La scelta del viaggiatore #1

Sono qua, che mi ascolto Ludovico Einaudi, e mi viene in mente questo post. Sarà la musica o un’idea che mi stava tormentando da un po’ di tempo? Secondo me il mix dei due elementi, ma tant’è. La frittata è fatta e incomincio a parlarne.
Come avete potuto ampiamente notare, uno degli aspetti fondamentali del mettersi in viaggio, molto più che scegliere che tipo di vestito mettersi (logico che se vai al freddo ti porti cose calde, se vai al caldo, poco o niente), è quello di scegliersi la musica. Momento in cui molte persone si sentono quasi in imbarazzo, commentando in maniera blasfema: “metto quello che trovo”, “prendi un paio di Cd a caso e partiamo” (orrore!) e via dicendo. La scelta della musica è fondamentale. Ma non sto rivangare il passato. Nel caso vogliate approfondire l’argomento segnalatemelo nei commenti e vedrò di sfondarvi le p***e con questo tipo di divertenti discussioni.
Quello che mi piacerebbe trattare oggi è, invece, l’aspetto meramente umano. La scelta del viaggiatore, colui/colei che ti accompagnerà nel corso della tua avventura (che siano due ore di macchina o tremila chilometri per mari e monti). Non oso pensare alle conseguenze nefaste di una scelta azzardata, visto che sarebbe come comprare un paio di scarpe brutte e scomode e voler incominciare a ballare il tip-tap sulle mine anti-uomo. La scelta della componente umana, se non si opta per il viaggio in solitario, è qualcosa di inferiore solo alla scelta della musica e di quante mutande portarsi dietro (vi aiuto io: sempre una in più dei giorni che siete via!).
Detto questo, bisogna premunirsi e da scafati agenti C.I.A non può mancare un piccolo profilo dei viaggiatori disponibili sul mercato delle vostre conoscenze. Voglio precisare una cosa: nel corso della trattazione, ci potranno essere dei momenti di esagerazione (ma vengono compensati da altri dove sottostimo, perciò diciamo che punto all’equilibrio). Sono conscio che una persona può rientrare tranquillamente in più profili, se è il caso del vostro compagno/della vostra compagna tipo, bene, sommate e siete a posto. Non è difficile, giuro.
Bene, allacciamo le cinture e partiamo nel fantastico mondo del… VIAGGIATORE!
Per comodità, il racconto verrà diviso in due parti.

1. L’OTTIMISTA: Questa tipologia è abbastanza frequente, anche se non così tanto quanto si vorrebbe/spererebbe. L’ottimista è il viaggiatore che ha una fiducia spropositata nella bontà d’animo degli altri, della capacità stellare di puntualità dei mezzi pubblici, dell’assenza di qualsiasi inconveniente che possa frustrare il viaggio in alcun modo. Ogni vostro momento negativo verrà “rimproverato”, “scherzato”, senza troppe remore. L’ottimista odia i momenti di depressione. Sono la sua kryptonite. Questa eccessiva fiducia e l’esuberante ottimismo potrebbero non essere la cosa più adeguata in caso di perdita di aereo/treno/coincidenza/portafoglio o, per renderla meno tragica, quando vi svegliate con una sbronza da urlo e l’unica cosa che vorreste fare è sotterrarvi in giardino per non sentire le campane. Un suo ottimistico “questo ti insegnerà a non bere di più, vedrai” potrebbe portare ad una reazione concisa e non galante, come un sincero, ottimistico, splendente “vaffanculo”.
2. IL PESSIMISTA: Dall’altro lato della barricata degli umori c’è la figura del pessimista. Colui che, sempre e comunque, porta una ventata di nera disperazione al viaggio. L’aereo cadrà? Non troveremo il treno? Ci sarà l’aviaria? Cose che potrebbero indispettire anche un monaco tibetano. La sua caratteristica vena di malaugurio, però, ha il suo risvolto positivo quando realmente succede qualcosa. Almeno si sa a chi dare la colpa. Il caso non c’entra signori miei. Il pessimista è in agguato e potete prenderlo a sberle finché non avete male alle mani. Cosa di cui lui vi aveva avvertito mestamente… solo allora capirai la saggezza di fondo del tuo compagno di viaggio e lascerai cadere le mani lungo i fianchi, illuminato, e incomincerai a colpirlo decisamente con i piedi. Ci sono momenti peggiori nella vita e il tuo ottimismo per il futuro sale per vette paragonabili a Mirabilandia.
3. IL PRECISO: Categoria simpatica come un riccio incazzato nelle mutande. Non che non ci voglia un pochino di organizzazione nel viaggio, quella road-map necessaria per non disperdere le ferie in miriadi di coincidenze perse, alberghi non trovati, locali dispersi e benzinai saltati. Il preciso è il viaggiatore che calcola al millesimo tutto quanto, cifre (dividiamo il conto del ristorante, di 37,54€, in due, ma tenendo conto che io ho mangiato 3 seppie in meno dalla frittura mista allora, in percentuale, dovrei pagare… etc etc), chilometraggio (ok, siamo arrivati! No, mancano ancora 3,7 Km di strada provinciale poi, svoltando a destra, si deve proseguire per 500m – ok la precisione, ma per il Tom Tom ci pensa il navigatore) e altri ameni disturbi mentali. Visto che siete in vacanza, scegliete con cura se volete che vi conti anche quante volte andate al bagno e poi divida la carta igienica per strati. Siamo persone animalesche fuori dallo schema dell’ufficio. Un po’ di relax, man!
4. IL SAPUTELLO/L’INTELLIGENTE/IL “SO TUTTO IO”: Il saputello è quel viaggiatore che, in maniera arrogante e ripetitiva, fa sfoggio della propria conoscenza didascalica dei posti che andrete a visitare. Più di una guida Lonely Planet, più di un tuttologo, il saputello tenderà a sfracellarvi la minchia con una miriade di commenti e aneddoti di cui non ve ne frega nulla, ma lui li dice. Li ripete e li sottolinea. Il commento della Lonely deve essere integrato da una serie di postille dietrologhe, culturali e folkloristiche che, nella vostra bella e capresca ignoranza, avreste tranquillamente fatto a meno. Soprattutto perché non vi interessa minimamente sapere che in quel dato anno, a quella data ora, con il sole di una temperatura media di 28 gradi e mezzo e un leggero vento da destra, è stata posata una pietra (totalmente inutile). Il vostro interesse mirava piuttosto al complesso e si beava della nota di 10 righe fornite dalla Guida Turistica. A seguito dell’ennesima spiegazione dettagliata di un fatto ininfluente per l’umanità, la pazienza potrebbe cedere e provocare quello che si chiama, in gergo tecnico, il fenomeno innaturale delle sberle a due a due finché non diventano dispari. Logicamente questa teoria viene supportata citando come Nume Tutelare il grande Prof. Emerito Bud Spencer.
5. Il VIAGGIATORE SOLITARIO: Il viaggiatore solitario è un personaggio leggermente fuori dagli schemi. Sceglie consciamente di non portarsi dietro nessuna delle figure sopracitate e vaga ramingo in terra straniera alla ricerca dell’esperienza vera e sincera della terra (beccandosi, in certi momenti, delle sonore fregature da campionato nazionale… ma sono fregature autentiche, perciò contano nel taccuino, Moleskine, che si portano dietro come segnapunti). Il solitario è particolarmente attento a tutti i segnali, le dicerie e preparato per ogni evenienza. Non si lascia tramortire da nessun fatto grave, eccezion fatta, logicamente, per la discesa degli extraterrestri nel posto di villeggiatura prescelto… nel caso specifico i piani variano leggermente ma basta un colpo di spugna e un pochino di spirito d’adattamento e tutto è ok. Il viaggiatore ramingo ha alcuni accentuati segnali che lo anticipano, lo presentano, alla popolazione autoctona/altri viaggiatori: schifa le compagnie di viaggio accompagnando il tutto con qualche tic o espressioni gergali mature e raffinate (fanculo le guide! ahaha); ha spesso e volentieri accessi d’ira solitari e discussioni interne, questo significa che verrà visto spesso parlare al vento e il vento se ne fregherà allegramente di un idiota che parla da solo. Arrivato all’Hotel/Ostello/Ponte, il viaggiatore in solitario cercherà di attaccare bottone con tutti, presentandosi e dicendo una serie infinita di cose fra l’interessante ed il completamente inutile (diciamo che viaggiamo su un 60-40) e perciò attira l’attenzione… dopo la decima volta rischia di diventare pesante come un gatto attaccato ai maroni. Ma è solitario. Il viaggiatore solitario non mangia nei posti “da turisti”, va nel posto “vero”, con il mangiare “vero”, con un conto “vero”, beccandosi, quando è sfortunato, un “vero” attacco di diarrea. Ma è vero.

Fine prima parte…

Per la seconda tranche… andare qua: La scelta del viaggiatore #2

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2 Replies to “La scelta del viaggiatore #1”

    1. Innanzitutto, grazie per essere passato a leggere il mio blog. In secondo luogo, attendo il tuo articolo!! 🙂
      Il mio non è sicuramente serioso, anzi, mi son divertito a prendere degli stereotipi ed esasperarli al massimo.

Si!?

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