Un cerchio perfetto

Penso sia così. Ci sono giorni che ti alzi e pensi sia tutto da buttare, cospargere pensieri ed azioni di benzina 98 ottani e dare a tutto fuoco. Purificatore. Ci sono quei giorni e sai di cosa sto parlando. Ma il tempo grigio, la leggera spruzzata di neve che arriva, arriverà e sarebbe dovuta arrivare ha spento l’incendio. Ha soffocato l’acido prima di uscire. E ti ritrovi fermo.
Le braccia tese, ma lasciate penzolare al lato di un corpo troppo alto per essere umano e troppo sbilanciato per essere divino. La testa che è pesante e gli occhi che guardano, ma non osservano. Vedono ma non registrano. E vaghi nel mondo come un cieco senza il bastone. Mano sulla spalla, ti guidiamo noi, non preoccuparti. Sei in buone mani.
Almeno credi.
Ed il caos che senti distintamente non è neanche lontamente l’eco della confusione che hai nei tuoi pensieri. Quei pensieri che forniscono un rumore bianco o un trillo costante. Come una assordante sveglia posizionata costantemente sui nervi. Sono questi i momenti in cui smetti di restare fermo e cammini. E metti le mani in tasca tirando fuori le tue cuffie bianche, rotte, usate e vissute allo stremo.
Inizi ad ascoltare una canzone. Perché il rumore esterno supererà il rumore interno. Perché le onde sonore che assaltano le tue orecchie riusciranno, prima o poi, in un modo o nell’altro, ad equilibrare i picchi che si formano nell’animo. Trovando equilibrio. Distruggendo l’asperità per poter rotolare come un sasso levigato nel greto del fiume.
Cammini, acceleri il passo e alzi il volume. Vuoi controllare il battito del tuo cuore, così da selezionare la stazione su cui farlo girare. Non serve uno shuffle leggero, vogliamo qualcosa che sia un chiodo nel cemento. Martellante. Immobile. Eterno.
E mentre i piedi ti dirigono alla meta, la faccia affonda nella giacca, cercando un’oscurità che hai perso. E vedi ombre e sagome che ti passano accanto, che vivono sull’onda di una musica che saresti in grado di sentire se, per una volta, non avessi la tua che ti accompagna e ti culla. Una nebbia multicolore di umana consistenza.
Ritorno ad essere fermo. Con i pensieri domati. Guardando a domani senza abbassare lo sguardo. C’è di peggio.
Potresti essere nella nebbia multicolore.
Potresti essere uno dei tanti.
Potresti essere quello che sta gridando e che non senti.
E ti ritrovi fermo.

Questo post mi è venuto in mente così, mentre ascoltavo QUESTA canzone. 

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20 Replies to “Un cerchio perfetto”

  1. La canzone in questo momento non posso ascoltarla, non ho audio qui, ma le parole son bellissime e mi hanno riportato alla mente di quanto a me una “tipologia” di musica abbia aiutato a superare un periodo doloroso della mia vita 🙂

    1. A me piace moltissimo come canzone. Anzi, la band in sé mi piace molto. Ha dei grandi dischi, quando hai tempo e voglia, prova a dargli un’orecchio (sperando non sia troppo rock 😉 ehehe).
      Grazie per i complimenti. Il post mi è venuto in mente solo ascoltandola, una sorta di ispirazione dalla musica (come spesso mi avviene).

  2. bellissima la canzone.
    loro mi ricordano serate di agosto a bologna, umidità, stanchezza e una tesi che faticava a trovare la quadra, mentre i minuti scorrevano a velocità impensabili, io rimanevo ferma coll’ipod nelle orecchie.

    certe volte quella me immortalata in istantenee, tutto sommato espresse in colori leggeri, mi manca.

    1. Già, la canzone è qualcosa di stupendo. Amo gli A Perfect Circle.
      Si, anche a me manca ritrovare quella leggerezza, quella levità che, gioco forza, ho perso nel corso del tempo.
      Sai una cosa? Anche a me, questa canzone, ricorda l’estate. Seduto su una panchina ad assaporare il sole e i radi sbuffi di vento. Braccia lasciate cadere, per far andare via i pensieri pesanti, la stanchezza.

  3. Quei giorni, si proprio quelli. Tu usi il fuoco, io un uzi o un ak-47, ma il senso è quello.
    Che a dirla tutta ha un suo fascino il fuoco, quasi quasi te lo rubo.
    Dicono che si buono l’odore del napalm la mattina..

    1. O_O *modalità occhi sgranati ON*

      Grazie mille Claire. Che complimento! 🙂 la canzone è stupenda eh? Il post è uscito di conseguenza, ho messo per iscritto quello che sentivo mentre la ascoltavo…

  4. Che bello questo post. Bello, bello, bello! La nebbia multicolore e’ un’immagine straordinaria, come un arcobaleno che non sorride. La immagino con i colori del tuo gravatar. Anche io ascolto la musica con le cuffiette per non sentire i rumori fuori e le parole dentro. Mo mi ascolto anche la tua canzone. L’avessi fatto prima m’avrebbe distratto dalle tue parole.

    1. Grazie mille! Esatto, la nebbia multicolore è proprio questo, qualcosa di indistinto, di distante ed impalpabile. Almeno da dove si è. Diciamo che il mio umore, ultimamente, ha proprio quei colori, perciò non vedo perché no? Colori luttuosi, scuri, dolenti quasi.

      Spero che la canzone ti piaccia, non conosco i tuoi gusti musicali… ma a me da le giuste risposte. Mi permette di crearmi un pochino di silenzio. Di pace. Ecco quello che chiedo, almeno 4-5 minuti di pace. Silenzio rumoroso.

Si!?

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