They’re gonna die… sooner or later

Ebbene si, per un pò lascio da parte tutti quei post zuccherosi e soffici come la carta igienica alla camomilla e mi getto in qualche amara riflessione (non vuol dire che penso alla mia vita, ma sono riflessioni che sorgono comunque… non stiamo a discriminare la qualità delle mie riflessioni per favore).
La prima, in ordine di tempo (a cui seguiranno altre, ma al momento sto a posto così), è quella riguardante la musica. Che strano, vero? Che sublime novità! Ironia della sorte a parte, c’è una questione che mi tormenta… quando i Grandi Vecchi della musica se ne andranno in pensione, moriranno o chissà che cosa, cosa ne sarà della musica? Ok, continuerà. Ma come?
Quando i Mostri Sacri saranno stufi di suonare, quando decideranno di appendere lo spartito al chiodo e dedicarsi alla collezione di farfalle, golf e giardinaggio, chi ci fornirà le emozioni? Le nuove leve saranno capaci di prendere il testimone e portare avanti la fiaccola della Musica di Qualità? Questa è la mia “paura”, il mio sospetto… non riesco a trovare molti nuovi volti che possono fare la differenza. Li capisco, molte delle cose rivoluzionarie sono state inventate, superate e scardinate e diventate vecchie, chi si mette a suonare adesso ha uno spettro minore di opportunità per creare qualcosa che sia realmente rivoluzionario. Non che non ne abbia le facoltà o la bravura, sia chiaro, solo che la materia prima è minore rispetto a quella con cui giocavano i Giganti su cui è seduto. Niente di più. Il tutto, ovviamente, reso molto più difficile dal pubblico esterno che sta facendo la sua amabile parte per cercare di uccidere le nuove band. Se un tempo il disco lo ascoltavi a ripetizione, talmente tanto che il lettore Cd partiva in automatico senza neanche aver inserito l’album, adesso il consumo di musica è diventato fast-food e le band (non tutte sia chiaro, sto generalizzando) cercano di portare la musica a quel livello. Un disco presenta circa 3 canzoni degne di questo nome, il resto sono riempitivi o scarti. Ed è un cane che si morde la coda, visto che non mi metterei mai a sentire un disco che presenta SOLO un 30% di canzoni decenti.
Ma sto divagando.
Le nuove band vengono effettivamente strangolate nella tomba, asfissiate dalla potenza del nome, del blasone e dei vecchi successi dei Grandi Maestri, band a cui non si può rimproverare nulla… solo un piccolo buffetto se fanno un disco scadente, ma se hai in repertorio qualcosa come Child In Time, Master of Puppets, Hangar 18 o chissà che cosa, allora ti puoi permettere il lusso di svaccare a volte. Solo per il gusto di andare a urtare i sentimenti dei fan. Le nuove band non hanno questo status, non possono permetterselo. Il loro pezzo migliore non si è sedimentato nella Storia musicale per decenni, non è passato di mano in mano da padre a figlio e poi al fratello, non è stato sussurrato perché impossibile da pronunciare in pubblico senza reprimende; la loro hit-song ha qualche mese/anno di vita ed è già vecchia e forse dimenticata.
Perciò chi prenderà il testimone dai, che ne so, Metallica quando decideranno che è tempo di spegnere l’amplificatore e godersi la montagna di denaro che hanno guadagnato? Chi riesce, effettivamente, a riempire uno stadio intero come gli Iron Maiden? O un Bruce Springsteen?
Già adesso vediamo che molti di questi Maestri sono tenuti in vita artificialmente (o si auto-sostengono grazie alla potenza del loro onore musicale) e li vediamo nuovamente sui palchi, in studio a registrare e le folle li seguono, vediamo le cover band ufficiali di gruppi attualmente in vita (AC/DC, Led Zeppelin – anche se sono in stadio comatoso da anni e anni-, Pink Floyd – ecco, loro sono al capolinea- o i Genesis – si riformeranno mai? No, almeno a quanto penso) e siamo/siete attratti come orsi dal miele. Si, perché se dovete spendere i vostri sudati euro, la band che si sceglie è quella che fornisce un volto ad un’emozione che vi ha dato una canzone. Punto.
Siete usciti con la vostra ragazza, per la prima volta, e sotto scorreva una sdolcinatissima Wanted Dead Or Alive di Bon Jovi? Effettivamente, a rigor di pazzia, sareste anche contenti di fornirgli 40 euro per il concerto… anche solo per sperare che questa canzone la rifaccia e potete guardare sospirante negli occhioni della vostra bella e dire “oh, la nostra canzone” (N.B. non è il mio caso… non ascolto Bon Jovi, ma dovevo fare un esempio papabile a tutti).
In un mondo ideale, futuro, in cui queste Dorate Cariatidi (lo dico con affetto sincero) sono estinte o in spiaggia a Miami, chi c’è la a farci sospirare? Molte delle migliori promesse recenti sono comunque band attive già da almeno un decennio e questo non le rende propriamente nuove e hanno guadagnato credibilità e fan-base solida e fedele; o, nel caso peggiore, è morto qualche componente e non possiamo più assaporarne la magia (es. i miei amatissimi Pantera).
Stiamo assistendo ad un fenomeno particolarmente ironico, cari miei, l’avvento di internet a permesso a tutti di farsi conoscere, di essere presenti nelle bacheche e di informare tutti cosa succede e della loro musica… ma ha accentuato l’effetto Alzheimer, la dimenticanza per eccessiva offerta e mancanza di adeguata ricezione. Se non si ha il tempo di conoscere qualcosa, di scoprirlo, di amarlo e proteggerlo, quanto tempo passerà prima che la mia attenzione sia dirottata da qualche altra “novità del momento”?
La mia domanda, perciò, rimane sempre la stessa: quando i Padri Fondatori della musica che amiamo saranno nel Valhalla a bere con Odino, noi rimarremo con un pugno di mosche o cercheremo di riportarli in vita, di nuovo? Saremo come bambini persi al Luna Park o ci riprenderemo qualcosa di nostro, di fresco e recente?
Prima o poi, però, non ci sarà più la possibilità di resuscitare. Si può riportare in vita una band fino ad un certo punto, poi, come è stato detto più che mai giustamente in Fight Club: “Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero“. E questo è un dato di fatto.
Perciò mi dico, nonostante il potere taumaturgico della musica passata mi rimarrà sempre grazie al Cd/Vinile…, devo prestare un’attenzione maggiore a qualcosa di nuovo, cercare di trovare qualcosa da affiancare al vecchio per farlo diventare tale? Vagheggiare nella speranza della venuta del nuovo Messia Musicale?
O mi ritroverò come quelle cariatidi a vaneggiare “su quella volta in cui ho visto i Deep Purple o Robert Plant dal vivo e io c’ero”? Talmente cieco e sordo a quanto mi sta di fronte da non riconoscere una cosa decente neanche quando mi schiaffeggia?

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Si!?

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