Guida alla sopravvivenza post-atomica

Inauguro uno dei pochissimi titoli in italiano (perché li scrivo in inglese? Perché mi sento snob a chilo, ecco perché) con un tema di una stupidità incredibile.

Primo esempio di felicità post-morte

Ci sono momenti in cui guardi fuori dalla finestra e ti chiedi: ma se arrivasse l’apocalisse, sarei pronto? Se ci fosse un’invasione di zombie riuscirei a sopravvivere? Ecco, cose di questo tipo. Allora mi sono gettato a pensare a questa cosa: riuscirei a superare i primi 10 minuti e diventare l’incontrastato padrone delle lande post-urbane come un novello Mad Max? O mi troverei in versione depressa come Waterworld, con branchie ed un film che fa schifo come poche cose a sto mondo?
No, cioè (che ggiovane eh?!), ma c’è una questione fondamentale per poter partire con questa Guida, il fatto stesso di sopravvivere. Sembra un concetto secondario, ma se non sopravvivi, non c’è ragione di continuare a leggere, no? Vabbeh, concetti talmente filosofici che stento persino io a rintracciare il capo e la coda.

La sopravvivenza:
Il tutto si riduce ai primi secondi post evento. Qua si gioca il fatto se continui a leggiucchiare sto articolo (e bestemmiare che l’hai iniziato) o se sei Game Over.
Se hai la sfiga nera addosso, sei nel punto esatto in cui cade l’ordigno nucleare/esplode la mutazione/pestilenza/tasse e morte. In questo caso troveranno di te solo l’ombra che lasci sul pavimento. Il resto è marmellata. Altro che visioni da Bruce Willis o Schwarzy in cui vengono crivellati di colpi, cadute, bombe, bagni in piscine d’acqua pesante a 10 metri da Chernobyl (ma scherziamo!? Ti crescono le branchie!). Se ti becchi un proiettile o sei vicino ad un’esplosione col cazzo che ne esci con il sorriso ed un cerotto pick-indolor.
Se, invece, hai dalla tua una scorta di fortuna non da ridere… benvenuto nel fantastico mondo del Post-Tutto. E come disse uno molto più saggio di me (difficile, sono talmente saggio che, a volte, mi faccio delle domande a sorpresa e ottengo esattamente la risposta che voglio): La fortuna sorride ad alcuni e ride di altri (A. Arkin).

Il Post-Tutto:
Nel Post-Tutto non c’è più niente. Basta giornali, basta televisione, basta acqua, basta Mc Donald, basta elettricità e potrei continuare ancora per molto. Ma mi fermo qua, capisco che leggere questo potrebbe torturarvi peggio che l’ennesima puntata di Beautiful. Il problema, perciò, diventa altro: la ricerca. Diventiamo nuovamente raccoglitori e smettiamo i panni del coltivatore, facciamo un balzo indietro di qualche decina di migliaia di anni, così, in un batter d’occhio. Da questo momento in poi si accende sulla tua testa un simpatico, luminoso, fosforescente, pannello a LED contenente la scritta: ADESSO SON CAZZI TUOI.
Non posso dargli torto.

Se potete, non datele una mano…

Fuga dallo zombie – aka l’ennesimo tipo sbavante che si avvicina:
Contrariamente a quanto si vede nei film, per uccidere uno zombie, bisogna ucciderlo. Non grattargli il mento amorevolmente e poi pensare, ma si, è caduto per terra, non si rialzerà più. Sveglia!!! L’ha fatto una volta, si rialzerà ancora. Mica è difficile arrivarci. Crivellarlo di colpi non ha mai portato una decisiva efficacia in merito, sti maledetti decidono di strisciare per assaggiare il tuo polpaccio. Meglio, molto meglio, il vecchio approccio: tu + mazza da baseball + tanta tanta passione. E colpire la testa. Mi raccomando.
Vorrei ricordare che se vi si avvicina un tipo ributtante, che sbava e si muove lentamente e puzza come un coguaro lasciato a marcire nei prati, non è il tuo ex che sta chiedendo qualcosa (anche se, ammetto, potrebbero esserci delle vicinanze in certi casi. Il sentimento materno non deve avere la meglio. Accoglierlo come un cucciolo porta solo ed esclusivamente una tonnellata di guai).
Ulteriore consiglio che mi viene da dare, e lo traggo da eminenti filosofi/storici/culturisti e dai tronisti, è quello di scappare, tanto e velocemente. Mi raccomando di scappare verso un luogo con possibilità d’uscita, non andare ad infognarsi verso la cima del tetto o dentro una cantina o in qualsiasi stanza buia e con scritto “Qua Morirai” sullo stipite alto. Quelli sono posti da lasciare per i protagonisti del prossimi banchetto zombie. Voi, che ormai siete scafati nelle tecniche di fuga modalità gazzella, sapete che il luogo tortuoso e nascosto, possibilmente claustrofobico e minacciosamente oscuro non fa per voi. Voi scappate liberi e felici, come quando vi cambiate i boxer/Lines Seta Ultra (con le ali, se no non corri).
Un contributo, anzi una memoria, proveniente da Io Sono Leggenda dice anche una verità non apprezzata da tutti: il protagonista è vissuto più a lungo da solo e con un pastore tedesco di quanto l’abbia fatto quando una donna è arrivata nella sua vita. Giratelo anche in versione femminista e avete un punto fermo della sopravvivenza Post-Tutto. Evita come la peste l’altra gente. Tu mi dirai: certo certo, ma l’unione fa la forza. Ho capito, caro il mio saputello, ma quando hai con te l’intera compagnia della demenza senile, voglio vedere se non incominci a sbavare come un Rottweiler e sperare nella morte veloce di ciascuno di loro. Anche perché, e questo è sicuro come le tasse, il tuo spirito indomito da salvatore della patria ti farà uccidere. Non c’è via di scampo.

Cose da fare/Cose da non fare:
– mi sento in dovere di avvertire il futuro superstite che, in caso sia colpito da completa e incontrollabile demenza e si metta a guerreggiare contro uno psicopatico armato, l’arma privilegiata non dovrà essere un, nell’ordine, gambo di sedano, pacchetto di fazzoletti Tempo, elastico + graffetta + confezione di Kinder Bueno (non sei McGyver, serve che te lo scriva più chiaramente?). Cercate qualcosa che vi tenga in vita, che ne so, fuggire? Prima cosa che mi viene in mente.
– nel caso tu non sia il malcapitato topo in gabbia all’interno di uno scantinato (e, perciò, stai solo ritardando di qualche decina di minuti la tua morte), sarai in giro per la novella prateria urbana post-apocalittica. Quello che ti consiglio è di evitare di bere dalle pozze d’acqua, soprattutto se ci vedi dentro qualcuno morto. A parte l’orribile sapore (forse non avevi letto, ma c’è dentro qualcuno morto, tot, dead…), c’è una grossa enorme insindacabile probabilità che l’acqua sia contaminata. Perciò imbevibile, ergo mortale. Capisco la rapidità nel fuggire, ma se la tua destinazione (nel migliore dei casi) è il primo cesso che trovi, non penso che la tua guerra alla zombie-tudine sarà molto lunga.
– consiglio una pratica che il vostro gentile e delicato animo sicuramente non ha pensato: datevi alla razzia. Vista la mancanza di qualsiasi cosa, direi che se non volete cacciare (cosa che non sapete fare, non è che sei hai visto Bear Grylls alla Tv sei come lui) dovete in qualche modo mangiare. Alla lunga l’assenza di cibo provoca una brutta forma di morte.
– nel caso malaugurato che tu contragga una fastidiosissima forma di mortestai tranquillo e sereno. Tutto è finito. Al massimo, e qua potrebbe essere spunto per un nuovo articolo, incominci una nuova avventura priva di vita e con tanta fame di umano. Effetto collaterale: puzzi come un cassonetto, sbavi come una fontana, ti muovi come una marionetta rotta e hai tanto charme quanto un piccione schiacciato sull’Autostrada. Ma sei sempre meglio del 90% delle persone di prima mattina.

Si, è morto. Non ha bisogno di carezze.

– mettiti l’anima in pace, se non sei tagliato per sparare… fallo fare a chi ha qualche marcia in più. Se no finisci per decorare di piombo anche i tuoi compagni (nel caso in cui tu non ti sia dato all’eremitaggio nella terra apocalittica).
– Ricordati sempre del motto immortale: “Viaggiando s’impala” (tratto dalle note spirituali di Vlad Tepes). Ok ok, è ‘na strunzata. Ma tenetelo presente per i momenti più bui della vostra permanenza nelle fogne della società. L’impalamento, se non ucciderà lo zombie (sei più sicuro decapitandoli con un taglio secco, come quando tranci i gerani o poti le siepi), almeno si metterà d’impegno per tirarsi fuori da una situazione particolarmente spiacevole dal punto di vista logistico. Nel frattempo, tu, cara la mia gazzella, non metterti davanti al tipo che lentamente si sta tirando via la proverbiale trave dal… culo (ops), l’occhio, non raccontare la tua vita, i tuoi dilemmi esistenziali da cameretta, il fatto che non hai mangiato abbastanza fibre e il piano per la conquista del mondo. Scappa. Metti questi 200 o 400 Km fra te e lo zombie incazzato (sicuramente) e cerca di arrivare al giorno dopo.  Non mi sembra difficile no?
Ecco, questa è una piccola Guida, incompleta, malamente raffazzonata, tenuta insieme con sputo e scotch, su come sopravvivere ai primi giorni post-Apocalisse.
Se avete dettagli ulteriori, informazioni, idee, note di merito e qualsiasi cosa vi venga in mente, scrivete pure…

E mentre vi leggete sta suprema minchiata, ascoltatevi qualcosa di buono… come questo: OZZY OSBOURNE – ZOMBIE STOMP

Be safe!

Annunci

20 Replies to “Guida alla sopravvivenza post-atomica”

  1. “il protagonista è vissuto più a lungo da solo e con un pastore tedesco di quanto l’abbia fatto quando una donna è arrivata nella sua vita”

    Questa è saggezza degna di Confucio o Sun Tzu 😀

    “Ricordati sempre del motto immortale: “Viaggiando s’impala” (tratto dalle note spirituali di Vlad Tepes)”
    Questa l’avrei scritta io è quindi è ok!

    Oggiogiorno, comunque, la gente sottovaluta l’importanza della sicurezza e ignora le norme più basilari. E mi stupisco come la 626 non prescriva l’obbligo di avere negli uffici un kit di emergenza come questo

    1. Grazie per il complimento. Dopo quella perla di saggezza il mio cervello ha preso ferie dicendo che non può più vivere così, non utilizzato 😀 ahahahah

      Devo ammettere, “viaggiando s’impala” è semplice, niente fuochi d’artificio, ma mi fa morir dal ridere 😀

      Che tu sia benedetto da Thor e Chtulhu per il solo fatto di aver postato quel link. Ci vuole qualcuno che sappia il fatto suo nel gruppo di sopravvissuti 😀 io farei solo casini. Quello che quando c’è da far silenzio, starnutisce o ride! 😀
      Comunque 10 e lode alla marca della carne in scatola: SPAM! ahahahahah

  2. 🙂 Penso che sarei tra gli sfigati colpiti dalla bomba nel solo giorno in cui vado a fare un giro. In effetti l’unico a salvarsi stando in una cantina era il protagonista de “La notte dei morti viventi”. Dagli zombi almeno. 😉

    1. Infatti, io non capisco perché tutti quanti i protagonisti scappano nel posto meno logico in assoluto! Una cosa che mi fa imbestialire ogni volta 😀
      Guarda, io penso che mi farei trasformare in zombie, secondo me la vita sarebbe un vero spasso…

    1. Assolutamente… io tiro il sasso, non sarò certo io a nascondere il cavalcavia! 😀
      Ok, riformulo se no mi banni! Assolutamente, ma potrebbe essere utile, chi lo sa… è un mondo difficile 🙂

    1. Ma va? Non lo conoscevo!! Appena riesco a mettere insieme un paio d’euro me lo vado a comprare. Grazie mille 🙂

      Dipende da come gira la fortuna, sai? Io sono convinto che, tanto per cambiare, mi alleo con gli zombie. Meno problemi, un unico pensiero fisso (mangiare) e casual nel vestire… totale relax 🙂

  3. qualcuno sente la mancanza di the walking dead? e comunque, come WD insegna, non si usano i le armi da fuoco a meno che non abbiano il silenziatore, che sennò attirano gli zombie! meglio le armi bianche purtroppo. che poi io in queste visioni apocalittiche mi sono sempre chiesta: ma le donne come fanno col ciclo e senza più assorbenti? ma soprattutto, non attirano gli zombie con l’odore di sangue? e col sesso come la mettiamo? e col cibo? una volta finito tutto, moriremo tutti! nel dubbio, ho un arsenale in cantina u.u

    1. A parte la mancanza di The Walking Dead (grande serie televisiva), devo ammettere che è un tema affascinante, sai? Soprattutto per il cambio di prospettiva, con la zombificazione del mondo, diventiamo prede.

      Vedi che anche te hai letto il manuale del piccolo killer di zombie? Niente armi da fuoco, anche se in qualche film riescono a farla franca anche sparando come i dannati!

      Oddio, ecco un tema scottante: le donne e l’apocalisse zombificante.
      Le donne con il ciclo e senza assorbenti sono già pericolose di suo XD guarda, ti dico, gli zombie hanno vita minima, ma capiscono che c’è qualcosa di pericoloso la fuori. C’è il concreto rischio che la signora prenda e se lo divori così, su due piedi 😀

      Col sesso? Intendi degli zombie? O fra umano-zombie. Cioè, qua c’è da discutere 😀

      Il cibo è un problema, questo si, ma se riescono a sopravvivere famiglie intere per ere geologiche, direi che una speranza ce l’abbiamo.

      Nel dubbio il sottoscritto si allea con gli zombie. Così, tanto per non saper leggere né scrivere 🙂

      1. ma no, sesso tra umani! senza il preservativo proliferano le malattie (non che con gli zombie in giro faccia tanta differenza eh) e nascono bambini (se sei particolarmente sfigato eh) ed essendo rumorosi attirano gli zombie… insomma, l’apocalisse zombie non è una passeggiata!
        poi nei film le donne sono sempre depilate, cosa che non accadrà giammai in un’apocalisse zombie…

      2. ah, ok. Cioè, io avevo già pensato a questi rapporti umano-zombie XD su una cosa hai ragione, per le malattie, in caso di peste zombie, non mi farei grossi problemi… se proprio proprio ti getti nelle fauci del primo zombie e sei a posto.
        Sui bambini non saprei, ma sicuramente sono succulenti per lo zombie affamato.

        Una cosa è sicura, e la sottoscrivo: in epoca zombie, se vuoi una relazione breve, non fai altro che gettare l’amata/o nelle fauci dello zombie e scappare. Problema risolto 😀

        Sul fatto che siano depilate ok… ma hai notato che hanno tutti i denti che abbagliano? Sembrano mattonelle del bagno O.o

        Ps: se vuoi un film ignorante sugli zombie, ti consiglio: L’Alba dei Morti Dementi. GENIALE!

      3. ahahahah ok! tra l’altro volevo vedere un film abbastanza idiota sugli zombie, c’era tipo sto ragazzino e una specie di cowboy che “spaccavano tutto” però non ricordo il titolo del film! è abbastanza recente tra l’altro ma zero, non mi ricordo 😦

      4. è inglese, una soap opera inglese in pratica, ambientata nei primi decenni del ‘900. di solito non è il mio genere, ma è fatto così bene che mi ha preso un sacco!

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...