My Life As A Situation Comedy

Come sarebbe la mia vita, se fosse un telefilm? Vai a dormire una sera come tante ed il giorno dopo… capolavoro, sei praticamente il protagonista del telefilm incentrato sulla tua vita. Ecco un parallelo fra una mia giornata “classica” ed una giornata “dopata da telefilm”.

LA MIA GIORNATA “TELEFILM”:
La giornata “telefilm” non può che incominciare con una sveglia brillante, un pochino birichina. La mia mano cerca disperatamente l’apparecchio, mentre con l’altra tento di coprire la testa con il cuscino. Mentre faccio queste operazioni, sotto scorre una colonna sonora vivace, un pop ritmato e cristallino… qualcosa come questo QUA. Logicamente al mio fianco dorme una stupenda ragazza che, appena alzata, è lucente e perfetta già per uscire. Io, invece, mi alzo diversamente a seconda delle giornate: qualche volta non perdo il mio charme, la mia compostezza e la brillantina della sera prima disegna onde di catrame sulla mia testa, lasciando un perfetto specchio di vanità a coprirmi la testa, il sorriso smagliante e un accenno di spavalda irruenza maschile; altre volte, invece, l’alzata è più buffa, quasi comica. Tutto un cercare di restare in equilibrio, scivoloni e situazioni al limite dell’ilare, ma con una punta di sorriso e dolcezza.
Il vestito è sempre perfetto, anzi, è calato dall’alto senza mai essere stato preparato. E si esce di casa. La strada per il lavoro è qualcosa di estremamente semplice e priva di grandi drammi, se non qualche volta che succede l’irreparabile ma è l’occasione per una grande avventura. Non si vive per il lavoro, si vive facendo quello che si ama e perciò colgo l’occasione per non presentarmi e irrompere prepotente nella natura, un surf o un giro di shopping con gli amici. Si, gli amici, sempre disponibili per qualsiasi marachella, qualsiasi trovata e furbata. Mentre ci si muove c’è sempre una sottile colonna sonora di stampo punk, qualcosa che infonde adrenalina e sai che la giornata volgerà al meglio. Diciamo che potrebbe essere un evergreen come QUESTO. Ma non è sempre così, a volte ci sono anche strumentali malinconici… soprattutto nelle giornate uggiose.
Il lavoro! Oddio, ma si lavora?! Qualcuno ha mai visto qualcuno realmente lavorare nelle soap? No, lavorare è per i perdenti. Quando entro al lavoro è il momento giusto per: a) andare al banco a prendermi un drink ghiacciato (solitamente bourbon, ma potrebbe essere qualsiasi cosa); b) flirtare con tutte le ragazze presenti in ufficio che, con occhi dolci e sognanti, mi guardano passare davanti alla loro scrivania con la stessa brama che ha un leone di una bistecca al sangue; c) aggiornarmi su tutti i pettegolezzi del mondo creato; d) ridere e raccontare imprese sessuali che coinvolgono il vicino, un’ananas e la bicicletta (non in quest’ordine); e) prendere di mira il collega più sfigato e fare uno scherzo che resterà negli annali dei migliori scherzi; f) alla fine mettersi alla scrivania, battere in totale cinque volte sulla tastiera e poi… fine lavoro.
Il dopo lavoro è sempre la parte migliore. Il cambio d’abito è logico, in un batter d’occhio si passa dal casual al totalmente cool, finendo per un completo cambio di personalità. Il manager rampante ma generoso, il sodale ricco di spirito e cuore, si trasforma nel party-tiger che tutti conoscono. La colonna sonora si sposta dallo strumentale d’accompagnamento ad un più vivace rock, un pochino come QUESTO.
Il ritmo indiavolato è qualcosa che smuove i muscoli e mette il fuoco nella parlantina. I drink vengono serviti in grandi bicchieri di marca, la spiaggia calda sotto i piedi ed il tramonto accompagna le battute degli amici. Nessuno diventa molesto o ubriaco. A meno che non sia la serata della grandissima festa, in cui si decide: “stasera si fa FESTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA“. Allora la temperatura diventa caliente e sono il leone della serata. Battute e movimenti quasi al rallentatore. Tutti sorridono felici e non c’è stanchezza, non c’è voglia di mangiare (non si mangia mai) e dormire è per i vecchi. La sera è giovane e non risento di una giornata lavorativa. Io sono giovane. Io sono un Dio Dorato. Intanto il ritmo sottostante aumenta e QUESTA canzone incomincia a far muovere le ragazze. Sciabordio di anche e seni, sorrisi affilati come coltelli e occhiate maliziose, carta moschicida per giovani stalloni pieni d’ormoni. Tutti ballano sotto la luna, qualcuno si fa anche di coca e girano buone intenzioni e buone vibrazioni. Io sono solo su alcool e questo è divertente, perché siamo un gruppo compatto che ama divertirsi con la testa. Con cuore.
Solo a piena notte mi ricordo che a casa mi aspettano. Che c’è un letto con una bellissima ragazza dentro e devo tornarci. Saluto i compagni di avventura. Un bacio alle ragazze. E mi dirigo verso casa… la strada non è mai così corta e così piena di magia. E sulle note di canzoni come QUESTA sai che è tutto giusto.

LA MIA GIORNATA “NORMALE”:
Una giornata normale inizia sempre così. La sveglia suona come un batteria di cannoni nella seconda Guerra Mondiale e io tiro tanti di quei porchi che potrei diminuire il calendario di almeno 25 giorni a mattina. Non c’è colonna sonora neanche a pagarla, se sento un fruscio mi mangio anche l’ipod. Logicamente al mio fianco dorme una stupenda ragazza che, appena alzata, è lucente e perfetta già per uscire [NO RAGAZZI, QUESTO NON CAMBIA! eheh]. Il mio aspetto mattutino è esattamente quello che vi aspettate: un incrocio fra uno schiavo del II secolo avanti Cristo e un barbone. Praticamente qualcosa di inguardabile (qualcuno aveva dubbi? Nel caso, ve li chiarisco subito ahah).
Per trovare un vestito decente cerco sotto pile di vestiti o sento quello che puzza di meno. Solitamente c’è un certo ordine nella cosa, ma a volte è un macello e ci metto abbastanza tempo da farmi uscire qualche parola dolce e vagamente somigliante a CANGURO. Ancora un volta, logicamente, non c’è soundtrack. Vabbeh. Il viaggio verso il lavoro è qualcosa di traumatico: se sono in auto ci metto poco all’andata (se non decidono di bloccare la strada o qualcosa di simile) ma il ritorno è devastante, se sono con i mezzi pubblici è un dilemma urbano. Fortunatamente qua sono abbastanza puntuali, ma è un giocare ALL IN e non vinci sempre. Qua, invece, la colonna sonora c’è e si riassume in un tranquillissimo brano come questo QUA (ma solo quando sono di umore melodico, se no piazza qualcosa di simile a QUESTO).
Arrivato al lavoro mi faccio un culo tanto per arrivare alle 18, non c’è molto da raccontare. Le uniche pause sono i 2 minuti al caffè… sporadici e con qualche lamentela generalizzata. Niente che valga la pena narrare. Il fine lavoro significa, nell’ordine: a) sperare che il bus non sia passato – nel qual caso si sente una parola che assomiglia a VAI A FARE UN MURO!!; b) andare a fare la spesa (sperando che ci siano promozioni varie per risparmiare); c) tornare a casa e passare l’aspirapolvere, mettere su una lavatrice o qualche lavoro di casa; d) farmi una cena di qualche tipo.
Intanto, fortunatamente, c’è una colonna sonora e potrebbe essere questa QUA. Ma non ci giuro, alla sera sono abbastanza schizofrenico.
Alla fine della giornata caracollo verso la sedia a sdraio (non possiedo divano) e guardo un film al Pc (non possiedo televisore) e questo è il massimo del party che posso immaginarmi. Anche perché ci sono volte che dormo prima di rendermi conto di dormire. Cioè, no, io sono sveglio è il cervello che è sotto le coperte. Ok, comunque, in ogni caso c’è una situazione di stallo. Finire un film sta persino diventando difficoltoso in questi tempi… vedete voi. Infine caracollo nel letto, sdegnosamente. Con un THE END stampato in fronte.

MORALE:
Praticamente la stessa vita… più o meno…

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21 Replies to “My Life As A Situation Comedy”

    1. Quando accade (in effetti descrivo una mia giornata tipo, non la quotidianità) è la cosa più bella 🙂
      E come vedi c’è un’altra costante: lei è bella… al contrario del sottoscritto… eheheh

    1. grazie! 😀

      secondo me non potrebbe mai funzionare… troppe cose quotidiane. Troppe banalità. I telefilm funzionano perché il banale è bandito! 🙂 ma le migliori storie le ha la vita, non c’è sceneggiatore che ci sta al passo… quelle create, sono forzature 🙂 a noi umani, invece, mancano gli effetti speciali ehehe

      1. Però prendi le sitcom (da Friends in poi)…è vero che ci sono molte situazioni forzate oppure compresse in poco tempo, ma ci sono molte cose prese dal quotidiano

      2. Assolutamente, prendono spunto dalla realtà ma eliminano una cosa fondamentale per una vita reale… la routine. Nei telefilm è raro che si presenti la routine. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, di interessante… non so te, ma da me ci sono periodi che non succede assolutamente nulla di rilevante (nel senso di stupefacente, non che non mi interessi nulla ehehe).
        Che poi i telefilm prendano spunto dalla realtà è innegabile.. la realtà è lo sceneggiatore migliore al momento.

  1. Oggi un mio professore ha detto che ogni cosa vive di imperfezione. Boh, è uno dei trip che si fa mentre ci insegna Linguistica generale, così tanto per.
    Non so se c’entra molto.

    Sì, cioè, sarebbe bello se la vita fosse come nei film, ma…dai, ammettiamolo, quella reale fa molto più ridere.

    1. Ma no, un contributo è sempre valido! 😀 il mio è un trip così, istantaneo. Mi son divertito ad immaginare una vita da telefilm al posto che quella straordinariamente concreta della realtà. Una fuga diciamo! 😀

      La vita reale fa più ridere? Sicuramente sono spassose le persone… nei telefilm c’è più humour 😉

      1. Sì però io quando racconto cose che mi sono successe mi rendo conto che fanno davvero schiantare, cioè. Poi ovvio, nei telefilm l’umorismo può essere anche più sottile. 🙂

      2. Hai pienamente ragione! Sostengo senza pudore che il miglior sceneggiatore dei telefilm è la vita reale, solo depurata dalla routine. Un telefilm contenente anche la routine quotidiana, quei tanti minuti senza che “niente”, sarebbe intollerabile. Troppo simile.
        Ma le disavventure che si raccontano, quelle che ti sono capitate, beh, hanno un sapore migliore.

  2. La mia vita più che un telefilm assomiglia ad un cartone animato, ma di quelli scrausi, sfigati insomma. 😦
    Poco importa se ti alzi o meno col piede destro o sinistro, la sfiga è lì ti aspetta acciambellata sopra lo scendiletto e appena infili le tue zampette dentro le pantofole lei ti ha già aggredita e non hai scampo, inutile cercare di fuggire via. 🙄
    Vivo in una casa su due piani quindi per sorbirmi un buon caffè devo scendere una scala e trascinarmi fino alla cucina. Possiedo un piccolo cagnolino che mentre scendo la scala procede anch’esso fra le mie gambe nella sua discesa a zig-zag, 😈 quindi tiro qualche sacramento nella speranza di non cadere come corpo morto cade e arrivo finalmente in cucina. Per evitare abbaiamenti vari decido quasi sempre di riempire prima la ciotola col mangiare del trucido quindi a mia volta riempio la moka e la metto sul fornello. Mi appollaio sul divano in attesa che la nera bevanda fuoriesca e inizio a pensare. I pensieri mi portano spesso lontana e non mi avvedo che il caffè è nel frattempo fuoriuscito imbrattando i fornelli e lì già capisco che la giornata sta iniziando malamente, qualcosa non andrà nel verso giusto. Faccio uscire il cane satollo in giardino e bevo quella sbrodaglia che dovrebbe servire a corroborarmi … chiaramente non ottengo il risultato sperato.
    Risalgo la scala ed entro in doccia ed apro tutti i giorni, da non so quale tot di anni la manopola dell’acqua fredda. Estate, autunno, inverno e primavera. 😯 Un sacramento è obbligatorio e fa scopa con quello di poco prima lasciato in cucina. 😦 La doccia a quel punto procede senza particolare rilievo e si arriva alla vestizione. Tutte le donne, tutte le mattine di ogni santo giorno non hanno un c…o da mettere. 😳 Io non sono esente. Passo velocemente in rassegna qualche abito, qualche completo e mi ritrovo come ogni mattina vestita con un jeans e un qualcosa di sopra.
    Di corsa il trucco, i denti e i capelli.
    Corri che il tempo passa e arrivo tardi in ufficio. Box, tiro fuori la macchina, musica a palla. Finalmente la giornata ha inizio, sto andando al lavoro ma è l’ultimo dei miei pensieri.
    Mi fermo qui son già stanca di “pensare” alla mia vita. Ora la devo “vivere”.
    Perdonami se posso averti tediato, non avrei voluto, ma … è andata così! 😉
    a presto, perchè ritorno cosa credi?

    1. Tediato!? Ma stai scherzando!? (detto con la voce di Piero di Ovosodo, quel livornese verace… come film mi esalta).
      Comunque la tua vita ha più di qualcosa di simile a quella del sottoscritto… a parte la presenza del cane (cosa che non ho e, sinceramente, non so se apprezzare… i cani mi piacciono, ma io prediligo molto di più i gatti) e del caffè (sono un theinomane… dio mio, sembra una parolaccia o una dipendenza seria… forse lo è… ma io amo collezionare the. Ho qualche malattia strana si vede).
      Per quanto riguarda i vestiti concordo (sul fatto che voi donne non avete un’acca da vestire ahahaha – scherzo!!), ma io ho questo problema unicamente quando vado al lavoro. In borghese è molto più tranquillo, metto una maglietta (ho solo magliette di gruppi, perciò non è difficile) e jeans e sono felice.
      Mi ha fatto molto piacere il tuo contributo!!
      Grazie mille veramente.
      E, logicamente, torna quando vuoi. Io son sempre qua, con tutto il mio carico di simpatia e battute da discount! 😀

      1. Grazie per la felice accoglienza, spero di meritarla. Ci confronteremo quindi con altri aneddoti, con qualche altro argomento bislacco…
        Insieme al cagnolino avevo due gatti persiani purtroppo ultimamente per vecchiaia deceduti, soffro ancora molto per poterli rimpiazzare. Il cane è un trovatello …. non ho resistito, è un maschietto e mi ha fatto gli occhietti dolci … capisci a me! 😉
        Il the è adorabile ma se con una misera caffettiera riesco a cpombinare un pasticcio figurati con la teiera cosa sarei capace di fare di primo mattino….
        Qualche mese fa la caffettiera è esplosa ….bummmm, caffè ovunque. Il sabato successivo ero lì che imbiancavo il soffitto e cantavo, seeee cantavo,s moccolavo come la peggio delle peggio, pure il cagnetto è corso in cuccia, coda fra le gambe, tutto appaurito.
        Evvabè… alla prossima Zeusstamina che il treno rosso deve riprendere la sua corsa, in carrozza sento mormogliare e se mi scappano i miei cari amici io da sola che faccio più in rete??? Già sono “a fine binario” poi mi spantego sulla rotaia e buonanotte!
        Vado … piacere grande è stato! 😉

      2. Assolutamente meritata. E non voglio trattenerti oltre, metti te che perdi la coincidenza (solitamente quella su Verona mi mette in difficoltà.. ah si, io sono dal profondo Nord ahah) e poi ti spatenghi (ritengo sia un termine tipo… non lo so, ma mi piace!).
        Certamente che ci confronteremo. Anche perché in merito a smoccolamenti, bestemmie forbite e carpiate e quanto di peggio il marinaio che è in me può tirar fuori, son abbastanza informato. Ehehe.
        Belli i trovatelli, il mio gatto è un trovatello, un randagio. Era malato come pochi a sto mondo (le aveva tutte), l’ho curato e adesso è con me da anni e anni… penso una degli animali che ho avuto che mi ha dato di più (come affetto, compagnia e via dicendo). Ma ha anche tolto tanto… SPAZIO SUL DIVANO!!! Maledetto a lui e i suoi 7Kg di pura simpatia 🙂
        Ah, io sono un genio quando mescolo l’insalata… penso che CSI potrebbe trovare un’intero set di condimenti fra muro, tavolo e pavimento… e io che tiro sacramenti…
        Torna pure a trovarmi quando vuoi! 🙂
        Piacere grande stato mio è (odio Yoda ahah)

  3. ola.
    che ridereeee , non ti guarderò più con gli occhi di prima!!
    mi ritrovo in tutta la seconda parte ahahah.
    io però , essendo più zen ( si beh) ho impostato la sveglia tipo arpa in crescendo , quindi non la sento per almeno cinque minuti quando inizia a suonare e improvvisamente sento tipo la collera di dio ( compresa la vibrazione) , quindi mi fiondo a spegnere il telefono sul bordo del letto cercando 1. di non farlo cadere 2. di non cadere io visto che appena sveglia non connetto testa/braccia/gambe.
    e, riguardo la ” festa” la sera, io a volte nemmeno riesco a mettere su un film.
    siamo vecchi mi sa.
    T.

    1. Ahahahaha. Ci vuole un po’ di ironia! 😀 se no che vita viviamo? 😀
      Io continuo con la mia sveglia iper-irritante. Almeno so che devo svegliarmi, se trovo qualcosa di accomodante succedono teoricamente due cose:
      a) non mi sveglio; b) mi adagio sulle note e continuo a dormire. ahahaha. Direi che il risultato è lo stesso.

      Vecchi? Io sono super-giovane!!! ahaahhaah

Si!?

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