Diary of a dead man #6

Sono passate diverse settimane da quella conversazione notturna con Patrick. La sera ha portato consiglio e mi sono deciso ad aiutarlo, ad aiutare quel gruppo di persone che, in un modo o nell’altro, avevo adottato come famiglia allargata. Il mio compito era quello di andare in giro per i quartieri vicini a trovare qualsiasi cosa fosse commestibile.
I primi giorni delle spedizioni sono stati fortunati. A qualche isolato di distanza ho trovato un vecchio alimentari, di quelli che esistevano prima dell’avvento del centro commerciale. Mi sono introdotto furtivamente, più per la paura degli zombie che degli occupanti, che erano tutti morti. Il fetore di putrido si levava orribile da dietro il bancone. Ho guardato velocemente e ho visto un corpo orribilmente dilaniato ed in avanzato stato di decomposizione. Per evitare problemi, gli ho sfondato la testa con la mazza. Non vorrei mai che si risvegliasse proprio ora dopo giorni di sonno. Il locale è praticamente vuoto, solo qualche alimentare deperibile è rimasto dietro il vetro sfondato del bancone. Dove non sono arrivate le razzie, è arrivata la muffa. Frustrato ho proseguito la ricerca nel locale, se avessi trovato la porta del retrobottega o del frigo, forse avrei trovato qualcosa di commestibile. Dopo qualche minuto ho trovato quello che cercavo: la porta del magazzino. Ma era chiusa a chiave e, per aprirla, ho dovuto mettere le mani nel pastoso viscidume di quello che un tempo erano le interiora dell’uomo. I vestiti lacerati avevano riversato il contenuto delle tasche nelle sue cavità addominali. Il locale aveva ancora tutto il cibo, nelle razzie selvagge questo particolare posto era miracolosamente sfuggito. Ho preso un vecchio carrello e l’ho riempito completamente. Questa operazione l’ho compiuta almeno altre due-tre volte nei giorni successivi.
Questo grande successo ha risollevato di molto lo spirito del gruppo, ma dopo è successo l’inevitabile: non sono più riuscito a trovare niente causando forte preoccupazione. Come se non bastasse, per un malvagio scherno del destino la comunità della casa ha incominciato ad accogliere qualche viandante disperso. Uomini o donne disperse in questo mondo crudele. Le loro storie erano variazioni sul tema di quello che avevamo provato noi. Patrick, suadente, ha subito precisato un paio di regole della casa: non fare domande, seguire gli ordini ed il pernottamento nella casa poteva durare unicamente pochi giorni. Io ho proseguito le mie uscite, allargando leggermente il raggio d’azione ed incontrando, sporadicamente, qualche zombie. Fortunatamente erano gruppi piccoli, due o tre non morti, e sono riuscito a cavarmela egregiamente. I cibo, comunque, non si trovava. In compenso i viandanti rispettavano rigorosamente le regole di Patrick e, tornando dai miei giri, era impossibile vederne ancora uno ancora in casa.
Patrick mi ha spiegato che li lasciavano uscire in pieno giorno, quando le possibilità di sopravvivenza erano maggiori.
Passati un paio di giorni il cibo in casa è nuovamente aumentato. Patrick mi ha raccontato di una grossa battuta di ricerca che aveva fatto, riuscendo a mettere le mani su molta carne conservata. Lo spirito si risollevò con lo stomaco pieno. Un piatto caldo, una variazione di carni, erano il rimedio migliore dopo una lunga giornata fra i pericoli della città e degli zombie.
Un giorno il Prete mi ha dato in regalo una nuova mazza da baseball in metallo, così da poterla sostituire alla mia, ormai rovinata. La riconobbi, era negli effetti personali di uno dei viandanti. Chiesi spiegazioni a Patrick e lui, da parte sua, sorrise e mi disse che l’aveva lasciata in dono alla comunità. L´aveva regalata in cambio dell´ospitalitá. Nei giorni successivi ho notato altri particolari: un cappello, un soprabito o scarpe che avevo visto sui viandanti. Non mi sono posto grandi domande.
Patrick continuava a sorridere e a istruire il suo gregge con parabole, storie o aneddoti tratti dalla Bibbia o da qualche libro che aveva letto. Raccontava storie bellissime, soprattutto per la capacità interpretativa. Spesso, stanco dai miei giri e dalle scaramucce con gli zombie, mi sedevo sul pavimento ad ascoltare la narrazione.
Il tavolo era sempre imbandito e colmo di specialità di carne. Il macello che Patrick aveva trovato, o almeno così pensavo, doveva essere ancora perfettamente funzionante. Gli chiesi delle spiegazioni e la possibilità di andare con lui, così che potessi rendermi utile. Il Prete non ha voluto sentire ragioni e mi ha detto di fare i giri che mi erano stati assegnati. La comunità di fondava su un automatismo perfettamente oliato. Questa riserva di carne era un suo compito. Lo sguardo con cui mi ha dettato queste regole è stato più significativo delle parole stesse. Uno sguardo duro, quasi feroce, ma subito cangiante in un morbido sorriso. Così anche il tono, dapprima duro e spigoloso, si è sciolto nel suo baritono e nelle scuse per il comportamento. Mi ha confidato di essere particolarmente stanco in questi tempi.
Ho provato a fare qualche domanda alla mia famiglia allargata, ricevendo in cambio solo risposte vaghe. Per distogliere la mente da questa cosa, sono uscito nuovamente di pattuglia.
Ultimamente ho legato con qualcuno della comunità, soprattutto con una ragazza di nome Sara.
Sara è una ragazza abbastanza graziosa, minuta, con i capelli a caschetto castani e due occhi perennemente preoccupati. Ma, in lei, ho visto una tenace determinazione. Le ho chiesto informazioni generiche sulla comunità di Patrick e ho ricevuto le stesse risposte del Prete; ma quando ho accennato all’aumento improvviso di carne nella dieta, lei mi ha guardato, per un istante, preoccupata. Mi ha detto di non fare troppe domande se non volevo che Patrick si arrabbiasse e mi cacciasse dalla casa. Mi ha preso le mani fra le sue e mi ha guardato fisso negli occhi, pregandomi sottovoce di smetterla di chiedere delle provviste o mettere in dubbio le cose che dice il Prete.
Mi ha detto che lui non ama queste cose; quello che fa, lo fa per il bene esclusivo della comunità.
Queste cose le sono uscite dalla bocca in sussurro stentato, gli occhi le si son fatti più grandi nell’ansia ed era arrossata. Ma continuava a tenermi le mani strette nelle sue.  Il tempo si è fermato per un secondo, interrotto dall’avvertimento che la cena era pronta.
L’ultima cosa che mi ha detto, sfiorandomi leggermente le mani con le labbra, è di fare quello che dice lui e, soprattutto, non entrare MAI nella stanza di Patrick.

La cena era pronta, un succulento arrosto di maiale con qualche verdura cotta come contorno. Ma i pensieri rimanevano. Continuavo a guardare la stanza di Patrick. La raccomandazione di Sara mi aveva messo la curiosità addosso. Anche se sapevo che non era una buona idea rompere il patto di fiducia che avevo con il Prete.

Cosa farà il nostro protagonista?
Seguirà il consiglio di Sara o si avventurerà nella stanza di Patrick? Sono scelte importanti e, come tutte le scelte, possono indirizzare la vita in un senso o nell’altro.
L’importante è farne una e non rimanere passivi in attesa degli eventi.
Perciò tocca a voi: “Non c’è una scelta giusta o sbagliata, solo una scelta!”

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66 Replies to “Diary of a dead man #6”

    1. Eheheh… c’è solo un modo per saperlo! Ignorare l’accorata preghiera di Sara ed entrare nella stanza e provare a vedere cosa c’è dentro. Chi lo sa… 😉
      Nessuno spoiler 😀 ahahahahahaha

      1. Ah, ottimo! Vediamo alla fine della settimana come si svilupperà… se tutti seguono il tuo esempio, il nostro amatissimo protagonista entra nella stanza e…. 😀

  1. Voglio un protagonista sfacciato che agisce di impulso di solito va a finire sempre male per il protagonista. Ottima anche questa parte. Buona anche la sesta, aspettiamo la settima che sono sicuro non mi deluderà.

    1. Grazie mille per i complimenti e per la fiducia! Vediamo se tutti hanno il tuo punto di vista: il protagonista sfacciato! eheheh
      Ho visto il tuo nuovo capitolo, solo che il weekend non ero a casa. Mi prendo il tempo di leggero in questi giorni! 🙂

  2. La curiosità è femmina ed io ci sono dentro fino al collo: pazzesca la curiosità di scoprire cosa ci sia all’interno della stanza di Patrick, perchè ci sia il divieto di entrare, capire da dove provenga l’ingente quantità di carne, accettare passivamente lo stato delle cose senza porsi domande … uffa Affy … bando alla curiosità è un momento delicato e occorre seguire le regole dettate da Patrick nel rispetto della casa e delle sue leggi, in fondo anche Sara sembra orientata in tal senso e le ragazze si sa hanno giudizio 😉
    Qui la storia è sempre più intricata e per fortuna c’è stata la sopravvenienza di trovare il magazzino pieno di viveri in ottimo stato capace di soddisfare la fame che ormai attanagliava tutti quanti.
    L’avventura continua …. col fiato sospeso 🙂
    La matassa piano piano si dipanerà e finalmente troveremo il bandolo! 😉
    Mi piace come si sta sviluppando il racconto che offre uno scenario aperto a tante ipotesi …
    bravo scRRRittore! 😉

    1. La curiosità è sicuramente femmina 😛 😉 ehehehe. Me lo diceva anche il mio vecchio professore d’italiano ahah. Comunque mi piace vedere che le opzioni si aprono e le idee di come dovrà proseguire la storia diventano via via più “complicate”, le scelte hanno smesso di riguardare solo il protagonista, ma coinvolgono molti più personaggi, li vincolano a sé a più fili! 🙂 Ma tutte le risposte verranno fuori, una volta o l’altra… non subito, non poi, ma prima o poi 😀 haahahahah.
      Ti fidi di Sara e del suo giudizio, bene! Non posso fare spoiler, vediamo come proseguono le votazioni… 😉
      Grazie Affy, con così tante R mi sento uno scribacchino RRRRRuggente!! 😀

  3. ola.
    NCS ( ovvero non ci siamo) 🙂
    bello il racconto, ti sei un pò ripetuto all’inizio con le parole magazzino e non serviva, secondo me; specificare cosa fosse il piccolo alimentari , mi sembra una ripetizione . finite le critiche.
    ora.
    io SO perchè me lo sento, e perchè son sicura che è cosi da dove arriva la carne, non spoilero, aspetto il prossimo capitolo.
    poi, daiiiiiiiiiii mandatelo via sto poro ragazzo, susu!! altro che entrare nella stanza del viscido Patrick( che mi piace sempre meno , chissà se morirà nei prossimi capitoli 🙂 ).
    andareeeeeeee!!
    e che c. si vede che è in una pseudo setta di persone lobotomizzate da un dirsivoglia( esisterà sta parola poi?) leader.
    cinismo/sopravvivevenza/diffidenza!
    comunque, caro Cerby, fosse che arriva un attacco zombie ti salvo, almeno la sera mi riuscirai a far dimenticare la merda che c’è con le tue parole .
    bravo.
    T.

    1. Prima di tutto, grazie per critiche costruttive. A postumo, cioè nei prossimi giorni, vado a dare un’occhiata e vedo di rimettere insieme la cosa… senza, ovviamente, cambiare di una virgola il senso di quello che ho scritto, Diciamo un lifting facciale. Una cosmesi 😀
      Per quanto riguarda i tuoi sentimenti… vediamo cosa c’è di votazione e si vedrà come prosegue il racconto.
      Non posso dire niente per quanto riguarda il tuo giudizio sulla “setta”, questa è la tua sensazione… che potrebbe essere data dai libri che leggi, no? 😉
      Comunque se il sentimento è questo, l’importante è essere coerenti! 🙂
      Grazie mille, almeno so che ho un posto come narratore ahahahaha
      Zeus

  4. ola part 2.
    io ho votato perchè se ne andasse, giusto per la cronaca!!!
    si in effetti potrebbe essere per i libri che leggo ( poi vabbè sono in piena fase letteratura Z), ma anche perchè Patrick è brutto e crudele! me lo sento!
    è sempre un piacere leggere quello che esce dalla tua testa folle sai?
    e qui, basta complimenti che altrimenti rischio un post tipo harmony ( orrorrreeee).
    T.

    1. Ahahaha. Avevo intuito la tua volontà di scappare! 😉
      Vedi, potresti essere prevenuta nei confronti di Patrick e soci… io non dico niente, ma sai, potresti essere in errore! 😀

      Grazie per i complimenti, mi fa molto piacere che apprezzi! 🙂

  5. sisisisi sicuro che sono prevenuta!!! dal momento poi che io personalmente non mi fido di nessuno e che in ogni libro Z di sto periodo è meglio star sol soletti…..
    vedremo come proseguirà!!!ora sono proprio curiosaaaa ( anche del discorso carne nè)
    ora , controvoglia, me ne torno a lavoro 😦
    T.

  6. no spetta, mi ero dimenticata una cosa! 🙂
    io sento una paura tremenda dentro sto gruppo di persone, paura di fare/dire/pensare qualcosa di diverso. vedi anche come Sara gli dice le cose? sisi con la paura!
    ora vado davvero!
    Au revoir! ( ah no, anche in francese)
    T.

  7. Bello questo episodio e forse ho capito da dove prendono la carne, o magari hai lasciato indizi quà e là per trarre in inganno e la prossima volta accadrà qualcosa di diverso da quello che ho pensato! Non vedo l’ora di leggere ancoraaaa!!!! Comunque ho fatto bene a non leggere niente per alcuni giorni, così ora ho un po’ di cosette che hai scritto da leggere. EVVIVAAAA 🙂

    1. Hai capito da dove proviene la carne?! 🙂 ehehe… bene bene, vediamo se verrà fuori o se è realmente un caso! Diciamo che, come sempre, sono abbastanza criptico, così da non farmi la vita difficile per il prossimo capitolo!
      Troppo gentile! Mi fa veramente tanto piacere che ti piacciano le cose che scrivo e che servono per svagarti! 🙂 ne sono onorato.

      1. 😀 benissimo! Vediamo se la tua idea è giusta… se la votazione sarà di un certo tipo, si scopriranno un paio di cose…
        O, forse, sto solamente gettando in giro indizi per trarre in inganno tutti, compreso me?! 😀

      2. si, sei molto malvagio. La carne non verrà da dove penso. Ma se indovino sarà un’altra volta che ho indovinato grazie ad intuizioni a dir poco geniali 🙂 ehmehm!

      3. 😉 vediamo come procede la votazione. Domenica tiro le fila del discorso e poi settimana prossima ci sarà il prossimo capitolo!
        Devo cercare di mettere meno indizi allora! 😉 ehehe

      4. Eheheheheheh ma magari io colgo delle cose e credo siano indizi oppure tracce che lasci per far credere cose sbagliate… e poi, non sono niente di tutto ciò! non ti lasciare infulenzare da me.

      5. Ehhh… il vero divertimento di questo racconto è gettare informazioni veritiere nello stesso calderone delle informazioni fuorvianti. Così da rendere la situazione più complessa (e, spero, tener alta l’attenzione).

      6. mmm, ci vedremo lì. Per fortuna, per noi buddisti il peccato non esiste, MA la mia anima, al momento della dipartita, potrebbe decidere di fare un salto laggiù… ehmehm, per errore si intende!

      7. Eheh! Guarda che la compagnia, laggiù, è veramente divertente! Assicuro. E poi: party continuo, non c’è problema del rigore morale e via dicendo.
        Capisco che, per un buddista, ci siano delle difficoltà intrinseche, ma vediamo di risolvere, chiediamo un pass limitato?!

      8. Ok, provo a vedere cosa succede! Io chiedo e poi ti faccio sapere. Sappi che è difficile tornare indietro… poi vedi te. Ma dicono che il caldo fa bene alle ossa ehehe

      9. E si, mi svagano le cose che scrivi. Ogni giorno guardo se hai pubblicato qualcosa e se non c’è niente di nuovo ci resto male. Giuro, non ti sto pressando di scirverescriverescrivere, però è una fortuna che tu sia così prolifico 😀

      10. Non posso promettere niente per i giorni successivi, ma domani ci sarà sicuramente qualcosa! Non so se è passabile o meno, ma è incastrato nella mia testa e deve uscire in qualche modo! 😀
        Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh… la pressione!! 😀 eheheheh… scherzo! 😛

      11. ti mando in depressione 🙂 no, prenditi pure tutto il tempo che vuoi. Ma quando dovrai affibbiare la medaglietta per la fan più sfegatata, la voglio io! ahaha no, lo so che faccio molti complimenti, alcune persone credono io lo faccia per un tornaconto, In realtà, visto che sono cresciuta con persone che non mi facevano mai un complimento, ma mi davano solo addosso, ora capisco che fare complimenti è bello e fa piacere a chi li riceve. Sono complimenti sinceri,

      12. Ma che depressione! Avere qualcuno che apprezza quello che scrive e sinceramente si appassiona per quello che passa per il mio cervello (che spaventa anche me ahahahaha) è sicuramente uno stimolo a scrivere e provare a fare del mio meglio. E questo, lo dico sinceramente, lo imparo ogni giorno da tutti i blogger che leggo! Scrivono cose che mi fanno realmente restare a bocca aperta (si, ci sei anche te cara Elena).

      13. IO non so scrivere, ammetto di essere una lettrice, di amare la poesia ecc ecc. Ma saper scrivere non è una dote che ho. A volte, bisogan essere realisti. Magari migliorerò. Si spera!
        P.s: non è che io voglio distruggere il tuo mistero…ma tu hai un nome? No perché pensare a Zeus mi fa un po’ strano… non riesco a dire: Oh ciao caro Zeus!
        Un nome, vero, tipo Gunther o Giovannino.

      14. Guarda, lo pensavo anche io di non saper scrivere e, ti giuro, ancora invidio la gente quando esce con qualche scritta eccezionale mentre io son la che mi spacco la testa per una frase.
        Ps: si, ho un nome! 😀 ehehehehe. Ma per questioni di privacy non lo dico (visto che, a volte, parlo di lavoro, meglio evitare di essere letti ahahaha).
        Comunque posso dirti tutto su zeusstamina@gmail.com 🙂 qua volentieri faccio le presentazioni ufficiali 😉

    1. Figurati, grazie mille per il tuo voto!
      Ho sempre il sospetto che ci sia quel principio che cita: “se ti dico di NON pensare agli elefanti, tu a cosa pensi?”

      Ehehehehe 🙂 Food For Thoughts!

      1. anche lì c’era un predicatore che immolava vittime per poter sfamare i suoi fedeli! 🙂
        quali sono le due cose che ti ricordi tu?
        il re dei popcorn per caso? 🙂

      2. io sì, è il primo amore non si scorda mai..è il primo libro di Lansdale che ho letto e da lì non ho più potuto farne a meno.
        Devo spulciare meglio il tuo blog, non so se parli dei tuoi gusti a livello libresco!

      3. Ho accennato solo qualcosa… 🙂 trovi qualche recensione, ma in pratica sono un fanatico di Irvine Welsh, ero di Chuck Palahniuk, adoro Doyle, amo i libri di musica/biografie musicali e quelli di guerra… poi mi piace sperimentare quello che vedo.

    1. Un titolo, un artista, qualcosa che ad una prima lettura mi richiama delle emozioni, un interesse. Allora lo compro. Sulla fiducia. Se da certi dettagli non mi intriga, lo lascio perdere, anche se è autore rinomato.

      1. 🙂 ottimo! Secondo me il primo impatto, per qualcuno di cui non hai mai letto niente, è fondamentale.
        A volte è sbagliato, ma spesso ci azzecchi, secondo me.

Si!?

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