It’s SCHOOL time again

Ebbene si, cari miei, il tempo dello svago e delle chiappe chiare al mare è finito e siamo ritornati, fischiettando Orietta Berti nel suo classico dei classici (lo trovate QUA), alle nere porte dell’Inferno Lavorativo. Io non so voi, ma al sottoscritto iniziare il lavoro dopo un periodo di pausa causa degli effetti collaterali di un certo spessore: nervosismo, mancanza di sonno… cioè, cose tranquille. Non pensate che non abbia voglia di fare, sia chiaro (quella non ce l’ho, togliamo i dubbi), ma è piuttosto un’atavica repulsione verso il primo “giorno di scuola”. Ve lo ricordate? Che effetto vi fa, adesso, a non so quanti anni di distanza? Ovviamente non conto l’effetto Università, visto che non è propriamente un primo giorno di scuola.
Al sottoscritto ricorda sempre due cose: un tempo in peggiorando e lo spauracchio dei compiti in classe/a casa. Per quanto riguarda la prima è una cosa incredibile, appena si avvicinava il momento di rientrare fra le quattro pareti della classe, il tempo diventava freddo e piovoso. Foglie cadute per terra, aria fresca (e già questo era la testimonianza della fine delle vacanze, visto che eri COSTRETTO a metterti una maglia per sopravvivere alle improvvise brezze autunnali) e quella tipica pioggia irlandese costante e malefica. Lo spauracchio dei compiti in classe e a casa, invece, è più una tragedia greca che una reale fonte di nervosismo; passare da 3 mesi di nullafacenza a compiti in classe per testare cosa hai fatto nelle vacanze (ehi, giusto per darti un input caro professore: NIENTE, non ho fatto niente!! Era vacanza…) è doloroso.
L’altra parte divertente è quella dell’entrata nella nuova classe. Ma questo è un approccio completamente diverso per ciascuno di noi, come si rapporta con l’essere gettato a freddo in una classe con una X percentuale di sconosciuti e qualche viso noto. Da parte mia è stata quasi incredibile alle medie e meno traumatica alle superiori (vista anche la quantità di gente che già conoscevo e provenivano dalle medie). Ma le medie, se dovessi pensare a posteriori, sono i tre anni di vita peggio spesi che abbia mai vissuto. Se dovessi augurare a qualcuno qualcosa di male, beh, direi di rimettersi ai banchi delle medie. Una punizione infernale.
Il rientro al lavoro è stato praticamente la stessa cosa. Dopo due settimane di tranquilla panciolle, si ritorna all’alzata mattutina, la velocità d’esecuzione per colazione, la corsa al bus e poi il rientro alla normale routine lavorativa. Le telefonate, mail, discussioni e tentativi. Niente di particolare… e fuori il tempo è fresco e sai che l’estate è finita ed è nuovamente tempo di ritornare sui banchi di scuola.

Mi aspetto da un momento all’altro il suono della campanella e l’entrata del professore con la pila di compiti in classe…

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20 Replies to “It’s SCHOOL time again”

  1. Non so perché ma per me è sempre stato il contrario. Non che non sia bello oziare, non che sia bello aver sempre qualcosa da fare. Però io l’estate la odio dal profondo del cuore, e adesso ad esempio sono giunta al limite della sopportazione, non vedo l’ora di tornare all’università, anche “solo” per dare gli esami. Che sì, non è proprio lo stesso effetto, ma…insomma, QUANDO RICOMINCIA LA VITA NORMALE??

    1. Ti dico, non sono tipo che non fa niente… questo è il mio vero problema con un lavoro eheh. Avrei talmente tante cose da fare a casa che andare al lavoro mi toglie una marea di tempo utile 🙂 [logico che non sono sceso dall’albero ieri e so che serve per mangiare, ma…].
      Quando andavo all’Università (senti questo retrogusto nostalgico nelle mie parole!? ahahah) non c’era questo stacco netto fra estate/resto dell’anno. Avevo esami fino a fine luglio e qualcosa verso ottobre o così… perciò era una sorta di continuum…

      1. La risposta è stata un sonoro “ma vaffan…” ahahaha e sono rimasto con il vecchio ordinamento. Cosa che mi ha soddisfatto alquanto, devo ammetterlo 😀

    1. Non tutti i brani sono perfettamente delineati. Si vede che stavano cercando un loro suono (ancora si vedono le influenze – Zeppelin, Sabbath, Melvins e gli altri del grunge degli inizi), ma su Bleach nascono i Nirvana e nascono bene!

      1. Certo il consolidamento è poi avvenuto in Nevermind, la consacrazione però ci sono bravi di Bleach che sono venuti proprio bene, ad esempio mi viene in mente la celeberrima About a girl.

      2. Vero. Nevermind è la consacrazione, anche se è troppo pulito per i miei gusti. Quasi levigato. Preferisco un pò di sporcizia nel suono… About a Girl è quasi fuori posto per la sua vena melodica, ma è la gemma del disco.
        Stranamente io adoro l’Unplugged. Le versioni sono scarne, quasi “violente” nella loro semplicità, e Kurt canta molto bene. E poi c’è Where Did You Sleep Last Night (cover si, ma che cover!!).

      3. Esatto. La più Beatles del lotto. Ma io adoro anche le cover fatte con i Meat Puppets. Molto belle. Dannate e appropriate al tipo di sound ed emozioni che volevano fornire in quell’occasione.

Si!?

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