Chronicles of Ale and Schnitzel (aka Monaco-trip)

Finalmente ritorno a mettere qualche parola nera su un foglio bianco, dopo giorni in cui mi sono divertito a mettere un passo dopo l’altro sui ciottoli di Monaco (di Baviera, sia chiaro… sono un nulla-possidente e nell’altra Monaco riceverei il foglio di via appena entrato).
Come forse avete letto in qualche post precedente, anche il sottoscritto ha preso armi e bagagli ed è partito per una destinazione più o meno conosciuta ai più.  E perciò vi sfonderò la voglia di leggere sto blog con qualche post a tema.

DAY ONE – FROM HOME TO HOSTEL (e vi giuro che non c’era nessun tipo che cercava di squartare le persone nel sotterraneo).

Cosa serve per un viaggio a Monaco? Logicamente qualche vestito (tanto apro il cassetto e ficco in borsa quello che trovo nelle posizioni superiori… il mio stile non prevede il concetto di variopinto, sono 1 sfumatura di nero) e la musica da viaggio – ben 2 ore per scegliere cosa portarsi dietro nella chiavetta USB per l’auto. Le altre 2 ore le ho usate per caricare l’ipod, fedelissimo compagno dei miei pellegrinaggi.
La via prescelta è sempre la stessa: partenza da casa, autostrada finché non arrivo in Austria (comprare vignetta autostradale) e poi su fino in città… arrivo previsto? In due ore e quaranta minuti dovrei essere su.

SCELTA MUSICALE #1: con cosa iniziamo il viaggio? Bene, persi circa 5 minuti per trovare l’unico Cd che avesse la stessa lunghezza d’onda del mio umore, ho optato per il Boss. Ebbene si, il buon vecchio Springsteen è una sicurezza e permette l’andatura da crociera.
Cosa mi piace del viaggiare in auto? Quando ti siedi e la macchina va, leggera, tranquilla, liscia, senza troppi problemi… allora vedi che il tuo orizzonte lo raggiungi. E stai lasciando qualcosa alle spalle. Sempre. Quando parti ti lasci sempre qualcosa dietro che poi non troverai. Io lascio parti del mio umore.

MOMENTO DUBBIOSO #1: Se il viaggio funziona e tu hai una tranquillità buddista nel percorrere le strade, non può non esserci un evento che distrugge il karma positivo che ti eri creato. L’autostrada austriaca! Mai provata? Bene, questi maledetti dell’Austria ti blandiscono e poi ti colpiscono alle gambe… un pò come quando vedi una bellissima ragazza che ti fa l’occhiolino, si fa provocante e quando tu sei ormai lanciato come un caccia, ti dice che sta aspettando il ragazzo. Ecco una cosa di questo tipo. Dicevo, ti blandiscono dicendo che il limite, per quanto basso, è di 110 Km/h e poi, inevitabilmente, compaiono cartelli, segnaletiche etc che ti informano amorevolmente che dovrai andare a 80 Km/h. E tu ti gonfi di disperazione, andando a passo d’uomo e sai che se non ci vai.. beh, hai una bella foto ricordo con tanto di multa.

SCELTA MUSICALE #2 – #3: gli altri due album che vengono messi nel lettore Cd sono, rispettivamente, The Cold White Light dei Sentenced e Kata Ton Daimona Eaytoy dei Rotting Christ. La spruzzatina di Dark Tranquillity che arriva verso la fine è data da un ritardo imprevisto.

Il viaggio è tranquillo, nonostante la lentezza austriaca, e raggiungere Monaco è qualcosa di abbastanza veloce. L’ostello è sempre la, che mi aspetta a braccia aperte con la sua promessa di relax e accoglienza. E io vado da lui con le stesse premesse.
Check-in, portato i bagagli in stanza e dato un’occhiata sognante al tempo (un caldo africano), metto il mio culo per strada e vado verso il centro in cerca di qualche cosa di discretamente buono da mangiare. Ho una fame che mi mangerei un tombino, ma tento di fare lo snob.
Visto che “la luppia” mi acceca il cervello, mi dirigo verso un locale “spagnolo” dove fanno specialità di carne. Bistecca, insalata, mezzo litro d’acqua. Al primo boccone, vi giuro, è arrivato l’Arcangelo Gabriele e l’intero coro dei santi a cantare solo per me. Non era granché come bistecca, ma la fame era da Godzilla.
Nutriti gli appetiti più basilari, metto l’ipod e mi getto nella folla di Monaco. Mi immergo in questo marasma umano, un incrocio di culture, persone, stili di camminata e velocità. E la gente si muove e parla e ride… e io vado, guardando le ombre e scrutando cosa c’è in giro. Il bello di questa città è che, per quante persone siano compresse nello stesso posto, l’ordine con cui si muovono (nel loro caotico disordine da folla) è rilassante. Non c’è pressione, non c’è sovraffollamento. Solo tanta gente. Mettendo un passo avanti all’altro mi muovo sui classici percorsi, visitando nuovamente quello che ho già visto… come per mettere qualcosa di sicuro, un punto fermo. Ok, voi ci siete, vuol dire che sono qua.
Intanto, a suon di musica e scarpe consumate, arriva la cena ed il menù non può che essere quello delle grandi occasioni. Mi muovo come un cane da tartufo per i viottoli e arrivo ad una Birreria e la mi fermo (anche perché stava incominciando a piovere). Non serve neanche guardare la lista: Wienerschnitzel (Bistecca alla milanese per chi non mastica il tedesco) e una birra. Eh si. Per me poteva anche venire giù un’intera vasca da bagno… io ero in pace con il mondo.
E così sia.

Intanto vi do un assaggio di canzone da viaggio… anche perché perfettamente intonata a questa prima parte di racconto:

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4 Replies to “Chronicles of Ale and Schnitzel (aka Monaco-trip)”

  1. Fantastica Monaco di Baviera, ci son stato lo scorso agosto! :D…E beccai le giornate più calde del secolo, probabilmente. Visitai anche Salzburg (spostandomi con un treno regionale…di una puntualità e pulizia che mi hanno fatto piangere), pensando “ah, ora mi godrò la frescura austriaca”…35 gradi all’ombra….e non scherzo.
    Bellissima, cmq, Monaco e, tra l’altro, ho avuto la tua stessa identica impressione:
    “Il bello di questa città è che, per quante persone siano compresse nello stesso posto, l’ordine con cui si muovono (nel loro caotico disordine da folla) è rilassante. Non c’è pressione, non c’è sovraffollamento”

    Vabè, poi figurati, io sono abituato a Napoli, credo mi sembrerebbe più ordinato anche il Maracanà il giorno della finale dei Mondiali con il Brasile in campo.

    1. Guarda, per me è una meta ormai usuale… ci sono stato anche io lo scorso agosto per un pò di giorni di relax. Le giornate erano calde si, ma piacevoli… quest’anno, il primo giorno, era Africa ahah. Ma il bello è che con questo tempo ti puoi permettere la tranquillità di sederti in un Beergarten e spararti una birronza in tranquillità guardando la gente intorno.
      Salzburg è un’altra meta che ho frequentato abbastanza (diciamo due-tre volte) e nonostante sia una città carina, non offre moltissimo… a parte l’insensatezza delle barche che vanno a tempo di walzer, causando non pochi conati di vomito ai turisti che si avventurano. Non è per dire, vanno realmente a passo di walzer con piroette etc. Una cosa allarmante.

      Sai che non sono mai stato a Napoli!? :/ mea culpa immagino, ma quando guardo le vacanze raramente il mio sguardo si rivolge verso sud… cerca inevitabilmente il nord. Devo avere una bussola tarata verso la Groenlandia! hahaha 😀

  2. Vero, non ci sono molte cose da vedere: una volta che hai fatto la passeggiata a Mirabell, visto la casa di Mozart, la piazza, poi c’è poco altro…la fortezza, ma ricordo si pagasse, per questo non entrai (io faccio turismo barbone: dove posso risparmiare là vado. Entrai al Louvre approfittando della domenica che era gratis). Mi piacque per quella sua immagine da cartolina, però sì, forse più di un giorno poi ti stufa.
    Ciò che mi piacque, poi, fu durante il viaggio in treno vedere tutte quelle casette in campagna, fatte di legno, col giardinetto curato e poi il recinto con le vacche: pareva di stare in una stampa d’epoca, non so…io poi amo il bucolico 😀

    Pure io viaggio sempre verso Nord, ma più che altro perché rispetto a me andare a Sud vuol dire andare al mare, cosa che io non amo. E poi soffro il caldo, le prossime vacanze mi sa le farò in Svervegia 😀

    Napoli non so se la consiglierei. Chiariamoci, io la amo, per me potrebbe essere una delle città più belle del mondo, ma…la vedo e soffro. È come guardare un leone sporco e rinsecchito nella gabbia di uno zoo.

    1. Esattamente, dopo un giorno stufa ma merita una visita. Ok, ammetto che per me non è una varietà di paesaggio così enorme come per altra gente (vendendo da Bolzano, non c’è così differenza per certi versi… a parte che Salzburg ha una componente estremamente austriaca nel proprio sviluppo architettonico).
      Ah, le vacanze in Svervegia. Io mi sono gustato Copenhagen, ma vorrei visitare di più di quei posti. C’è di che divertirsi. Anche perché, per il sottoscritto, musicalmente hanno tantissimo da dire (non tenendo conto delle cose storiche, vichinghi etc).
      Interessante come definizione di Napoli e questo rapporto che hai con la tua città. Non so se andrò mai a visitarla, ma non dico di no, chi lo sa. Io consiglio la mia di città, ma unicamente se si viene qua durante la settimana… il weekend incomincia il lento declino con poca vita commerciale e i ristoranti chiudono (!). Ma se si viene in estate, fidati, non c’è ragione di restare in città, meglio perdersi nei monti intorni. Una bellezza 😉

Si!?

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