Eight Things I Hate #2

Visto il grandissimo successo di pubblico e critica (ah ah) della scorsa puntata delle cose che odio, e non potendola fare lunedì perché sono invecchiato e non mi pareva corretto, ecco che ripropongo una grandissima hit dell’estate: le otto cose che odio mortalmente.
Non ci sono scuse o possibilità di esclusione, questa lista è fatta con livore e piena, consapevole, autoritaria (ah ah) rabbia. Non sarà lunedì, ma ogni volta che guardo l’orologio è sempre la stessa ora… forse dovrei cambiare batteria, ma a questo ci penso dopo.
Pronti, attenti, VIA.

1) Iniziamo subito con un grandissimo classico dell’odio. Non so voi, ma il sottoscritto, sfortunatamente, per lavoro deve vestirsi in giacca e cravatta. Oltre al caldo inumano che causa quando il mondo esterno posiziona il riscaldamento su 38°, rendendo il sottoscritto appiccicoso come una carta moschicida (che bell’immagine eh?), il vero e grandissimo problema è quando esci a mangiare con colleghi/clienti. Avete presente quando come pasto, per errore, perché stai parlando, perché hai la mente da un’altra parte, ordini gli spaghetti al sugo? Ecco. L’odio feroce è dietro l’angolo… tu arrotoli e… SPLAT… hai la camicia zebrata. Una cosa che mi causa sempre un’embolo di rabbia. Poi vai in giro che sembri appena uscito da Salvate il soldato Ryan e ti guardano come il primo pezzente.

2) Odio senza appello anche i proprietari dei cani. Non i cani, per quanto io apprezzi decisamente di più i gatti. Il proprietario di cani, se ignorante e maleducato, non concepisce che far cagare il proprio cane nella proprietà altrui o sul marciapiede non è una cosa cool o divertente. No. Perché alla mattina fare lo slalom non mi piace. Soprattutto quando cerco  di correre verso l’autobus in quanto ritardatario cronico. Io chiedo senza umiltà: ma fate cagare i cani a casa vostra? O, almeno, raccogliete? Il cane mi sta simpatico. Voi dovete morire.

3) In questa bellissima classifica non può non mancare, logicamente, anche Treni Italia. Ammetto di non aver parole in merito… non riesco a formulare niente di comprensibile se non una sequela di bestemmie fatte e finite. Ma si può? In ritardo. Sporchi. Lerci. Lenti. In ritardo (l’ho già scritto?). Introvabili e spesso danneggiati. Un vero piacere. E poi ti chiedi perché cerchi forme alternative di spostamento: risciò, bici, corsa, a cavallo dei porcellini d’India.

4) Al quarto posto di questa fantastica rassegna stampa del livore e della rabbia… ci sono loro. Si, proprio loro.  Le penne che non funzionano. Ok, vi sembrerà una scusa microscopica. Sembrerà raschiare il fondo del barile, ma avete mai provato a trovarvi davanti al cliente con un set di penne da far invidia alla BIC e vi trovate scarico? Una cosa imbarazzante. Soprattutto quando poi devi pregare il cliente: “scusi, ha una penna?” e perdi quell’aura da super-figo che ti eri creato nel corso della trattativa. Più che odio questa è un’elegia alla tristezza.

5) Ebbene si, ammetto che suonerà alquanto intollerante… ma non è da intendersi nella versione brutale. Cercate di seguire il ragionamento. Non riesco a sopportare assolutamente il mendicante ossessivo e pedante. Ognuno può essere/fare quello che vuole (e logico che ti viene il male a vedere persone che sono costrette a mendicare, ci mancherebbe… non sono assolutamente insensibile) ma quando ti dico di NO, che non voglio darti assolutamente niente, non mi tampini per 5 minuti chiedendo qualcosa, no? Ok provarci. Ci sta. Ok ritentarci, lo capisco. Perseverare NO. Assolutamente no. Lascia stare. Una vignetta comica l’ho vista in quel di Innsbruck (Austria)… al terzo no di un poveraccio seduto su una panchina (e si stava mangiando allegramente il suo pranzo, un pezzo di pizza), il mendicante di turno gli ha chiesto per la quarta volta: ma almeno un pezzo di pizza me la dai? Lo sguardo della persona, fra il bovino e il “caduto dal cielo”, è stato impagabile. La risposta è stata un categorico: no, neanche per sogno.

6) Odio i tipi giovanili. Cioè, intendiamoci. Odio le persone anziane che fanno i giovanili. Che si truccano come Britney Spears e hanno circa 40 anni per gamba. Sono cose che mi rendono particolarmente astioso. O divertente. O malinconico. Il sentirsi giovane dentro è una cosa che va bene, mi sento giovane dentro anche io (ah ah), ma portare fuori questo rigurgito di gioventù quando hai un’età che non è più propriamente verde non è una mossa fra le 10 più azzeccate. No? Sbaglio? Sto correndo dietro al nastro rosso come il proverbiale toro? Io non credo. Ma quando sono io che faccio da giudice e giuria non sono la persona più obiettiva al mondo.

7) Nelle ultime due posizioni della classifica, e non per demeriti sportivi, si trovano due attività che riescono a fracassarmi la uallera come poche altre. Incominciamo con la prima. Odio mortalmente chi mi chiama al telefono per le promozioni. Li capisco profondamente. Ho un’empatia quasi personale con loro (e non sto a spiegarvi il perché) ma dopo la 6a telefonata non ci sto più dentro e sbavo come un rottweiler. Vi giuro, li capisco. Ma tantissimo. So che bisogna chiamare e martellare la persona come non ci fosse un domani… ma visto che lo so, non riesco a reggerlo. Non ce l’ho con loro. Con la modalità. Per questo sono profondamente gentile con la persona e astioso come una tigre in gabbia con il sistema.

8) Il vero e proprio highlight odierno non può che spettare a loro: i Testimoni di Geova. Intendiamoci, anche in questo caso, pur non essendo per niente d’accordo con quello che professano, non mi sento proprio di stigmatizzare queste persone. Ognuno crede in quello che vuole, ci mancherebbe. Siamo in un Paese libero e questo si misura nel fatto che la mia libertà si ferma dove incomincia la libertà di un’altro. Bene, detto questo e non per essere un politically correct, mi spingo a dire che odio ferocemente quando arrivano a casa mia, di domenica mattina, e incominciano a suonare come i cannoni di Navarone. Una cosa incredibile. E tu dormi beato, tranquillo… e senti alle 7 di mattina un selvaggio trillo in casa. Vai alla porta pensando a qualcosa di realmente importante e ci sono loro… e pongono delle domande esistenziali, moderatamente generiche o velatamente minacciose/catastrofiste. E poi si lamentano se il prossimo, cioè io, addormentato come un Panda, fornisco risposte leggermente fuori dagli schemi.

” Lo sai che Dio ti ama?”
” Io amo Satana”
* Conversazione finita per KO tecnico del duo* Logicamente le mie credenze personali non si pongono su certi standard, ma fornisce sicuramente un punto di rottura nella conversazione.

“Ci stiamo avvicinando alla Pasqua. Lo sai che tutti dobbiamo morire?”
*Conversazione finita per KO tecnico mio* Effettivamente mi è mancata la risposta chiave e mi son messo a ridere. Iniziare una conversazione dicendoti che “tutti dobbiamo morire” non è proprio il modo più efficacie per intavolare una discussione. La mia risata isterica, di prima mattina non avevo la forza di formulare una risata altezzosa, ha messo fine ad una chiaccherata che era destinata a finire in putiferio.

“Vorremmo parlare della Parol….”
“No”
*Conversazione finita prima di iniziare* Non ho commenti divertenti da fare, ma penso che un No diretto mi abbia risparmiato ulteriori tentativi di conversazione. Tipo “ma lo sa…”, “i bambini… chi ci pensa ai bambini??” ah ah

E come colonna sonora di questa puntata, a grande richiesta… rullo di tamburi…

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12 pensieri su “Eight Things I Hate #2

  1. una sera in colonne a milano, gruppo di adulti e bambini rifilano volantini colorati. mi si avvicina una signora e mi fa: posso lasciarle un volantino? chiedo: di che parla? risposta: di gesù! mia risposta: no grazie, sono allergica. la sciura ci è rimasta malissimo, io soddisfattissima!

    1. Vedi, non è che ce l’hai con la persona… è che ti approcciano in tutte le maniere peggiori. Poi logico che non ti viene da restare a sentirli… la conversazione si blocca allo stadio 1.
      Comunque “sono allergica” è cattivissimo 😀 eheh.
      Approvo 😀

      1. Infatti! Credo che userò la risposta No grazie sono allergica per qualsiasi cosa che mi infastidisce! Sempre meglio che iniziare a insultare la gente, poi il karma ne risente!

      2. Ah, questo karma!!! 🙂 Il “sono allergica” può avere anche varie sfumature, perciò utilizzabile come un vestito eheh.
        Io devo affinarlo ancora, lo uso poco… ma sto cercando una mia via 😀

      3. Eh dai! Anche oggi al semaforo il tipo di fianco mi ha fatto praticamente una radiografia, e invece di insultarlo o rispondergli male, gli ho fatto un sorriso 🙂 sono convinta che ripagherà!

      4. Ma in questo caso il karma ha meno efficacia, perché nella radiografia, il tuo IO, ne ha tratto un minimo godimento 😀 heheeheh. Il karma funziona se puro 😛

  2. Mia madre una domenica mattina scese brandendo il suo personalissimo mattarello per stendere la pasta, inveendo contro i testimoni di Geova.
    Da lì, non c’hanno più suonato.
    Chissà perché!

    Comunque ste liste d’odio mi piacciono parecchio! XD

    1. Ahahah… vedo che non sono l’unico a trovare dei modi alternativi per non farli ritornare 😀 ma il mattarello non è il mio stile (anche perché non sono sicuro di averne uno… devo controllare 😛 eheh).
      Comunque avrei timore anche io se venissi accolto con il mattarello…

      Grazie Nana! 🙂

Si!?

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