Eight Things I Hate

No, cioè… in italiano un articolo non può partire così, ma visto che non siamo né sul Corriere della Sera né su DiPiù (che scrive peggio) allora me lo posso permettere. E me ne prendo la responsabilità.
Vorrei lasciare un attimo la bolla zuccherosa e zucchero-filato-sa dei ricordi (che riprenderò con un’altra entusiasmante puntata di Pictures in a frame #2… tremate a voi che potete), per stilare una rancorosa, violenta, acidissima e altamente pensionabile lista delle 8 cose che odio. La metto giù il lunedì, perché mi ha stimolato questa amarissima riflessione Fuochi Anarchici e mi getto nel mio animo più brutto.

1) Odio in maniera mortale, velenosa, ignobile, da uccisione sul posto senza giuria e processo sommario, la persona che mastica la gomma da masticare con la bocca aperta. Non posso reggerlo, mi sembra di assistere al pranzo di una mucca e se dalla mucca posso accettarlo (la natura vince sempre), dalla persona umana no. No. Assolutamente no. E il rumore della masticazione è rivoltante.

2) Altra cosa che disprezzo in maniera fotonica sono i sacchetti di plastica biodegradabile del supermercato. Non è possibile che io faccio la spesa, ci metto dentro due cose in croce e questo dopo 5 passi si spacca. Mi vengono i brividi giù per la schiena. Tremarella. Mano che ha spasmi ed una suprema, incontrollabile, invincibile voglia di tirare un sacramento.

3) Nella top eight delle cose che odio è quello che fa il furbetto in fila. Ok, so che sembro un pensionato di merda. Ma se sono in fila da 30 anni e questo qua mi scavalca con una scusa schifosa, giuro che mi verrebbe voglia di tirar fuori il machete e fare uno spezzatino di persona sul posto. Mi potete dire: “se eri in fila da 30 anni, cosa ti lamenti per una persona in più?” – quella persona in più è troppo. La goccia che fa traboccare il vaso.

4) Odio le poste italiane. Servono spiegazioni? Entrare negli uffici postali è come intraprendere il viaggio di Ulisse verso Itaca. Non arriverai mai alla fine di sto maledetto percorso.

5) Ammetto che questo quinto punto è estremamente personale, ma lo metto comunque e provo a renderlo generico. Fucilazione e impiccagione subito per chi riga le macchine. Sarà che mi sono ritrovato la mia prima eroica macchina graffiata, in maniera dolosa e bastarda, per ben due volte nel corso della sua onoratissima carriera. Io non so voi, ma trovarsi la propria macchina sfregiata è una cosa che ti riempie di una rabbia malinconica. Il 90% delle volte non l’hai finita di pagare e il 230% delle volte non sai chi ringraziare e allora puoi trovare sfogo unicamente chiamando in causa divinità pagane e non.

6) Sarà lo spirito nordico, sarà il sonno mattutino, sarà quel che sarà… ma io detesto cordialmente le persone che vengono ad importunarmi con facezie varie ed eventuali di prima mattina. Cerco sempre di mettermi un cartello “Non rivolgermi la parola” al Neon sulla camicia, così da scoraggiare qualsiasi tentativo di conversazione da parte di qualsiasi persona casuale che mi capiti a tiro (ovviamente non tutti subiscono questo trattamento e P. può testimoniarlo, visto che al weekend, di prima mattina, parlo come non ci fosse un domani visto che mi sveglio in media 2 ore prima di lei). Il lunedì non potete importunarmi, non così, non brutalmente.

7) Avete presente il collega bravino, il precisino, quello che ha fatto quello che avete fatto voi “ma MEGLIO”? Il collega che non perde occasione per ricordarti quanto è bravo, quanto è super, quanto è qualcosa? Bene, ghigliottina. Viva Robespierre. Urta i nervi. Non mi interessa se qualcuno è più bravo, se lo sarà meritato (non sono invidioso), ma il continuare a martellare sulla questione come non ci fosse un domani è qualcosa di pesante. Mortalmente pesante.

8) Ultima cosa che odio, ma non meno fastidiosa, è quando riesco a perdere l’autobus per un millesimo. Mi lascia basito. Fermo come un gatto di marmo o una statua di sale. Anche perché correre con questo caldo stroncherebbe Usain Bolt. E io, vi giuro, non sono assolutamente veloce come lui… anche se correre dietro l’autobus stimola il mio animo da ghepardo. Senza fiato, ma da ghepardo. La visione post-corsa del sottoscritto non è edificante ed è per questo motivo che è odioso il fatto di dover correre dietro l’autobus. Perdo il mio naturale e insindacabile aspetto nobile (ah ah ah), il monocolo mi scende e la brillantina non tiene più la forma perfetta che deve. Uno scandalo caVi miei. Un veVo scandalo. Praticamente è come sfregiare un bene protetto dalle Belle Arti (ah ah ah).

Non potete sapere quanto bene si sta dopo aver sputato un pò di veleno! Rinasci come la Fenice.

E per festeggiare la nuova tranquillità dell’animo:

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23 Replies to “Eight Things I Hate”

    1. Guarda, ammetto che la questione della fila era quasi troppo generica… ripensandoci bene direi che odio il pensionato che mi pressa perché deve prendere il pane/giornale/posta etc… ma spiegami cosa hai da fare!? Lasciami fare che vado al lavoro e poi puoi tornare a guardare i cantieri!

    1. comunque: il saltatore di fila è una cosa prettamente italiana, così come i bastardi autisti dei mezzi pubblici che ti vedono correre e se ne fottono. secondo me è perché noi italiani siamo tutti stronzi e godiamo a fare cattiverie agli altri.
      ora che ci penso, il mio video è proprio da stronza… 😛

      1. Ahaha. Si, abbiamo dei tratti distintivi di un certo spessore… non sempre succede che ti passano davanti con indifferenza, ma un buon 60% delle volte è troppo. Soprattutto quando tu hai un appuntamento importante e devi per forza essere in un certo luogo ad una certa ora.
        Il saltatore della fila (soprattutto se pensionato) è da sopprimere!!!

      2. Sante parole!!! 😀 Infatti, capisco le abitudini di alzarsi alle 6 per prendere il pane, ma se mi vedi correre, lasciami passare no? Tanto hai il giorno davanti…

      1. hehehehehhehe!!! a me da fastidio quelli che fanno il rumore di “risucchio” con la saliva prima di parlare. ho il mio capo che lo fa in continuazione, e ogni volta lo cazzio!

      2. Urco, vedi te… sono questi particolari che ti fanno capire perché qualcuno, un certo giorno, entra in ufficio con una katana! ahahaha. Scherzo… ma è realmente fastidioso.. e ne ho ancora in mente… ma li tengo per la prossima puntata di “Pessimismo & Fastidio” ahahahaha 😀

      3. mai negato di averlo! è che è molto cheto, esce fuori solo quando proprio non ce la faccio più! tipo in sti giorni che ce l’ho col mondo. fortuna che il 3 agosto vado in ferie.

      4. Guarda, ti capisco. Solo che io sono qua tranquillo 😀 ahahahah.
        Comunque lode alle ferie… anche io dal 2 agosto sono in ferie… ahahaha… il vero punto di svolta dell’anno.

    1. Ma figurati!
      Vi sto già seguendo dall’alba dei tempi (dicasi da quando ho visto un tuo primissimo post).

      Sinceramente interessante come iniziativa… gruppo chiuso o partecipale?

      1. Grazie mille.
        Il pezzo deve avere qualche caratteristica? Lunghezza etc etc o è libero?
        Ho visto che andate a temi (adesso c’è il Softcore), perciò basta basarsi su questa linea guida.

        Mi intriga la cosa… ehehe

      2. Ottimo! Avevo visto la Gmail nei contatti.
        Vedo se il mio cervello partorisce qualcosa di decente per il softcore, se no aspetto il prossimo argomento e lo propongo come “intervento Guest”.

        Grazie per la segnalazione e per lo sponsor.

Si!?

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