I Discutibili – post # 1

Ed ecco qua il mio primo intervento ne I DISCUTIBILI.

Sinceramente non lo so, ma devo ammettere che c’è una cosa che mi rimane sempre in mente, non riesco proprio a schiodarla: quella maledettissima soundtrack lounge tamarrissima. Ok, lo so, vi state chiedendo: “come diavolo fai a prestare attenzione alla colonna sonora quando c’è un che di ballerino di fronte a te? Sarebbe come entrare al Louvre e perdersi dietro all’estintore”. Lo so anche io che non è l’opera d’arte, ma qualche valenza ce l’avrà anche lui, no? Ecco, per me è la colonna sonora: quel groove liquido e falsamente malizioso, quel tipico andamento ciondolante e “da ascensore” mi ammaglia come Ulisse con le sirene. Ste maledette.
Spezzo una lancia in favore della suprema programmazione televisiva post-mezzanotte… non puoi non prestare attenzione a quanto viene messo in onda, soprattutto perché concilia enormemente il sonno. Un calmante naturale. Non poche volte mi sono ritrovato cullato da queste note infide, quando avevo lasciato lo stesso canale sull’onda della malinconia e del giovanilismo con la replica della replica della seconda puntata dell’Uomo Tigre (Il Tigre!! Ah, le soundtrack di una volta)… e mi ritrovo all’interno di un sogno proibito di Bukowski. Vi chiederete perché citare Bukowski in tema softcore, proprio perché di poetico o di anche lontanamente eccitante non c’è proprio nulla. Solo una manciata di tristezza in pillole e qualche risata repressa. E, sempre, la colonna sonora di infima qualità che ti sussurra di piaceri nascosti, di realtà che ti perdi, di sessualità prorompente dietro l’angolo… peccato con un tono fastidioso e così ti giri, ti gratti la pancia e cerchi il telecomando, eccitato come quando stai redigendo il modello F24 per le tasse. Sarà che siamo costantemente bombardati da immagini softcore, sarà che il livello di scandalo per il sociale si è alzato, ma quanto proposto dalle televisioni locali è l’equivalente del Bagaglino, solo con le battute più divertenti. Ci tentano questi geni del crimine, sforzano le loro malefiche menti per cercare di coinvolgere il pubblico a casa: le telefonate a prezzi da svenimento, i messaggi acchiappa-allocchi, la parola maliziosa (che non capiscono) sospesa a mezz’aria o anche solo l’accenno di visibilità di una mezza chiappa schiaffeggiata con fare malinconico e con la stessa voglia che hai te di leccare un tombino. Il tutto condito, logicamente, da certe ambientazioni stile magazzini generali: neon che pendono, divano sfondato… mancano soltanto i muletti che passano dietro e qualche sacramento in sottofondo. Giusto per dare un po’ di colorito e romanticismo alla situazione, solo per fornire un po’ di pepe. Non si chiede molto. Anche perché, come detto, quello che ti si conficca nel cervello è solo la colonna sonora… e il massimo che riesci a focalizzare, chiudendo gli occhi, sono i mullets arroganti, i baffoni a manubrio e donnone iperultracotonate capaci di stendere un toro con un braccio e qualcosa di simile a: “Ja Ja, noch weiter… ja ja… so guat”.
E ti scendono le lacrime.
E ti alzi, spegni la televisione e cerchi il PostalMarket annata 1987. A mai più.

Lo trovate al link: http://discutibili.com/2013/07/24/guest-star-softcore-zeusstamina/

Enjoy.

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