco rigido.
        Ad Amburgo ero rimasta colpita da bellezza e giovane età. E dall’estrema rilassatezza di tutti gli avventori.

      2. Beh, l’America è perfetta in tal senso. Sembrano più casti delle monache di clausura e poi c’è di tutto e di più… basta nascondere la testa sotto il tappetto 😀

        Quanti anni avevano? No, 40 no… non erano così vecchie 😀 ehehehehe. Dai, questa battuta me l’hai tirata fuori con le pinze. Un assist perfetto (guarda che non è che sono così distante dai 40 da sembrarmi un’epoca sconosciuta…ehehe).. Comunque erano stagionate alla grande (ma poche, eh).

        La rilassatezza l’ho notata… anche se qualcuno, probabilmente quello che andava di soppiatto dicendo “vado a prendere le sigarette!” “dove?” “ad amsterdam!” aveva il fare del gatto nella dispensa 😀

      3. Anche qui sembrano più casti delle monache di clausura e poi… (ah! se i miei occhi e le mie orecchie parlassero…), la differenza è nel diverso approccio “pubblico”. In America comunque sono legittime tutte le forme di comunità e associazioni pubbliche. So di college americani che trattano serenamente e persino seriamente tematiche come il bdsm, la sicurezza nelle pratiche ecc ecc. Ovviamente cambia da Stato a Stato l’approccio. Ma qui non cambia manco da regione a regione. Diciamo che in America l’importante è che non ci sia pubblico “scandalo”. Ecco.

        Tzè, ti voglio vedere alla mia età.

      4. Ecco, vedi? Quando fate commenti tipo: se i miei occhi…etc etc, mi viene spontaneo dire: dai, spara! 😀

        Si, ma qua c’è Mamma Chiesa che controlla tutto con autorità di ferro e pugno chiuso. Perciò direi che è impossibile ogni cambiamento anche minimo. In America si, la mancanza dello scandalo pubblico è fondamentale (basta guardare il solo fatto di bere per strada con la bottiglia nel sacchetto… ).

        Eheheh… sapevo che la frecciata arrivava 😀

  2. In caso di nuova visita in terra arancione, consiglio vivamente Utrecht e Leiden. Città più piccole, forse con meno vibratori e prostitute in vista, ma molto più accoglienti e soprattutto IMBOTTITE di bellezze locali. Roba che ti innamori almeno tre volte al minuto, giuro 🙂

    1. Località segnate. Ho sentito parlare di Utrecht… Leiden, invece, non la conosco proprio. Mi informerò nel caso di prossimo giro in quel dei Paesi Bassi.
      Ah, per quanto riguarda le bellezze locali, caro mio, non è aria. Se mi giro, la mia ragazza mi imprime un moto circolare al capo di 360° ahahahah. Perciò sguardo verso l’orizzonte e la classica: “hai visto quella ragazza?” “quale? Stavo guardando quel fantastico idrante la in fondo!! In Norvegia…” 😉 eheheh

      1. Leiden è una città universitaria, l’ho visitata quando sono andato a trovare una compagna di università che stava facendo l’Erasmus lì. Utrecht invece è la mia residenza ideale, non c’è niente da fare 🙂 Entrambe sono molto più “olandesi” di Amsterdam; sono più piccole, ma almeno sono senza mestieranti del sesso in vetrina e senza gli stormi di italiani strafatti e sconvolti che ormai da anni contraddistinguono la capitale 😀

      2. Mmm, la prossima volta che ci torno mi sa proprio che seguo il tuo consiglio di visitare il resto dei Paesi Bassi. Sarò l’unico al mondo, ma Amsterdam mi è piaciuta quasi di più quando era mattina e non c’era nessuno in giro 😉 tranquilla, con i suoi canali pigri e via dicendo. Molto bella 😀
        Se Utrecht è così tranquilla, direi che è un punto a favore…
        ps: sto invecchiando, mi sa… ahahahahah 😀

      3. Non penso proprio che tu sia l’unico a preferirla quando gli sconvolti ancora dormono 😀 Dopotutto, coffeeshop e quartiere a luci rosse a parte, ci sarà un motivo se Amsterdam ha una considerazione così alta tra le capitali europee 🙂
        A me piacerebbe tanto andare al nord, che non ho mai visto.. Groningen, Leeuwarden, Zwolle.. Ma a dire il vero tornerei volentieri in Olanda a prescindere dalla città!

      4. Ah, bene! 😀 ehehe
        Si, in effetti ha molto da offrire e, nonostante mi sia difficile spiegare il motivo, sto provando di buttare giù due considerazioni in un secondo post che sto scrivendo.
        Penso che ritornerò a visitare il resto. Secondo me merita. Mi hanno parlato bene di Groningen… 🙂

  3. Complimenti per le foto a Daisy Duck e ai moti del capo se ti giri! (solidarietà femminile)
    Passerò la serata a chiedermi come si possa utilizzare una maschera bondage con annesso spazzolone! 🙂

    1. Grazie mille. Riferirò 😀 (stranamente c’è solidarietà femminile eh? 😛 hahaha).

      Ah, guarda, la risposta è semplice… e sfortunatamente è una cosa che ti lascia l’amaro in bocca 😀 comunque ci sono cose che mi hanno sorpreso (questa è una di quelle, logico).

    1. Ah, queste sono le cose che fanno bene al turismo. Il museo delle torture è un classico delle visite – ne ho visti di tristissimi (era una tortura entrarci, non gli strumenti), ma questa tipologia è una sicurezza 😀 ehehehe.

  4. Io ad Amsterdam ci sono stata solo un giorno interno da sola a piedi cercando di vedere TUTTO.
    Ovviamente sono andata al RedLightDistrict. Entrando anche nei negozi che mi sembravano più folli (la condomerie? parliamone ahahah) e documentando tutto con la macchina fotografica. Ed ad un certo punto ho incontrato un commesso, un italiano che mi aveva dato a parlare era diventato pure insistentissimo a volersi prendere un caffe assieme, da cui sono letteralmente dovuta scappare dato che questo quì era anche uscito fuori dal negozio ed aveva preso a seguirmi! XD fortuna che c’era molta gente e quindi mi avrà perso di vista.
    cmq troppo bella amsterdam *__*

    1. Una giornata intera immersa in Amsterdam? 😀 uno spasso!!! 😉 come ho avuto modo di dire, mi piace stare in mezzo alla gente, mi trovo a mio agio… solo che sono un paesano e dopo un po’, troppa gente, diventa asfissiante ahahah.
      Comunque si, parliamone, le condomerie! 😀 ahhaahahah. L’ho notata anche io e c’è stato un sopracciglio alzato di sonoro divertimento 😉
      Comunque, a parte il “banale” (Red Light etc), Amsterdam offre tanto quando ti sposti leggermente… e non siamo riusciti a visitare certi posti perché il tempo non ce l’ha permesso!!

      1. Sì sì! ^^
        Ero andata in Olanda a marzo del 2011 perché mi ero da poco lasciata con il mio ex, che sta ad Utrecht, ed avevo provato a sistemare le cose (fallendo miseramente… per fortuna ora dico ma la cosa mi ha causato uno stato di depressione malefica che non puoi capire). Per questo ero sola!

      2. Ahhhh Utrecht… me l’hanno consigliata (vedi un commento sopra o sotto – non so dove si posiziona questo ahahahahah). Potrebbe essere una validissima alternativa ad Amsterdam per la prossima volta.
        Ah, vedi te! Allora capisco il perché dell’immersione in apnea nella cittadina del vizio e della lussuria 😀 ehehe. Hai fatto bene, almeno hai staccato no? 😉 lo possiamo dire adesso logicamente 🙂

      3. Sei una ragazza piena di sorprese… adesso mi metto a leggiucchiarlo! eheh.
        Brava brava.
        Post privati? Sai che non ho mai fatto un post privato? 😀 ahahah. Penso che non saprei come farlo… forse mettendo privato il post 😀 comunque, vado a leggerlo e smetto di sparar minchiate e te lo commento 😀

      4. Nemmeno io ho mai scritto post privati, ma un annetto fa circa avevo fatto tabula rasa del blog rendendo tutti i post vecchi privati (tipo raptus omicida.. per la serie non cancello ma almeno li rendo invisibili ihihih!).

      5. Ahhhhh… cercavi una via indolore all’harakiri?! 😀
        Comunque è un peccato metterli privati i post, cioè, capisco la finalità ma è un peccato. Spesso dalle cose che vogliamo tenerci dentro nascono dei consigli utili (oltre che tante persone che dicono la loro solo per dar aria ai denti, logico) ehehe.

      6. Infatti man mano li pubblico di nuovo 😉
        prima non ce ne stava nemmeno uno di quelli del 2012, ora invece non tutti ma un bel pò sono ritornati visibili!

  5. Io non trovo così sbagliato vivere la prostituzione ‘alla luce del sole’.
    Sono più tristi gli uomini che pagano per una trombatina (presumo cronometrata) che le ragazze. Insomma io la legalizzerei anche in Italia.

    Anch’io ho constatato che la maggior parte delle lavoratrici dell’industria del sesso sono bruttarelle… Forse per l’ora? Non ci sono stata di sera ma la notte mi aspetto Barbie-ragazze. O no? 😀

    1. Guarda, neanche io la trovo sbagliata. Cioè, meglio legalizzarla e averle sotto controllo piuttosto che lasciarle in mano alla criminalità organizzata (che tanto poi si infiltrerà comunque, ma sono altri discorsi).
      La mia è una tristezza congenita presumo. Sarà che non riuscirei mai a pagare per andare con una donna e vedere quelli che lo fanno, beh, un pochino di malinconia me la mette.

      Secondo me non è l’ora.. noi ci siamo passati di giorno e di notte e posso assicurarti che di giorno ci sono le die-hard del sesso ahahah… di sera ce ne sono molte di più ma la qualità migliora veramente di poco (ed è per questo che dico che l’80% è realmente brutta). Non ci sono Barbie-ragazze.. mi spiace 😀 sono stra-rifatte, questo si, avranno la 20sima di tette (posso dirlo tette?), ma dove il silicone non arriva si vede cosa c’è sotto…. 😉

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