The Versatile Blogger Award

Ed ecco qua, ti svegli una mattina e ti ritrovi menzionato da scatenolamente per un Blogger Award.
Logicamente sono rimasto colpito, anche perché io di Award ne raggiungo pochi… figuriamoci con un blog in cui mischio deliri e pattumiera intellettiva. Vabbeh.
Comunque, ci sono delle istruzioni da seguire e io seguirò, fedele come un cocker e pronto come una volpe dell’Alsazia. Esistono le volpi dell’Alsazia? Non lo so, ma da l’impressione di essere qualcuno di furbo e raffinato.

Ulteriore passo è quello di scegliere 15 blog a cui dare questo Award… 15 blog? 😀 Dio mio… 15… cioè, 15… ma mi son ripetuto abbastanza?
Ok, ci provo – non sono in ordine d’importanza, ma di ritrovamento:

http://vicozzarecords.wordpress.com/
http://nanalsd.wordpress.com/
http://italianamentescoretta.com/
http://stealsheepatastorenearyou.wordpress.com/
http://emporiocircolare.wordpress.com/
http://farovale.wordpress.com/
http://masticone.wordpress.com/
http://diariodiunageniaccia.wordpress.com/
http://confraternitadelluva.wordpress.com/
http://periodipotetici.wordpress.com/
http://xerosignal2.wordpress.com/
http://lozombie.wordpress.com/
http://shockanafilattico.wordpress.com/
http://fuochianarchici.wordpress.com/
http://comesedicessiacqua.wordpress.com/

Devo anche segnalare sette cose del sottoscritto… vediamo cosa posso dire:

1. amo la musica. Si era capito? Boh, penso di si.
2. porto il 45 di scarpe. Entra a far parte delle cose fondamentali da sapere (ed è un incentivo per i feticisti)
3. sono ossessivo per le serie televisive e film.
4. scrivo quello che voglio, quando voglio, perché voglio ma non se voglio.
5. amo viaggiare ma non viaggio quanto vorrei.
6. leggo fino allo svenimento. Apre la mente e mi permette di compensare il punto 5.
7. Scrivo sette cose di me che sono talmente importanti da risultare ininfluenti e perciò sono molto cool. In altri termini, ah beh.

Ultimo punto:

Istruzioni per l’uso:

Per accettare questo award:

  • pubblicate il logo che vedete riportato all’inizio di questo post
  • ringraziate il blog che vi ha nominato
  • pubblicate i nomi degli altri 15 blog, che dovete scegliere e ovviamente informare tramite un commento
  • scrivete 7 cose su di voi
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43 Replies to “The Versatile Blogger Award”

      1. Fiuuu!! 🙂
        Comunque, dico la verità, cercare 15 blogger e dirgli che li hai nominati ti porta via l’anima… 😀 soprattutto perché poi dovranno fare la stessa cosa O.o

      2. ahahahaha…
        guarda, io non so… è stato il primo, ormai ho fatto il battesimo del fuoco 😀
        Tu passa passa, tanto sai che se arriva a me, tu sei in lista 😛 ehehehehe

    1. Grazie mille. I Simpson, la Religione!!
      Comunque si, un Telespalla Bob (senza i rastoni) e con il rastrello come nemico mortale…ahahah.

      Dio mio, come farei a vivere senza i Simpson (e i Griffin).

  1. io, secondo me, mi sembra che il punto quattro delle sètte còse di te, a me mi ci sembra che non l’ho capito.

    pare quasi uno scioglilingua.
    è uno scioglilingua?

    poi, ti ci volevo dire che se fòssi un libro, ma non sono un libro purtroppo, ma se lo fossi buàh fòrse penserei di essere un libro soporifero, no?
    cioè che fa svenire può significare pure un libro che fa visceralmente nòia?

    bòh.
    allora fòrse meno male che non sono un libro. mi sa che sarèi un libro permalisissimo!

    1. No, cioè, io, veramente, non volevo scioglilinguare… è giusto il termine?! Comunque, no, a volte sono spinto a scrivere, qualcosa mi smuove anche se sono pigro come un gatto di marmo con il fiatone. Una cosa incredibile. Ecco il perché del “ma non se voglio” 🙂

      No sai, a volte lo svenimento è dato dall’ansia di lettura… ingordo ingordo! O forse perché, lavorando tutto il giorno, arrivo alla sera e quando cerco di leggiucchiare più di 5 pagine capotto come un ghiro? Ah, domande!!

      Ma no, i libri li tratto bene! Gli do acqua tutti i giorni, funziona così no? 🙂

      1. èh, pensa che io preferisco un libro, non tanto per tutteleròbe di blablabla cultura stupore e sono tanto intelligente chè mi sembra che no – vabèh discorsi -, ma solo perché non vanno annaffiati.

        io, per dire, sul terrazzo ho questa idea concettuale di terrazzino io.
        natura morta più natura spontanea, cioè tipo quei rametti e/o fiori che bòh me li ritrovo, ma chi li ha piantati mica lo so.

        allòra è un pò come una specie di occupazione abusiva, però garbata.

        non mi ricordo perchè ho scritto del terrazzo, chè io ci ho un’idea concettuale del terrazzino.

      2. E perciò tu, e dico tu, tu tu, mi dici che io non devo annaffiare i libri? cioè, non è così? E io che credevo. Sarà. Così cresce, no? Certi libri sono belli belli, sai, che lo incominci e dopo 3 mesi sembrano diventati il doppio. Noia? No! Concime. Si.

        Ah, io sul mio miniterrazzo, terrazzino non mi piace, ah un che di gaga, di chic, di style, che non mi va giù (come la peperonata di mattinata, non sai che noia). Comunque, dicevo, nel miniterrazzo ho natura morta a piovere, un pò reazione alla natura viva del vicino, un pò reazione della natura alle mie pratiche fallimentari in botanica e cucina. Sarà autunno, ma pensavo di piantare patate sotto la neve. Forse erro, ma non lo so.

  2. io, secondo me, questa còsa dei libri è un pò vera, ma pure un pò falsa che a vòlte capita che io leggo un libro che sono tante pagine e invece mi sembra, quando lo leggo, che lo completo subito subito.

    e un pò me la spiego, questa còsa, chè pure le parole ci hanno una specie di evoluziòne/involuzione allungano le strade, e poi delle volte accorciano le distanze. sono un pò come degli elastici.
    (sono pure farmaco, dentro sollievo e veleno, ma questi sono discorsi altri)

    allora io, per dire, le parole me le immagino in questa immagine della mamma che con una matita mette un segno sulla parete bianca a misurare i centimetri del sù figliòlo e ci è sempre un centimetro in più rispetto al segnetto precedente.
    e subito dopo penso alla mì nonna che s’è invece rimpicciolita coll’età.

    va bèh, non so se si è capito. non sono proprio brava a spiegare le còse.

    1. Ma certo, certo, sicuro. Dipende da che libro ti metti ed ecco che la magia è fatta. Tu prima lo leggi e poi vedi se ha proprietà astringenti o allunganti (ma sarà così o è solo l’attenzione che non regge? vedi, a domande seguono domande che producono risposte).
      Ah che bel modo di vedere le parole. Non ci avevo mai pensato, sai te? Elastico ed un piccolo segno sul muro. Mai pensate così. Le parole sono furbe, si fanno trovare unicamente quando vogliono loro. Ci sono momenti in cui sei la che le cerchi, le chiami, fischietti il motivetto preferito e loro rimangono nascoste, ridacchiano e tu no, invece, non ridacchi (anche perché fischietti e le cerchi, perciò le tre cose insieme diventano difficili). Altre volte invece ti prendono alla gola, vogliono essere dette, spingono e urlano e tu non vuoi farle uscire. Come per la musica, non sei te che la trovi, è lei che si fa trovare (ma io divago e divago, perdo la strada per trovare qualcosa).

      1. èh, tu.
        io però a me mi sembra che di musica io non so parlare. cioè non so parlare nemmeno di fòto fatte e viste, di libri letti, di film. eccètera.

        non so dire le còse in generale, tranne al mercato, per dire. lì so esattamente dire còsa voglio e come mi ci piacciono di più le còse.

        mh, non lo so, io le còse le penso spesso per immagini. o fòrse sono le immagini che mi evocano le còse che solitamente io sono un pò stronza colle còse: le butto giù, piu giù e fò finta che ci ripasserò più tardi a sentirle. ad ascoltarle. e invece sono ancora in ritardo. proprio lo consumo il ritardo.
        poi arriva un’immagine.
        sono prepotenti le immagini perchè inaspettate.
        almeno, per me.

        ora ciao, chè sennò finisco per occupare il tuo blogghe con còse mie scième.

      2. Ma no, perché? Il mio blog è un albergo, un ostello o qualcosa di simile ad un bordello (le rime che passione). Più persone ci scrivono più lui è contento, visto che spesso e volentieri mi accusa di non saper mettere insieme due parole neanche con lo scotch. Vedi te che situazione delicata.
        Ehhh io e le immagini, poche, sfuocate… a parte qualche volta. E quelle volte sono belle, chiare.
        Ma il mio scrivere è dettato sempre dalla musica, questa maledetta (la amo) è il ritmo con cui butto giù le parole, le unisco e ricamo. Sempre e comunque c’è qualcosa di musicale. Forse lo vedo solo io ma così è.

        Torna a trovarmi quando vuoi, tu, comunque. Qua c’è sempre posto per due parole. Anche quattro. Ma sono sempre in vena di saldi e arrivo fino a dieci.

    1. Ma è un logico tributo! 🙂
      Ma seriamente, si, il 44-45, dipende un pò dalle scarpe ahahah.
      Quanto sono alto? :D… vado per il 1,85m 😀 eheheh me la cavo come altezza, nessun problema con i concerti ecco.

      1. Un tributo?! Oddio! A chi, oh?? XD

        D:
        Sei un gigante.
        E probabilmente me lo avevi già detto ma io tendo a cancellarle le informazioni scomode! XD

      2. Un tributo al fatto che scrivi bene 😉 logico no? 🙂

        Ma va, diciamo che qua in terra straniera, ci confezionano alti. ahahahah.
        Informazioni scomode!? XD uahuahuah 😀

  3. che strano ero quasi convinta di avertici risposto ieri, sulla ròba della musica.

    fòrse non ho pigiato il tasto invio.

    oppure i commenti spariscono per autoconsunzione.

    vabè. non è che ci era così importante, avevo scritto solo l’elenco musicale sul mio aipad, di questi giorni, quando scrivo. cioè scrivo per lavoro, dico, nel senso che devo scrivere ròbe per il lavoro che faccio, ma non perchè scrivo per vivere, cioè non è esattamente così, poi ci è pure che scrivacchio, non per lavoro, ma mica seriamente.
    comunque, discorsi.
    avevo solo scritto l’elenco delle còse che mi ci fanno concentrare.

    1. No, peccato che non hai inviato la lista! Anche io non scrivo per lavoro, anzi, per lavoro scrivo poco, parlo di più, perciò fuori dal lavoro, parlo di meno e scrivo di più, fuori dal lavoro. Mi sembra equazione perfetta no? Un equilibrio quasi karmiko.

  4. nono, ma io per lavoro scrivo, cioè scrivo più che parlare.
    ma scrivo di lavoro, cioè scrivo còse proprio legate al mio lavoro. però scrivo. in un certo modo. e racconto storie, si può dire. diciamo che racconto delle ragionevòli storie.

    èh. bòh. magari mi ricapiterà di riscriverla.
    mica no.

    1. E poi tu scrivi più che parlare al contrario di me che parlo più di scrivare (non esiste, ma volevo fare rima, allora ritorno su scrivere). E certo che sorge la domanda spontanea e leggermente burlona che comporta risposta indiscreta, visto che la domanda non lo è mai (Sergio Leone docet no?): ma che lavoro fai? Ah, domande su domande.

      E se ti ricapita, ricapita qua… logicamente 😀

  5. conto la proporzione esatta dei colori nelle confezioni dei coriandoli a carnevale.
    e poi, lo scrivo.
    che so 183 giallini, 98 viola, 142 rosa.
    guai a essere di eguale numero.
    nella distribuzione dei còlori ci sono piccoli significati, mica è un caso.

    1. Mi sembra qualcosa di giusto e corretto. Ottimo lavoro. Anche perché, sinceramente, mi son sempre chiesto quanti gialli ce ne sono in un pacchetto. Come per le Haribo ai bei tempi che furono nel passato remoto, non ho mai capito quanti orsi gommosi che non mi piacevano c’erano dentro. Non sai che traumi.

  6. L’ha ribloggato su Music For Travelerse ha commentato:

    Vorrei ringraziare Nichirenelena per avermi nominato per questo Award! Visto che ho già scritto sette cose su di me, se avete domande, basta chiedere (e, forse, vi verrà data risposta ahahah).
    Ricordate: le domande non sono mai indiscrete, le risposte lo sono a volte (Colonnello Mortimer).

  7. Grazie 🙂 comunque che faticaccia, ho sudato sette camicie. Sono negata per queste cose! Comunque anche io sono ossessionata dalle serie tv (ne guardo 5o6 e se una serie mi piace non smetto più) e leggo libri fino allo sfinimento. Ma, e dico MA, ho il 36 di numero di scarpe!!! Terribile!

    1. Ah, le serie TV!! Un vero dramma per me. Cerco di disintossicarmi, ma niente, continuo a ricascarci! E per i libri idem, sono continuamente impegnato con uno (o due contemporaneamente eheh).

      Il 36 di scarpe!??! Ma sono minuscole ehehehe 😀 😛

Si!?

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