System failure

Ci sono mattine che mi alzo e mi chiedo perché:

se contesti l’esistenza di Dio – sei satanista
se contesti che la scienza sia la salvezza – sei una persona ottusa
se contesti i politici – sei al di fuori dal mondo
se contesti chi contesta – sei un fomentatore
se contesti un libro perché non ti piace – sei un ignorante
se contesti un film perché noioso – sei superficiale
se contesti una frase perché non gradevole – sei fazioso
se ti rifiuti di rispondere ad una provocazione – sei un codardo
se ti rifiuti di provocare – sei un codardo
se ti giri dall’altra parte – sei asociale
se continui a guardare – sei problematico
se ti interessi di qualcosa – sei noioso
se non ti interessa più niente – sei banale
se non giudichi una persona per quello che dice ma per quello che fa – sei un sognatore idealista
se non giudichi una persona per quello che fa ma per quello che dice – sei un credulone
se guardi qualcuno sognante – sei un malato
se sogni qualcuno guardandolo – sei un pervertito
se ti rifiuti di scendere a compromessi necessari – sei uno rigido
se scendi a compromessi necessari – sei uno corrotto
se guardi con fiducia al futuro – sei un sognatore
se guardi e hai sfiducia nel futuro – sei un boicottatore
se ti dimentichi del passato – sei una cicala
se ti ricordi del passato – sei rimasto indietro
se ti poni una domanda – sei un contestatore
se non ti poni nessuna domanda – sei un babbeo.

and on and on and on…

Secondo me c’è un baco nel sistema.

21 pensieri su “System failure

    1. Decisamente mai. Categorie su categorie, etichette su etichette. Non funziona. Ogni azione, ogni pensiero, ogni non-azione ha un piccolo cassetto dove viene buttato.
      Non è corretto, mi sa. Ma io sono di parte…

    1. Non credo sai. Il gusto della gente di categorizzare, di mettere etichette su ciascuna cosa è troppo grande. La paura dello sconosciuto, di quello che non si sa definire… uhhh, questa si che è pesante, terribile.
      Per questo si ha un Dio, no? Ci dev’essere un senso a qualcosa quando si muore. Forniamo definizioni per tutto, per ogni azione, pensiero…

      Scusa 😀 mi sono perso e ho divagato leggermente.. ehehe

  1. Tipo una bibbia, la tua. Mi ritrovo in tutto, e sono sicuro che saresti potuto andare avanti ancora, vero? Amo gli elenchi, ne faccio anche io, sempre di dodici punti. Ma tu sei più bravo.

    Amen

    1. Oddio, grazie. Troppi complimenti, veramente. Mi imbarazzi.
      Sono realmente contento che ti sia piaciuto questo post. Leggo sempre i tuoi post, perciò posso dire subito una cosa: ho ancora molto da imparare da te e da tutti i blogger.
      Si, sarei potuto andare avanti… ma era troppo, troppo per il sottoscritto dover accettare questa contraddizione.

      In ogni caso, grazie ancora r. Veramente.

  2. Torment

    ola.
    mentre salto qua e la nel tuo blog mi imbatto in questo post e, mi compare un accenno di sorriso misto odio.. dal momento che io non mi sveglio pensando a questo ma che ci penso se mi capita una discussione del genere – mi spiego?
    odio profondamente etichette/generalizzazioni/supposizioni.
    perchè qua , oltre al se sei cosi allora sei , c’è di più.
    c’è il supporre da parte di altri di quello che sei. gravissimo.
    se vesti di nero dove lo lasciamo? sei satanista/drogato/aggiungi ciò che preferisci( visto che non mi pare di averti mai visto vestito da arlecchino capirai il mio se 🙂 ) .
    comunque per non divagare troppo da quello che volevo scrivere , torniamo alle SUPPOSIZIONI.
    si passa la vita a supporre che tizio caio sempronio siano così , cosà ecc perchè sono diversi da noi, fosse anche solo per il colore della cravatta.
    non noti una certa superficialità in questo? è più facile etichettare/mettere in un contesto prestabilito la persona che hai davanti piuttosto che cercare di conoscerla.
    siamo pieni fino all’orlo di questi ” se”. ci campiamo proprio con questi se.
    paura forse di conoscere davvero qualcuno?
    paura forse di venire messi in discussione?
    paura forse di essere noi stessi?
    ( vabè stamattina mi sono svegliata un pò così )
    T.

    1. Io non mi vesto d’arlecchino! haha. Hai pienamente ragione. Vesto nero solamente perché non ho trovato un colore più scuro con cui vestirmi.
      Comunque hai ragione. L’etichettatura è semplice per l’uomo, lo rassicura. Gli fornisce dei parametri stabili su cui muoversi. Per questo ha creato Dio o altre cose immateriali. Ha dato un nome perché spiegare qualcosa con delle parole è molto più semplice che ammettere che non si ha la minima idea di cosa stia succedendo. Stessa cosa con il rapporto con le persone: se la categorizzo, mi è più semplice iniziare un “rapporto” (inteso come rapporto interpersonale). Almeno so cosa è, come si comporterà, perché è la cosa più vicina alla mia sensibilità (nel mio spettro intellettuale).
      Ma poi io sono misantropo, perciò non faccio testo! ahahahahahahah

      Saluti,
      Zeus.

  3. Torment

    ola.
    il tuo commento non fa una piega , in effetti molti nei loro rapporti interpersonali fanno cosi ( sbagliando a mio modesto avviso).
    sarà per quello che ho tre amici in croce .
    T.

Si!?

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