Una faccia per tutte le stagioni 2 (Zeus vs. Gintoki)

Cari miei, c’è stato un I Mercenari 1 e dopo anche un I Mercenari 2 (e ci hanno minacciato con un I Mercenari 3…). C’è stato un Le Comiche e poi anche un seguito. C’è stato anche Il Ritorno Del Monnezza e L’allenatore nel Pallone 2. Pensavate veramente che non ci sarebbe stata una seconda puntata delle facce di marmo di Hollywood? Ecco. In questa seconda carrellata diamo il benvenuto a Gintoki (Shock Anafilattico è il suo blog), ispiratore della prima puntata e adesso criminale  e redattore in carriera. La modalità è la seguente: scegliamo dieci bestioni dal muso di cemento e ne bastoniamo uno io e uno Gintoki a testa. Uno scontro all’ultimo sguardo perso, alla mimica facciale mozzata. Vista l’ospitata, parte Gintoki con un attore e poi seguo io e via così fino al classico The End. Non ci sono regole e non ci sono limiti.
Ebbene si, abbiamo creato anche noi i nostri Mercenari, i nostri Sacrificabili. Anche se possiamo definirli come il Museo delle Facce di Pietra. E così sia!

PREMESSA: alla vostra domanda: “Eh?“, noi rispondiamo: “si, prendiamo per il culo i vostri/nostri attori preferiti!” Ma c’è tanto amore quanto botulino da parte nostra. E lo diciamo con la faccia di bronzo. Come piace a loro. Seri seri ed immobili come quando un maschietto vede una ragazza generosamente dotata che saltella.

In qualità di Mr Precisetti devo rompere le scatole: ho trovato ineccepibili e dotate di geniale ironia le recensioni di zeusstamina nella prima parte, ma ho constatato la mancanza di attori nostrani! Sì, è vero, si parla di personaggi conosciuti a livello internazionale, ma allora perché non citare la nostra Monica Bellucci? Bellissima, sensuale, molestatrice dei sogni di tanti giovani nelle vesti (succinte) di Malena, l’esportatrice di fascino italico deve riconoscere che se Madre Natura è stata generosa in quanto a bellezza, non lo è stata altrettanto con le doti da attrice. Eh sì, perché la nostra eroina quando recita, sia in italiano che in inglese, è monocorde e monotona come un Vasco Brondi sotto effetto di Prozac. L’unica espressione con cui l’attrice di Città di Castello va in giro è quella di una che ha assaggiato del muschio in decomposizione ma non vuol dar a vedere eccessivo disgusto; forse perché muovere troppo la mascella le causerebbe una dislocazione mandibolare, non essendoci abituata. Nonostante ciò, può vantare un curriculum eccezionale e lavori al fianco di grandi attori. Morgan Freeman ancora la ricorda, quando ci ripensa gli viene sempre la faccia come in Under Suspicion, quando sembra stia pensando “Tu sapresti recitare? Ma la smetti di prendermi per il c*biiiiiip*?”

I miti si contano sulle dita di una mano. Ecco, l’ho detto. E Schwarzy (al secolo, Arnold Schwarzenegger) rientra nella categoria con tutto il suo metallico peso. Veramente. Con un fisico da Mister Universo unito ad un perfetto accento aramaico ha reso dei film geniali qualcosa di unico. Cosa sarebbe Conan senza il suo Arnold grande, grosso e muto come una tomba? Ed il seguito? Sempre uguale. Grande, grosso e muto come una tomba.
(scusate, note dalla redazione, mi dicono che Arnold parlava inglese in tutti i suoi film)
Riformulo la frase: con un fisico da Mister Universo ed un inglese di merda ha reso dei film geniali qualcosa di unico ed è riuscito a farsi strada nell’immaginazione della gente. Come un caterpillar in un negozio di dolciumi. Dotato di questo fisico statuario, che il tempo ha completamente eroso rendendolo un ciondolante orso birbone, e di una mono-espressione a corrente alternata (versione Terminator On e versione Terminator On che ride) ha saputo farsi persino eleggere come governatore della California. Poi il cinema l’ha richiamato a sé e lui, impassibile, ha risposto presente.

Tra le facce che lasciano perplessi, come non inserire nella lista anche Ben Affleck, il quale, dopo aver rovinato DareDevil, è atteso dagli appassionati di comics e supereroi nei panni di Batman, non tanto per le parti in maschera, ma per quelle in cui ne sarà privo e potrà mostrarsi in tutta la sua infinita e immarcescibile vacuità. Va detto che il ragazzo si impegna, ma non ci si spiega perché non riesca a combattere quell’aria da san bernardo deluso che ha sempre dipinta in volto. È la tipica faccia di uno che ha appena subìto lo scherzo del “puppa!” e ci è rimasto male; probabilmente gli sarà successo sul serio da piccolo e ne sarà rimasto traumatizzato. Sarebbe urgente l’uso di uno psicologo per curarlo, ma perché correre il rischio di privarlo dell’unica emozione che è in grado di esprimere?

Nella passata lista non c’erano fanciulle. Bene, che non ci dicano che non rispettiamo la parità dei sessi! Rimediamo subito con l’inserimento di non una, bensì due esemplari di motilità facciale dimenticata. Nella fattispecie vorrei citare un’ottima attrice: Michelle Rodriguez. Ragazza che presenta un fisico da urlo unito ad un grugno che pare quello di un grosso Pitbull incazzato. Hanno provato di tutto per renderla dolce e appetibile ai bambini, ma è stato inutile. Lo sguardo da Rottweiler che sta leccando una pisciata dalle ortiche non glielo hanno tolto. Si è lanciata in interpretazioni da fuoco e fiamme e, persino, è risorta da morte incerta (ma come diavolo hanno scritto la trama di Fast&Furious?), ma nonostante le notevoli doti d’attrice (eh?) non è riuscita a vincere nessuno dei confronti titanici fra le facce meno espressive del pianeta. Prima ha chinato il capo, lasciando strada a Paul Walker e poi al mitico Danny Trejo. Aveva due fuoriclasse davanti, ma perdere così no.

Con un cognome che anche la madre sbaglierà a scrivere, Jake Gyllenhall è un attore ormai di fama consolidata e un sex symbol riconosciuto. Noto al grande pubblico per film come Donnie Darko (che l’ha fatto conoscere) e Brokeback Mountain, lo ricordiamo anche per boiate cosmiche come Prince of Persia; ciò che accomuna molti suoi ruoli è quel senso di perenne disorientamento che trasuda mentre recita, come se stesse fissando un mobile IKEA smontato e con le istruzioni in ugro-finnico. Sguardo stordito come un Christian Vieri che tenta di distinguere il telecomando del Cayenne da quello del garage, sembra affetto dalla sindrome di Nicolas Cage, di cui spesso imita l’espressione da ciuoto.

Sono un fan della recitazione all’inglese. I movimenti compassati, mai sopra le righe, che dicono e non dicono, che sembrano e non sembrano… cioè, diciamocelo, un pochino una palla eh? Come quando ti raccontano quanto son fighi i film polacchi con sottotitoli uzbeki. Belli eh, ma preferirei mettere la lingua sulla piastra calda. Nel mare magnum della recitazione compassata, comunque, c’è chi riesce a trovare il centro di gravità permanente in ogni occasione: Joseph Fiennes. Un uomo, una faccia e noi ci chiediamo un perché. Senza trovarlo. L’abbiamo visto in ogni salsa e in film completamente diversi fra loro ma non c’è stata una volta che si sia smosso di un millimetro da quell’espressione che hai quando esci di casa e ti chiedi: avrò chiuso il gas?
Ha anche una notevole sfortuna con i fotografi. ‘sti stronzi gli chiedono di fare uno sguardo sexy e lui risponde con un catatonico ed eterno punto di domanda vagante sul viso. Mistero.

In tema di attori da film d’azione, un pensiero va a Charles Bronson, il duro dagli occhi miti, che ci ha purtroppo lasciato 10 anni or sono: attore di tanti film western, di guerra e di saghe d’azione in cui svolgeva il ruolo di solitario giustiziere, forse da considerare “papà” dei vari duri del cinema che sono seguiti poi nel tempo. E in quanto Pigmalione di costoro, non poteva non dimostrarsi all’altezza, sfoggiando un volto granitico nella sua imperturbabile staticità. Appariva col viso perennemente contratto nella smorfia tipica di chi va al ristorante a mangiare pesce e si ritrova le spine sotto la lingua. Con la differenza che Bronson avrebbe sparato al cameriere, così, tanto per tenersi in allenamento.

Diciamocelo fra di noi. Se dobbiamo nominare qualcuno di sexy, dopo il sottoscritto e Gintoki ovviamente, al 78 posto (subito dopo il Pinguino Skipper) troviamo l’indomabile Mickey “9 settimane e mezzo passate da molto tempo ormai” Rourke. Possiamo descrivere il suo status di servizio come A.B (Ante Botulino e Sfattume) e D.B. (Dopo Botulino e Sfattume). Il prima lo vede come un prestante ragazzone corteggiato mentalmente da tantissime ragazze e sogno erotico di moltissime donne. Molti della generazione hanno sofferto da ansia da prestazione contro questo bisteccone americano. Il dopo vede un gigantesco volto impostato sull’espressione “Moira Orfei è mia sorella”. Gonfio come un otre e tirato come un arco, Rourke dona alle sue performance il candore di un ragazzone di 90 anni intrappolato nel corpo di Cher. Non muove un muscolo dai primi anni 90, tanto che ha assunto quattro ragazzi cinesi per tirargli la pelle dietro la testa.
Comunque sia è mitico. Un attore vecchio stile, anni ’80. Vorrei, comunque, conoscere il suo chirurgo plastico per fargli male. Tanto male.

E arriviamo a lui. Il mito, l’idolo: Jean-Claude Van Damme. Muscoli unti come una friggitoria dei Quartieri Spagnoli e arti marziali della scuola “prendi-prima-una-caterva-di-botte-poi-alzati-e-stendilo”, si è sempre dimostrato una perfetta macchina da guerra che non sa cosa siano tristezza, dolore, paura, anche perché non ha alcuna idea di come esprimerle. Carismatico come un paracarro, occhio spento come la mucca che guarda passare il treno, il nostro eroe è in grado di passare dal conversare con una tenera fanciulla a fare a botte contro il nerboruto antagonista di turno senza far compiere alcuna fatica ai propri muscoli facciali. O a quel che ne resta dopo anni di atrofizzazione.

Ci sono attori che sono entrati nella mente della gente per un ruolo. Tobey Maguire non è uno di questi. Fidatevi. Se vi chiedete chi è sto tizio e vi date una risposta, l’unica cosa che vi viene in mente è il vostro compagno di stanza in dormitorio che si stordiva di canne da mattina a sera. E probabilmente, mentre voi stavate dormendo, armeggiava con il suo fagiano. Cosa che, a ben vedere, lo ha sempre lasciato con un sorriso misto incredulità stampato in faccia. Tobey possiede quell’unico, solo, inconfondibile sguardo che mischia droghe leggere e sonno post-sesso. Avete presente quello sguardo sexy di noi maschi dopo il coito? Quello dove la soddisfazione naviga felice da un lato all’altro della faccia e gli occhi vengono tenuti aperti da una serranda? Un sguardo così, che mischia, a caso, la sensualità di Platinette ed il viso impallato di Spud.
Hanno provato a migliorare la cosa mettendogli una maschera de L’Uomo Ragno, ma continuava a togliersela per recitare anche le parti di Peter Parker e questo ha mandato in vacca tutto il film. Lo sguardo gigione su un corpo da mezzaminchia è qualcosa che lascia il segno: Kirsten Dunst avrebbe baciato 10 volte il muro piuttosto che lui, ma il copione glielo negava. Allora in produzione hanno deciso di massacrarlo di botte. Gli facevano realmente male. E lui continuava imperterrito a sorridere con lo sguardo strafatto. Beato lui.

POST SCRIPTUM FINALE (ad insaputa di Gintoki):

Il premio Gibbone d’Oro lo assegno al grandissimo Stallone per la scena in cui insegue l’aereo ne I Mercenari 1. Penso che sia la summa del cinema d’autore. Un momento talmente drammatico (per Stallone e le sue precarie condizioni fisiche e motorie) da rasentare il divino. Un classico ormai.

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78 Replies to “Una faccia per tutte le stagioni 2 (Zeus vs. Gintoki)”

  1. L’ha ribloggato su Shock Anafilatticoe ha commentato:
    Dal produttore di “Una faccia per tutte le stagioni”, zeusstamina, arriva il sequel del post che ha bastonato i vostri attori preferiti: Una faccia per tutte le stagioni 2″, in cui ho l’onore di comparire massacrando 5 personaggi a mia volta.

    Al cinema! Cioè, no: su WordPress! BUM! (effetto trailer invadente)

  2. Ahahaha…Fantastici: tu e Gin 😀
    Mi permetto di apportare un contributo personale:
    1) Asia Argento: Parlando di monotono bellucciano, mi è venuta subito in mente lei. Sicuramente sarà una bella gnocca, molto dark e misteriosa, e personalmente l’avrei vista bene al posto di Natalie Portman in Leon (dunque parliamo di taaaanto tempo fa…) perché l’espressione è quella, ma è SOLO quella. Per non parlare dell’espressività vocale…..rivaluterei la Bellucci fossi in voi 😉

    PS: Per favore non toccatemi più Jake Gyllenhaal !!!!!!! Lo adoro…e mi è particolarmente piaciuto in Zodiac…sono sensibile a queste cose io 😦

    1. Ehehehe! Grazie mille, diviso due con il resto di tre.
      Comunque, accettiamo il consiglio e vediamo se c’è la terza puntata de Facce di Marmo! 😀 Comunque Asia ha un che di statico, si.

      Ahahahahaha… non possiamo farci niente (parlo in plurale, ma sono solo io, ho manie di grandezza ahahah), questa è la sorte di chi, per volontà o actor studio, ha una faccia. Ma dico una eh! 😀

      1. Scusami, ma credo che sia NOTEVOLMENTE più monocorda Brad Pitt. E’ figo, intenso, ma l’unico ruolo in cui mi è veramente piaciuto è stato lo zingaro di The Snatch…e sospetto sia stato in gran parte merito del doppiaggio 😉

      2. Noooo, il Bradipo no!!!! 😀 dai, nell’Esercito delle Dodici Scimmie è perfetto. Anche in Fight Club! 😀
        Comunque in The Snatch è geniale, soprattutto per il doppiaggio in barese o cosa simile ahaha

      3. Noi contiamo.
        Anzi, se vuoi approfittare e non disperderli sui post, puoi mandarmeli via mail 😉 così raggruppo tutto e metto le candidature per la terza puntata 😀

  3. Ragazzi, siete da applausi! Aggiungo solo una considerazione a supporto della inconsistenza di Tobey Maguire con e senza maschera (quando indossa la maschera in realtà viene sostituito dalla CG): in tutti e tre gli Spiderman ci sono dei micro-Camei del mitico Bruce Campbell, quello de “L’Armata delle Tenebre” per intenderci. Ebbene, nonostante la brevità da battito di ciglia delle sue parti, il nostro Bruce riduce in poltiglie la credibilità recitatoria del fantozziano Maguire.

    1. Grazie mille. Tobey è un genio di recitazione minimale. Non nel senso che ha una recitazione compassata, ma è proprio minima la sua recitazione.
      Non sapevo dei camei di Bruce Campbell (che adoro ne L’Armata delle Tenebre), ma posso scommettere che vince a mani basse contro Maguire.

      1. Si, ho apprezzato. Tra l’altro ha appena girato uno spot surreale per la Volvo: è in spaccata in mezzo a due furgoni che viaggiano! E’ già diventato virale, genio 😉

      2. Lui è il cinema. Cioè, nei Mercenari è talmente pietoso che parteggi per la ringhiera.
        Onore e gloria a Stallone che ha tirato su quel circo, è un fenomeno.

      3. Mercenari 3 è confermato. Peccato che non ci sarà anche Van Damme…ma mai dire mai: avrà girato più o meno 45 film in cui recita la doppia parte di sé stesso e del suo gemello. Magari anche in Mercenari il suo personaggio ha un gemello buono. Io incrocio le dita ed inizio a pregare 😉

      4. Guarda, ti dico già che è confermato (a quanto ho letto) Harrison Ford. Via Willis e dentro Ford. Cioè, una cosa incredibile.
        Van Damme ormai ha problemi di personalità, concordo su tutta la linea 😀

      5. Via Willis (McLaine) perché “troppo pigro” secondo Sly, dentro Harrison Ford (Indiana Jones): cambio anche di genere, che da action diventerà adventure. Sottotitolo provvisorio: “alla ricerca della fonte dell’eterna giovinezza”;-)

      1. l’ho scritto pure da lui, zeus.
        uh, gintoki è piccino. potrebbe essere mì figliolo!

        però se è bellino, è bellino. ti ci credo sulla parola.
        zeus, tu ci metti sempre le fotine che mi ci impressionano, ma sarai cattivo per davvero!!!

        sorrido.

      2. Beh, se è tu figliolo, io cosa sono? Il nonno? Il vecchio zio? 😀 eheheh

        Ah, io non l’ho mai visto… ma vedo me allo specchio e punto sul cavallo vincente per sapere chi è il bello dei due e chi il cattivo.
        Eh lo so! Sono una cattiva persona… 😦 ma porto il nasone rosso da clown, almeno faccio sorridere 😉

      3. ennolosò mica quante candeline ci hai.
        so che gintoki è piccino. nel senso, lo so per via di alcuni commenti scambiati sul suo blogghe, èh.

        oh via, cattivo!
        ma sarai un burrino tu!

        zeus, mò lo sai che gintoki sarà costretto a mostrarsi?
        e pure tu?
        eh, voglio dire. qui si fan troppe chiacchiere!

        sorrido.

      4. Eh, ma noi ci avevamo detto che candeline ne avevo e stavo raggiungendo Gesù… e lui non mi scappa. Io tu non so quante ne hai.

        Io? Cattivo cattivo. Ma proprio di quelli che quando li vedi dici: cattivo. E forse anche brutto. Brutto cattivo. Ecco.

        Mostrarsi? Io? Nooooo. Meglio di no. Poi chiudono WordPress 😀 Gintoki sarà costretto si si. Io no
        Tu? Ahhhh, tu getti il sasso e poi ti nascondi 😉

        Sorrido. Grande. Tanti denti.

      5. io trentapiùuno tra meno di un mese. ennò, zeus, ero rimasta indietro sulle candeline, a chi inseguiva chi.
        ci facevamo lo stalking sulle candeline.

        eh, no. io che ci entro.
        vòi vi ci fate i sodalizi, a me non mi ci invitate mica.
        cattivo.

        per dire.

      6. Ah, perciò sei piccina anche te. Cioè, piccina. Giovine giovine 😀 incomincio a sentire l’età sulla schiena. Dolore.

        Come non ci entri. Il sodalizio spontaneamente nato è. Vuoi partecipare anche te? Liberi liberi. Entra entra! 🙂 c’è la terza puntata in preparazione 😉

        Visto che sono cattivo?! Te l’ho detto.

        ma tu partecipa. Invito. Io.

        Non per dire.

      7. mmh, ma io. uh. grazie. ma io non sono bravina come
        vòiddue.

        però se il prossimo sodalizio è: chi fissa per più tempo il soffitto, immobile, colla testa pesante che va verso il basso, e quindi a chi resiste di più a tenerla in su verso il soffitto, allora partecipo. mi unisco.

        oh, via. siamo coetanei zeus.
        è gintoki che è piccìno.

      8. Ehhhh… ma qua è il bello. Neanche io sono bravino. Ho l’insegnante di italiano con il righello che mi colpisce le nocche mentre scrivo.
        Ma se tu partecipi, volentieri. Si.

        Ma poi ho male al collo… ed il soffitto, da me, è anche brutto. Non per dire.

        Ok dai, quasi coetanei… ci salutiamo da vicino.
        Gintoki non mi ricordo l’età… ma se dici che è giovine, è giovine. Come contraddirti? 😀

    1. Ehhhh.. ma ormai è entrato nella fossa dei leoni 😀
      Asia Argento è un pochino che non la vedo nei film.. sfortunatamente hanno riportato, da qualche parte, alcune sue foto di twitter… giuro che ha un’espressione inquietante…

      1. inquietante tipo?
        lo so che non c’entra un’acca col discorso tuo, ma a me una cosa che fece morire dal ridere nel Cartaio di Dario Argento, fu il fatto che Stefania Rocca è stata doppiata in un modo sconcio..ora non so come mi sia venuto in mente adesso..

      2. avevo scritto, sempre se il fantasma cancellino non si ripresenta, che non so perché mi era venuta in mente stefania Rocca nel Cartaio, che era stata doppiata malamente, di un ridicolo unico!

      3. ahaahahaha! Ma no, che se poi qualcuno legge i commenti (ma chi??? 😀 ) poi mi pensa una bestia.

        (lo sono)
        (non è vero, shhhh)
        (è vero)
        (no)
        (si si si si…)

        😀 ahahahahah

Si!?

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