Porno Emotivo

Troppe informazioni sono, in definitiva, nessuna informazione.

Siamo in un periodo strano. Abbiamo più mezzi di comunicazione pro-capite di quanti ne possiamo effettivamente gestire contemporaneamente. Abbiamo punti di accesso al mondo virtuale o digitale in ogni dove. Siamo costantemente visibili, raggiungibili e, così, anche il nostro io, il nostro stato d’animo. Sembra che il XXI° secolo abbia portato a due conseguenze: la riduzione dei rapporti sociali reali, quelli costruiti fra persone in carne ed ossa, sostituiti da quelli fra avatar o piccoli quadratini colorati simboleggianti un dialogo; e, in secondo luogo, la sovraesposizione delle proprie emozioni. Sembra necessario, anzi, forse è la cosa più importante del mondo, che quando si scrive qualcosa (in FB o altri social network), si debba esprimere anche uno stato d’animo. Si debba inserire l’emoticon relativa. Sbattere in faccia a chi ti sta ascoltando o, comunque, anche leggendo casualmente, quello che provi o, anche solo minimamente, quello che stai pensando al momento. Come se dovessi gridare più forte per farti sentire. Anche se ci sono già decine o centinaia di persone che ti stanno leggendo/”ascoltando”. Più ti leggono, più devi gridare forte e sbattere il tuo sentimento, il tuo pensiero fugace in prima pagina ed il tuo stato d’animo deve essere denigrato in modo tale da fare audience. Come se pensassi che la tua voce, visto che raggiunge più persone, non sia abbastanza potente o convincente in quello che dici. Siamo una generazione in crisi di consapevolezza nella propria voce, nel valore di quello che diciamo (e non nel modo in cui la diciamo). Allora apriamo il rubinetto dell’emozione, lo stato d’animo in piazza. Come in un film porno. Smettiamo di formare l’impressione dell’insieme della persona e incominciamo a focalizzare l’attenzione sulla minuzia, dirigendo la telecamera sulla scena hot. Ci si disinteressa del contesto e si punta diritti al particolare, ingrandendolo, sviscerandolo, illuminandolo artificialmente. Siamo le pornostar del XXI° secolo. Pornostar in cui non è necessario avere in dotazione due tette da chilo o un pisello enorme. Non ci sono richieste pose da acrobati per poter soddisfare la propria donna/uomo o durate sproporzionate alla vita media dell’uomo. Quello che dobbiamo mettere in mostra, oscenamente ed in versione porno, è quello che si prova. Smettendo di dare un vero significato a quanto si sta dicendo, ma facendo unicamente acquisire significato al solo gesto di dirlo. Proprio come nel porno: in cui non c’è significato nell’atto stesso, ma è la meccanica che lo produce che è valorizzata. Perciò ci ricaviamo la nostra nicchia dove poterci esibire, nascosti da tutti ma in piena mostra, con tanto di guardoni che rimangono nell’ombra, giusto un passo indietro del cono di luce. Ci osservano, ci guardano muoverci sul set, provare a descrivere tutto, ma proprio tutto, quello che passa nella testa, mostrando pose fantasiose della mente e dell’animo. Il Kamasutra dell’anima. Le penetrazioni del pensiero.
E loro sono a guardare, dietro lo schermo, chini nella loro ombra. Infidi. Laidi. Si masturbano con le debolezze umane. Le ferite aperte. I dilemmi esistenziali. I pensieri random. Sventolando davanti alla telecamere queste tette rigonfie o questo six-pack da urlo. La pornografia dell’anima. La degradazione di qualcosa che un tempo era caro perché, in fin dei conti, ti permettevi di spogliare unicamente con poca gente. La prostituzione interiore.
Ci siamo ricavati una piattaforma su cui ergerci e urlare, anche se l’avevamo costruita unicamente per salirci sopra e prendere fiato. Poi abbiamo incominciato a parlare ed infine ci siamo trovati ad urlare. A dover essere la star della propria vita. Sotto l’occhio critico di chiunque sia disposto a prestare attenzione. Esibirci come pornostar nel salotto di casa nostra. Nella solitudine, nell’isolamento che abbiamo creato intorno a noi. Perché l’essere sempre presenti ha il suo prezzo, salato, ed è la solitudine. L’essere conosciuti da tutti e non essere più nessuno. Un avatar. Un messaggio scritto al mondo che non ascolta. O che ha trovato solo l’ennesimo porno su cui smanettarsi per un attimo. Su cui provare piacere per qualche secondo, giocando con emozioni di seconda mano per poter provare ancora qualcosa. Un simulacro di qualcosa che, un tempo, era realmente caldo e pulsante nel loro petto. Resi, infine, insensibili dal troppo provare o dall’aver condiviso troppo. Spogliati da emozioni complesse. Indifferenti, perché così ci è stato detto. Ciechi a tutti, perché tutto è troppo in vista. Ed ecco che l’urlo che prima era possente, smette di risuonare e si vede unicamente l’atto. L’azione sessuale. Senza il sonoro. Senza il finale. Un porno con il salto della quaglia.
Ed ecco che l’attenzione scompare dopo poco. Appena si trova che la pornostar scelta smette di urlare forte. Che le pose che sta proponendo sono sempre le stesse. Che non è così dotata o così porca come si pensava. E allora si clicca avanti. Cercando qualcuno da riprendere con la propria telecamera, renderlo la star della propria esistenza, denudarlo e vederlo esibirsi nel proprio show erotico. Proprio come in un porno emotivo.

*nota postuma: rileggendolo ho visto che ci sono tanti concetti dentro, una sostanziale incoerenza, un turbinio. Non c’è un filo logico visibile. Ma lo tengo così. Grezzo e, a mio parere onesto. 

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60 Replies to “Porno Emotivo”

  1. tutto questo non è obbligatorio … chi lo fa lo sceglie e ne è consapevole ..
    mi piace molto il paragone, ma ogni azione ha sempre una conseguenza ed ogni conseguenza è scaturita da un’azione ..
    adesso ti chiedo è colpa dell’azione o della conseguenza???? O_o

    1. Certo, i miei sono ragionamenti random… non so perché, questi giorni il mio cervello gira in quelle lande (non nel porno, ovvio, ma in questi pensieri contorti).
      Chi si mette in mostra è consapevole, ma è vero? Cioè, con così tanta tecnologia, tutto è sempre in primo piano…

      La domanda è di quelle trabocchetto, un pochino come è nato prima l’uovo o la gallina… 😉 eheh… non saprei come risponderti in maniera corretta sai? O.o

      1. Devo pensarci a casa allora 😛 ma ho il sospetto che non arrivo alla soluzione (vedi il post precedente con Rincorrendo la Felicità… pongo domande a cui non so rispondere 😀 eheh)

      2. Già. Io sono per la coerenza. Sempre. Anche a costo di sbatterci i denti a brutto muso 😉 ehehehe.
        *eheheh – ho fatto da spoiler per me stesso, un grande!!!*

      3. O.o sto incominciando a perdermi ehehehe.
        Perché assaporando le anticipazioni che mi sono anticipato, anticipo il fatto di assaportare l’anticipazione che poi… .Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

        😀 eheheh

  2. cazzo doc! hai superato te stesso.
    è un bel pugno nello stomaco, ma tutto fottutamente vero.
    ma quale filo logico? è un discorso così vero che fa male.
    Cazzo che brutta fine che stiamo facendo.
    p.s. scusa se sono stata scurrile 🙂

    1. Oddio, grazie. Stavo pensando a queste cose mentre andavo in bus, l’ho buttato giù così, di getto, alla grezza. Non l’ho modificato e, anche se tu dici, secondo me ci sono tante deviazioni dentro (e non intendo devianze.. ehehe). Si arrotola su sé stesso.
      Ma mi fa piacere che ti sia piaciuto, veramente.

      Ps: scurrile? 😀 eheheh non avevo notato le volgarità nello scritto 😉

      1. e comunque credo che per quanto ci abbia dato tanto questa tecnologia su tanti fronti, ci ha tolto molto di più a livello di anima di quello che possiamo immaginare.

      2. Si, anche secondo me. Abbiamo aumentato la possibilità di dire a tutti quello che proviamo e, nello stesso tempo, siamo diventati estremamente soli. Si vedono persone che si conoscono, sedute di fianco, che invece che parlare guardano il cellulare… O.o

  3. … cioè, ma quanto mi piace questo pezzo – pur nella sua confusione? Stupendo, davvero. Applausi. Perchè mi fa pensare – e io adoro pensare.
    E mi nascono molte considerazioni, me le maturo un po’, poi magari le scrivo …
    Grazie.

    1. Grazie mille Claire! 🙂
      Si, è un pezzo confuso, si arrotola su sé stesso, parte da una parte e finisce completamente dall’altra. Dice qualcosa in terza, in prima e poi non so che persona. Ragionamenti e considerazioni. Rabbia e perplessità. Un mix.
      Grazie mille per i complimenti, soprattutto perché è un articolo grezzo… senza rifiniture post-lettura.

      Se ti ha fatto pensare vuol dire che son riuscito a trasmettere un pochino di quello che stavo pensando. E ne sono felice. Se poi scrivi le tue considerazioni, sarò più che mai felice di leggerle! 🙂

  4. Onesto e autentico (come sempre). Un gran bel post che condivido in pieno. Non so cosa dire, a parte che a volte ho l’impressione che ci sia necessità di gridare più forte perché ci si ascolta poco e perché si è persa la capacità di essere quello che si è.

    Però per cambiare discorso rimanendo sulla tecnologia ti dedico questo.. 😉

    1. Grazie Jeremy, veramente. Mi fa piacere che l’hai trovato onesto ed autentico. L’ho scritto di getto, grezzo e, forse, anche sconclusionato… ma così è uscito. Si, c’è una mancanza di comunicazione base, quella in cui c’è un dare ed avere. Diciamo e parliamo… ma senza sentire risposte (che è, diciamocelo, un pochino quello che veniva detto anche in Fight Club).

      Il pezzo di Guzzanti (che adoro!) è geniale e perfetto per l’occasione.

  5. Condivido quanto scrivi, sopratutto perché è scritto bene. Ma perché attori porno e non semplicemente attori? Anche loro fingono emozioni, accentuano i gesti, chiamano a sé l’attenzione. E poi in generale valuto positivamente l’avvento di internet e dei vari social, danno modo alle persone di esprimersi liberamente. Alcuni esagerano, ovvio. Sta a noi scegliere chi seguire, noi abbiamo in mano il “telecomando”. Ti becchi anche una faccina 😉

    1. Grazie mille! Attori porno perché c’è la rappresentazione “dell’osceno”. Intendiamoci, ognuno è libero di fare la professione che vuole e non mi sento scandalizzato dal porno, solo che è la mercificazione di tutto. Finzione a 360° anche in un ambito abbastanza intimo eheh. L’attore simula molto, emozioni, movimenti, gesti… ma l’attore porno è sguaiato. Non è l’attore che conta, quello che conta è il gesto in sé.
      Non sono contro la tecnologia, non sono contro i social (ho FB, ho un blog e via dicendo), solo che l’uso che ne è stato fatto è qualcosa di perverso. Una cosa incredibile. Un’abbuffata di tutto (dal download in avanti). Poi possiamo decidere cosa fare, chi seguire e come comportarci, ma quando si ha tutto gratis, tutti a portata d’orecchio e puoi farti vedere da migliaia di persone… beh, c’è una certa difficoltà a rimanere saldi sul terreno! 😉 [e anche io faccio le emoticons ahah]

      1. si (altrimenti dicevo papà 😛 )

        (prima o poi ti farò solo un appunto sul tuo modo di scrivere)

        (ok te lo dico subito tanto me lo chiedi con il prossimo commento)

        (scrivi tutto attaccato, quasi tutto di seguito. Una fatica a leggerti e a separare i pensieri)

      2. Bene (chiedo a Freud questa distinzione fra “mamma – buono” e “papà – cattivo”… ti faccio sapere dopo che si è tirato su un’autostrada di cocaina).

        (infatti avrei aperto una parentesi e ti avrei chiesto)
        (perfetto, mi hai anticipato, che bello…:D eheh)

        (si, è vero, scrivo tutto attaccato. Dovrei fare qualche “a capo”, gettarlo così, in mezzo alla mischia… tanto per variare. Ma se butto la frase nella riga successiva è un macello, mi perdo eheh. No, battute a parte, grazie per l’appunto… ne farò tesoro – e non è un modo di dire! Lo farò sul serio. Grazie Diamanta).

      3. Sono qui con Freud (dopo che mi hai detto che strade o autostrade frequenta mi son detta perchè non conoscerlo?).

        Non capisco sta parlando con me e piange, dice che vuol cambiare mestiere. Gli chiedo perchè ma piange più forte e grida al cielo “dio perchè me l’hai mandata!!!”

      4. Ahahahah! Sto maledetto Freud. Pippa che è un piacere e non ti da neanche una mano.
        Ma anche te… dovresti andare un pochino con i piedi di piombo… sai che ha un problema di droga e che vede il sesso ovunque. Praticamente ha una mente focalizzata su due sole cose e sintonizzata su una sola: eccitazione. Sto Freud è un gran maiallo pelosso setollosso 😀 eheheheh

      5. Vuoi consigliarmi uno sbagliato!? O__O

        1) di sbagliato ormai solo il negroni
        2) ma ho ultimamente ho abbandonato lo sbagliato per il negrosky
        3) credo che il barbatrucco sia per una volta almeno, farmi scegliere e non scegliere
        4) ho difficoltà con il punto 4
        5) per questo ho smesso di scegliere
        6) per questo non mi faccio scegliere
        7) “Houston, abbiamo un problema” cè un loop tra il punto 6 e 7, rimarrò zitella gattara a vita 😉

      6. In realtà intendevo che provavo a consigliartene uno giusto. Mi travestivo da Rocco (ahahahah – mò ce pensa Rocco.. che uomo di classe, però… un vero signore) e trovavo il genio della lampada 😀 ecco, se poi mi spiego come un orango appena sceso dal monte everest, direi che potrei, al massimo, consigliare la batteria di pentole con fondo alto un centimetro di Mastrota.
        Beh, farsi un negroni (la bevanda) per dimenticare è lecito. Anzi, direi che preferirei un grande Old Fashioned e si va. Un pochino alla Mad Man. Intrattenere un rapporto è un’altra cosa, non mi permetto di giudicare. Anche per il negrosky (che poi, diciamocelo, cosa è? O.o).
        Il barbatrucco è una genialata… meno si cerca, più si guadagna… che poi sia difficile è un discorso completamente diverso. Infatti io sono della razza paguro della birmania. Amo il rischio quanto darmi martellate nei denti. Vedi te.

      7. La difficoltà e con il punto 3) non con il 4)
        il quattro mi serviva solo per sottolineare il tre e portarti al cinque e sei per andare al sette

        eh sì, sto dando i numeri

    1. Ecco, qua la menzogna è d’obbligo (intendo per il tragico! Tu pensavi che ti dicessi: “non ci credo che non hai mai visto un porno?” ahah. No).
      I miei sono pensieri di getto, troppe cose, troppe situazioni strane, troppa tecnologia invadente… non lo so. A volte mi viene il rigurgito 😀

  6. Gran bel post, pieno di spunti. Anche i commenti. Condivido tante cose. Proverò anch’io a prendere l’autobus più spesso, vediamo se funziona 😉 .
    Dunque. Tento di dare mio piccolo contributo.
    1, la sostituzione dei rapporti reali con quelli fra avatar. Vero. Però: se non ci fossero i piccoli quadratini colorati non avrei “conosciuto” un sacco di persone. Non ho nessun “rapporto sociale reale” con tanti piccoli quadratini con cui tuttavia, come vedi, si scambiano riflessioni interessanti.
    2, trovo riuscito il paragone col porno. Ci avevo pensato anch’io (coaguli di pensieri, eh, niente di più: il copyright è tuo 😉 ). “…mettere in mostra, oscenamente, quello che si prova”. Lo vedo più spesso in TV, ma anche sui social non si scherza. Fastidioso, sgradevole. A volte proprio stomachevole.
    3, non riesco a focalizzare invece il concetto dei guardoni. Quelli che chini nella loro ombra guardano. Hmm… Chi sono i guardoni? Esistono davvero? Voglio dire, quelli che guardano questa pornografica ostentazione, provano veramente interesse per quello che guardano? Davvero se ne masturbano? Oppure fingono di guardare, distratti, e sono loro stessi i primi a urlare, a chiedere la luce tutta addosso a sé, ostentatamente nudi come e più degli altri? E magari guardano per cercare in sé stessi (l’unica cosa di cui veramente gli importa) le stesse cose che vedono esibite e urlate da altri, e sentirsi così importanti e autorizzati a urlare di più, di più, di più?
    In un mondo del genere, se esiste davvero chi guarda, in silenzio, senza urlare, se esiste davvero qualcuno che a questo trambusto si sottrae, o che incurante del trambusto parla sottovoce, ecco, io lo ammiro, invece.
    Scusa per il commento lunghissimo ma il post mi ha, come dire, preso 🙂

    1. Grazie mille Ian! Commento preziosissimo il tuo. Cerco di rispondere punto per punto… eheh… così evito di avvitarmi su me stesso.
      1. si, è vero. Anche io ho conosciuto tantissima gente tramite social network, forum etc etc. Non lo nego e non lo rinnego. Il mio discorso, anche se spaziava dalla 1a persona alla 3a con caotica frequenza, era astratto. Molta gente si rinchiude in un mondo fatto solo di questo. Un’estremizzazione della cosa. Questo mi spaventa. Il concedere tanto spazio alla tecnologia, lasciando il rapporto umano indietro.
      2. grazie mille per il paragone. Se vuoi usarlo, tranquillo. Non penso di essere il primo a paragonare le due cose… e non sarò certo l’ultimo. Perciò se vuoi sbizzarrirti e scrivere i tuoi pensieri, vai tranquillo eheheh. Si, in TV è una cosa oscena, sui social sta diventando tendenza. Il vendersi. Un sopruso alla propria personalità per poter compiacere, per potersi compatire o farsi compatire… una cosa stomachevole (come dici giustamente te).
      3. Il concetto di guardoni, a parte il significato positivo che dai te (e che mi piace – colui che si distanzia dal centro della luce, chi sta zitto e parla sottovoce), è quello del popolo di internet o della televisione che brama solo per questo scoppio della personalità. Che vogliono il dolore. Che ci godono sopra. Secondo me ci sono. Sono insidiosi nell’ombra, lasciano la luce perché la luce della ribalta non possono averla (? potrebbe essere…) e allora sfruttano gli altri. Mettono la miccia alle emozioni altrui. O, in certi casi, come dici te, sono solo nell’ombra che vogliono urlare. Io li vedo, i guardoni. Quelli che sfruttano le prese di coscienza, i momenti di tragici, i momenti umani e li fanno a pezzi, ci godono a vederli rotolarsi nella propria tristezza, disperazione, felicità o qualsiasi sentimento mettano in campo le persone sullo schermo. Non sto difendendo chi lo fa. Bisogna essere consapevoli delle azioni che si fanno. La sovraesposizione ha tanti lati negativi. La luce della ribalta è tanto più luminosa quanto più si è disposti ad offrire, a far vedere, a subire.

      Boh, forse mi sono perso e, come sempre, faccio post schizoidi e risposte che non forniscono luce sul post 😀

      1. No no, invece ho capito, nell’esatto momento in cui ho letto “che vogliono il dolore, che ci godono sopra” ho capito il concetto e il tipo, hai detto perfettamente, eccome se hai ragione.
        Domani lo rileggo con calma, come ho fatto prima col post.
        Magari sull’autobus 🙂

  7. andrò a rileggerlo perché, sinceramente o non l’ho capito o se l’ho capito non la vedo esattamente come te. credo che sia importante esprimere le proprie emozioni, se ti va di farlo a chi ti vuole ascoltare, o leggere o semplicemente guardare. se suonassi esprimerei emozioni, lo stesso se danzassi o anche se stessi ferma. gli stessi libri che leggiamo spesso ci piacciono perché ci emozionano. mi piace qui leggere le persone che riescono ad emozionarmi con le emozioni che trasmettono a volte sussurrate a volte urlate (certo se smodate in senso volgare possono infastidire).
    di certo è necessario non perdere il contatto con la realtà e saperle esprimere anche vis a vis e comunque, dispettosamente, ti piazzo faccine 😉 🙂 😀 solo tre va, sarò buona

    1. Prima di tutto, grazie per il commento 😀 non preoccuparti, mi piacciono le emoticons… penso che hai capito male il mio articolo. Non intendo criticare chi mette le emozioni in un blog, in un libro o via dicendo, anzi… qua su WP ho trovato degli scrittori, blogger etc che sono fantastici, mi prendono e mi emozionano per come scrivono appassionatamente. Io critico l’abuso, la “volgarità” nella loro esposizione. La mercificazione dell’emozione. E questo l’ho definito pornografia. Il concentrarsi unicamente sul particolare, sul comunicare costantemente anche solo l’idiozia del proprio pensiero (su FB si è maestri con post tipo: “mangio” – ok, me ne frego.. .eheh). E poi ci sono quelli che espongono le proprie emozioni e le gridano, in maniera sguaiata, e vengono “sfruttati” dai “guardoni”. Quelli nell’ombra che provano godimento nelle tragedie altrui. E le amplificano. Mettono benzina sul fuoco. Ma sempre distanti, sempre nell’ombra. Una critica che non si sa da dove provenga. Sono concetti che si sono affollati nella mia testa e poi sono usciti così, grezzi e incostanti. Abbastanza ingarbugliati. E lo si vede perchè passo dalla prima persona alla terza al generale e al particolare. Il filo logico c’era, ma non era sempre visibile.
      Spero di essermi spiegato un pochino… forse mettendo insieme tutte le risposte ai commenti che mi sono stati fatti, forse (e dico, forse) si riesce a tirar fuori un testo più coerente 😀

      1. Tu meriti la mia stima.. e la vendo a carissimo prezzo a sti punti.. Io DISPREZZO TUTTA QUELLA PLETORA DI OMINIDI MASCHI E FEMMINE che ha bisogno di mettere in mostra tutta la loro banalità per loro eccezionale. Anche io ritengo un aureo rifugio WP, luogo di rigenerazione, dopo il deterioramento di rapporti vuoti e identità- maschera.
        Ci si sente inutili e soli, e i peggiori parassitano le vite altrui. Mi è capitato.

        Pensa te, io uso i social networks per condividere musica, riviste culturali, filosofie, arte..
        E sai cosa mi chiedono i maschi, coltissimi anche ma onanisti, soprattutto? fatti vedere.. “Bene, guardate signori- io rispondo- sono anche una bella F XXX, ma non mi metto in vetrina. Se ci conosceremo dal vivo, mi vedrete.”

        Rammentiamo il Dalai Lama ” Quando una stanza è vuota, si cercano di abbellire le finestre “.
        Ma mastichi antropologia pure tu?

      2. Parto subito dalla tua ultima domanda: no, non mastico antropologia. Sono solo una persona che osserva. Spesso e volentieri guardo cosa succede e, frequentando i social network per diverse ragioni (promozione musicale, musica, libri etc), allora incontro una varietà di rappresentanti della popolazione umana che mi ha fatto sorgere una seria riflessione sull’argomento. Una critica o una riflessione? Un misto? Non lo so.
        Ultimamente, e lo si vede spesso su FB o in televisione (il vero concentrato della vacuità e dell’inutilità), è proprio una corsa a dover mostrare a tutti quanto si è vuoti dentro. Così. Gratuitamente.
        In WP ho trovato un circolo di persone molto interessanti e questo mi ha pacificato leggermente nei confronti del web… che avevo incominciato a maledire sentitamente.
        Sull’aspetto non posso che concordare (non perché mi sia capitato): in questo caso, per voi donne, è decisamente diverso in quanto “il guardone” non si interessa neanche al vostro post, a quello che dite ma, girando in tondo come una bestia da preda, vuole unicamente particolari fisici per saziare la sua curiosità morbosa (e, in definitiva, inutile… non ne prova goduria se non momentanea no? Finché la sua attenzione non viene distratta da qualcosa di più lucente).
        Ecco, questo è inquietante. Vedere come le persone mostrano un nulla interiore paventandolo come grandioso… mi chiedo: sono io che ho standard troppo alti o è realmente il “grandioso” che loro aspirano? E lo dico senza critica. Rifletto sul momento…

  8. non credo proprio che il tuo testo manchi di coerenza. forse pensiamo la stessa cosa visto che nel precedente commento ti ho scritto che il loro uso smodato e volgare infastidisce anche me. penso anche che su fb il discorso sia differente da wp dove per lo meno non ho ancora letto per l’appunto (senza dirlo troppo forte) ‘mangio’, ‘bevo’, … con la volontà di far sapere a tutti ciò che stai facendo o dove sei,… cosa che anche io non condivido e non faccio. mi è un po’ più difficile capire il concetto di mercificazione dell’emozione ma, ti assicuro, è un limite mio. ci ho pensato un po’, ho provato a farmi degli esempi, ma credo che tu ti riferisca a qualcosa di specifico che hai letto, dal quale hai potuto osservare reazioni provenienti da ‘guardoni’ chissà chi e ne hai tratto queste conclusioni.
    grazie per il confronto. sai, quando credo ne valga la pena non lo evito. un sorriso

    1. Sicuramente su WP non ho notato la stessa cosa. Penso che sia un fattore più rivolto alla televisione (in cui la mercificazione dell’emozione è agli stadi più elevati ed in cui il guardone, chi gode nel vedere le disgrazie non è altro che il telespettatore cosciente) e su FB (cosa che non posso negare neanche a volerlo).
      Sai, forse sono io che ho il concetto ben chiaro in testa e non riesco a spiegarmi (cosa che, spesso, avviene). Ho l’idea di questo concetto, del “porno emotivo”, ma forse è più difficile spiegarlo che realizzarlo nella mia mente (nel senso di strutturare un pensiero coerente… ma con difficoltà nel metterlo su bit). Vedo che altri commenti hanno recepito direttamente la cosa, si vede che hanno avuto la stessa esperienza o hanno visto la stessa cosa… non lo so… forse è vero, una cosa specifica mi ha colpito e l’ho riversata in scrittura.
      Figurati! Sono felicissimo di aver avuto modo di conversare con te! 🙂 mi fa piacere. E se hai altre opinioni o idee o qualsiasi cosa, basta che mi scrivi e sono, e sarò, sempre disponibile al dialogo 🙂

  9. Zeusst tu scrivi benissimo e sei chiarissimo. Non tutti riescono a percepire questa deriva conoscitiva e comunicativa.. Comunque non sono totalmente immune nemmeno io dall’ alienazione in cui siamo immersi.. Talvolta ci cado. Ma i media hanno molti meriti anche.. purchè non diventino i fini, per dirla con Severino.

    1. Grazie mille Urania! Sono contento che il post ti sia piaciuto particolarmente.
      Si, non dico di non esserne immune… il potere di poter dire qualcosa anche quando, in realtà, non ce ne sarebbe la necessità o altre piccole “concessioni” le si fanno. Ma questo è il punto cardine: sono concessioni. Non abitudine. Sono delle eccezioni in un tracciato delineato e chiaro.
      I media hanno tantissimi meriti: permettono di espandere le proprie conoscenze (e lo dice uno che è partito scavando come un disperato nelle riviste o nei magazine per trovare gruppi o altre cose.. il “word of mouth”). Adesso raggiungere le informazioni è semplicissimo. Anche se è un’arma a doppio taglio: sarò romantico, ma mi dispiace sempre scoprire troppo delle band che amo o degli autori che adoro… questo perché si perde leggermente l’aurea di misticismo, il velo d’oscurità che li ricopre. Non lo so. Ma troppa luce non è mai la vera risposta. Mi piacciono alcune zone d’ombra.

      1. Zeus, caro sodale .. se vuoi contattarmi sulla email restiamo in contatto e ti aggiungo al mio esclusivo cenacolo, sempre nutrito di ottime menti e ottima musica. Come la vedi ? sottoscrivo tutto e.. in Doom we trust.. :).. ma sei tra coloro che verranno a sentire i Doomraiser dalle mie parti?

      2. Volentieri restiamo in contatto Urania!
        Anzi, se ti fa piacere, perché non mi presenti un po’ il tuo cenacolo (anche via email)??
        Così ho mi faccio un’idea in merito 🙂
        Ah, non so quando suonano i Doomreiser (se devo essere sincero), ma è difficile che mi muovo… sono appena ritornato dalle vacanze e… ehehe… ma nei prossimi mesi guardo che buoni concerti ci sono in giro.

      3. Ti mando mail io.. certo se sei tornato adesso ;). sono entusiasta di ciò che leggo.. grazie. w Wp mille volte

Si!?

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