Marduk + Grave + Death Wolf + Walkyria – 14.12.2013

Eccoci qua. Di ritorno dal concerto e con, finalmente, l’adrenalina fornita dalla musica che scorre nelle vene. Quattro band presenti all’appello ed un locale (il Colony di Brescia) con dentro diversi metallari soddisfatti di quello a cui stavano assistendo. A parte il gruppo locale che, colpevolmente, non sono riuscito a vedere (il cibo ha avuto un richiamo molto più forte della voglia di assistere al loro spettacolo!), il resto del bill me lo sono goduto appieno.
Hanno iniziato la maratona dell’estremo i Walkyria. La band svedese, con due album all’attivo (il primo del 2002, perciò un black metal recente) tiene bene il palco ma non ha canzoni in grado di stamparsi in testa. Non suona male ed i suoni sono buoni, solo che ha partiture che possono essere scambiate per altre decine di band del panorama black metal (cit.). Mi posso trovare perfettamente concorde con questa affermazione, perciò ascolto, mi compiaccio della furia che mettono sul palco e poi si passa oltre.
Dopo la normale attesa data dal cambio palco, inizia il massacro fornito dai Death Wolf. La band, anch’essa svedese (come tutte quelle presenti al concerto), è più famosa per essere il progetto secondario di Morgan dei Marduk. Difficile emergere come creatura a sé stante quando si hanno genitori così influenti. Il suono è possente, i pezzi buoni ma senza infamia e senza lode. La band ci mette la carica giusta ed il barbuto frontman Maelstrom ha energia da vendere e si vede. Cercano a più riprese di mettere tutto il pit in agitazione e ci riescono. Quello che mi sorge, come sospetto, è che l’acclamazione generale sia dovuta più alla presenza di Morgan (nei Death Wolf al basso invece che alla sei corde) che per l’effettiva qualità dei brani. Avevo già avuto modo di sentire il primo disco e, personalmente, non mi aveva detto più di tanto… il secondo disco sembra più compatto e ferale. Ma sentito dal vivo, con i suoni pompati e l’energia del palco, si può avere una prospettiva leggermente falsata. In ogni caso regalano al pubblico una buona performance prima di ritirarsi e lasciar rifiatare il mainman della band principale della serata (impegnato oggi, come detto, nel doppio ruolo).
Cambio palco abbastanza veloce ed ecco che salgono sul palco i deathster Grave. La band del biondo Lindgren ci mette una-due canzoni per trovare lo smalto da palco. Le prime song, infatti, sono leggermente sotto le attese. Non c’è molta carica, non c’è tutta l’energia che mi aspettavo (dopo che li avevo visti dal vivo qualche anno fa dalle mie parti). Passate le prime canzoni, ecco che viene fuori una band diversa. Arriva l’impatto, il groove di uno dei gruppi cardine dello swedish death metal. I brani della prima ora (quelli tratti, per intenderci, da Into The Grave et similia) hanno un tiro eccezionale e risaltano nettamente contro le nuove song. C’è poco da fare, i primi dischi spesso sono i migliori (più energici, più spensierati, più cattivi e via dicendo… spesso anche più idee… ma non sto a giudicare una band che è attiva dal 1989!). Solo per darvi un’idea, ecco un brano che hanno eseguito e c’è di che esserne felici.

Il concerto dei Grave è una vera mazzata e questo è sinonimo di ottima salute da parte della band. Forse non riuscirà più ad essere influente come un tempo, forse non proporrà la stessa carica innovativa del 1990, ma sicuramente ha ancora qualcosa da dire ed il suo esempio può essere seguito senza problemi.
Nuovo stop e cambio palco per accogliere sulle assi del Colony i quattro demoni svedesi Marduk. La band ha già annunciato che questo tour sarà rivolto interamente alla celebrazione del loro disco più importante (che vi ho già citato: Panzer Division Marduk) e perciò si sa che sarà un concerto ad alta velocità, malvagità e potenza. I Marduk, pittati di tutto punto, rispondono presente e lo fanno con il consueto furore diabolico. Mortuss, a volte leggermente in difficoltà (almeno agli inizi) con i tempi velocissimi dei primi dischi, si trova perfettamente a suo agio sulle partiture al fulmicotone di Morgan (e che furono di Legion come vocals). Lo screaming è asciutto e non si sofferma, come altre volte, sulle caratteristiche note ed effetti gutturali. Solo puro e semplice odio trasmesso in voce. La band, con un nuovo batterista per l’occasione (quello degli ultimi dischi è out per questa tournée), macina note su note e Panzer Division Marduk riscuote il successo che ci si aspettava dall’inizio. Il pit è abbastanza pieno e ci sono anche accenni a mosh-pit, ma sui generis. Niente di particolarmente devastante. Poche pause fra un brano e l’altro ed i 30 minuti del disco (dedicato, come potete immaginare, alla guerra) è presto finito. Da questo momenti in avanti parte la seconda parte del concerto. Sinceramente pensavo ad una promozione dell’ultimo disco (Serpent Sermon), ma mi sbaglio completamente ed i Marduk decidono di omaggiare un’altro grande classico del loro passato: Those of the Unlight. Un disco che contiene moltissimi classici della band svedese, fra cui l’omnipresente Wolves e Burn My Coffin. Anche questa seconda parte, ideale, di show è un ottimo esempio dello stato di forma del gruppo. Mortuus si “concede” al pubblico, cercando di coinvolgerlo (ma senza esagerare – i suoi commenti sono pochi e solo una volta esulano dalla presentazione del brano che andranno ad eseguire da li a poco) e mostrando un buon carisma. Alle sue spalle Morgan e Devo sono la base su cui innalzare la tempesta di suono e la batteria pesta come un ossesso. Veloce, carica, senza troppi (logicamente) fronzoli. Nessun bis, nessun ritorno sul palco. Quello che avevano da dare, l’hanno dato e non c’è necessità di ulteriori canzoni. Le luci si accendono ed i roadie salgono a smontare tutta l’attrezzatura.
Sono risuonati, invano, canti ed incoraggiamenti a ritornare fuori, ma gli svedesi sono sordi e, a dirla tutta, la richiesta di altre canzoni è azzardata visto che arriva quando ormai gli amplificatori sono spenti e si sta smontando la batteria.
Concerto, comunque, di ottimo spessore (a parte una-due canzoni iniziali leggermente sottotono a causa della voce fredda e della necessità di entrare nello spirito del concerto).

L’accensione delle luci significa due cose per il sottoscritto: un veloce giro al merchandising per vedere se c’è qualcosa di interessante da comprare (stavolta no) ed un rapido assalto al McDonalds (che non apprezzo più di tanto, ma avevo una fame da lupo) per poi ripartire verso casa.

Annunci

7 Replies to “Marduk + Grave + Death Wolf + Walkyria – 14.12.2013”

    1. Eheheh… anche io non sono un grandissimo fan del Mc, ma ero realmente affamato come un lupo e di aspettare fino ad un Autogrill non era una opzione percorribile ahahah. Già durante i Marduk volevo mangiarmi un vicino ahahahaha

      Buona serata marcello! \m/

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...