La scelta del viaggiatore #2

Per leggere la prima parte, andare su questo link: La scelta del viaggiatore #1

Ecco a voi la seconda parte del profilo psicologico del viaggiatore:

6. IL TECNOLOGICO: Categoria che, ormai, sta soppiantando il vecchio viaggiatore 1.0. Quello, per intendersi, che prendeva lo zaino, comprava la Guida e comprava una cartina e si perdeva letteralmente in una città/località. Il viaggiatore 2.0 è talmente avanti con tutto che quando arriva in loco sa già che tempo fa, che eventi ci sono per il resto della settimana, l’umidità media del periodo e riesce ad arrivare a tutti i tipi di informazione che necessita. “Vorrei comprarmi il giornale e mettermi a leggere qualcosa al bar” – “Lascia stare che ti impresto l’Ipad”… Che ha i suoi vantaggi, ma prova te a girare le pagine dell’IPad con le mani unte di Kebab… e poi guardarlo in faccia. Se non diventa un Picasso di delusione, allora potete continuare, se no, per l’amor di Dio, restituite il suo bambino digitale, e godetevi il panorama mentre lui/lei andranno avanti a pulire la malta unta dallo schermo per le prossime 5-6 ore… filate.
7. L’I-VIAGGIATORE: questa categoria è un upgrade della precedente, come potete immaginare. Se il primo, il tecnologico, era iper-preparato alle evenienze del mondo rurale con una dose di tecnologia da far paura a Matrix, l’I-Viaggiatore è quello che si fida esclusivamente della cultura della Mela californiana. L’adepto del verbo di Cupertino. Colui che sembra invasato e per tutto il viaggio non smetterà di martellarvi i maroni, con la stessa efficacia di un fabbro ferraio, sulla supremazia della Apple. Inoltre, quando vorrete replicare ai suoi discorsi, sarà troppo preso dal guardare gli aggiornamenti di Facebook, Twtter, Minchianet e via dicendo. Praticamente dialogo reale ridotto a zero, ma sai che quando tornerai a casa e accenderai il tuo portatile, entrerai in Facebook, troverai una serie di grandi discussioni del tuo co-viaggiatore. Lo scoramento che questo atteggiamento può portare ha una sola ed unica soluzione/cura: due o tre belle sberle analogiche. Così, di brutto e senza preavviso, tanto per fargli capire che c’è qualcosa di vero oltre lo schermo. Ah, logico, mentre voi state guardando il panorama definitivo della vostra vita, il vostro I-Viaggiatore sta facendo una foto ai suoi piedi con Instagram e mettendo un simpaticissimo commento su Facebook.
8. L’IPOCONDRICO: qua c’è poco da dire. Starà sempre male, sarà costantemente un rottame, anche quando, visibilmente, sarà al 110% della sua forma. E voi, malignamente, gli augurate con tutto il vostro spirito, la vostra più che reale “dissenteria del viaggiatore”.
9. L’ASSERTIVO: il viaggiatore in questione è quello che, ad ogni vostra proposta, dice costantemente si. Il problema è che questa tattica funziona bene finché non vi rendete conto dei sottilissimi tranelli psicologici che vi sta lanciando o, più semplicemente, che a lui/lei, di quello che volete vedere, non gliene frega ‘na beata… e allora vi dice si, così siete tranquilli e non rompete con lagne inutili. L’assertivo è il tipo di viaggiatore pericoloso, perché sembra entusiasta, sempre pronto a far tutto.. in verità non ha voglia di fare nulla, è attirato dal viaggio come voi di farvi levare tutti e due gli occhi con le pinze idrauliche (immagine gore, lo so… ma ci voleva ahaha) e non aggiungerà niente al tragitto. Non c’è niente da fare. Contributo zero allo sviluppo. Unicamente un bel, grande, vibrante (più o meno) si di non-gioia.
Una tecnica per vedere se è realmente collegato con il presente o sta pensando allegramente ai fatti suoi, potrebbe essere quella di dire, a bruciapelo: “ma vaffanculo, va!”, in caso di risposta subitanea “Si!”, avete la certezza… è un/a cretino/a.
10. LO ZOZZO/LO SPORCO/IL LERCIO: sfortunatamente, per chi si fosse fermato al lato orgiastico, non è questo il tema del decimo (e ultimo!!!) punto del viaggiatore. Lo zozzo è il viaggiatore che puzza più di una fogna di Calcutta. Perché non lavarsi è molto on-the-road. Perché l’igiene dentale è per i perdenti (si, capisco, ma l’alito che desertifica è un fresco risveglio, no?) e cambiarsi quando sei completamente, orrendamente sporco non è buono e giusto. Sinceramente non so come andare avanti, questo viaggiatore (se non voluto, logico…) va lasciato al lato della strada senza la targhetta per riportarvelo a casa. In alternativa consiglio il colpo alla nuca come per i cavalli. Così mettete fine alle VOSTRE sofferenze. Se non avete cuore di fare questo, bene, probabilmente vi piace questa leggera brezza di stalla come circonda la vostra stanza d’albergo/ostello/ponte e non c’è da preoccuparsi… solo avvertite, di tanto in tanto, la reception che l’odore che sentono provenire da sotto la porte non è quello di un cadavere putrefatto, siete voi, in dolce compagnia (e vale sia per l’uomo, sia per la donna…).

Avete un contributo da dare? Prego accomodatevi… ogni esperienza è preziosa!!

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10 Replies to “La scelta del viaggiatore #2”

      1. Ed infatti, nel racconto, c’era, in bella mostra, un nuovo Il zozzo… così, a tradimento… ovviamente l’ho cambiato. Ma sorrideva beato nella sua/mia ignoranza…

Si!?

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