Sleepwalker

Ciao mondo,
stamattina mi sono alzato, mi sono lavato e fatto colazione. Sono arrivato in ufficio intorno alle 8.45 (si, sono fortunato… non inizio alle 7/8… ma vi giuro che farei volentieri a cambio, fidati) e ho incominciato la trafila lavorativa. Telefono, internet, foglio Excel, telefono, internet, foglio Excel… etc etc. Il tempo di andare a pranzo e ritornare verso questa valle di lacrime. Nuova trafila lavorativa: telefono, internet, foglio Excel, rapida apertura di un foglio Word e via dicendo. La cosa più incredibile, più insensata, è che siamo nel tardo pomeriggio e non mi sono ancora svegliato. Sto ancora dormendo. Viaggio sonnambulo da un posto all’altro, scansando i pericoli della strada e viaggiando con pagaia e lume nelle nebbie della sonnolenza più profonda.

No. Non mi drogo.

Ho solo sonno o un lavoro noioso all’inverosimile. Punto con il secondo. Anche perché la ripetitività è una cosa dannosa. Continuare a rifare gli stessi gesti, in maniera meccanica giorno dopo giorno è una cosa che uccide l’anima. Piano piano incomincia a morire qualcosa dentro, l’entusiasmo, il guardare alla giornata successiva con quella forza d’animo che ti spinge a fornire il 100% di te e qualcosa in più. Ad un certo punto vedi la tacca della tua forza residua, dell’entusiasmo rimanente che scende, decrementa in maniera lenta ma inesorabile. E, dannazione, non c’è nessuna ricarica come negli shooter in prima persona… non giri l’angolo e trovi il medi-kit che ti fa schizzare l’adrenalina ai massimi termini.

Ed eccoci qua a parlare di noi stessi, di come la cosa più eroica che l’uomo possa fare nella sua vita non è salvare il mondo (quanto sarebbe bello), non è tutelare un panda (dannazione, anche questo me l’ero scordato) o evitare che i Paesi vadanno in guerra, no. No! No! La verità è che la cosa più eroica che possiamo fare è continuare ad andare avanti, stringere i denti ed andare avanti. Non dico accontentarsi, ma proprio lottare fino in fondo alla giornata. Possibilmente senza sputare sangue. Possibilmente senza andare a spaccarsi le ossa inutilmente. Accontentarsi è morire.

Accontentarsi è morire. Accontentarsi è morire. Accontentarsi è morire.

Forse se me lo ripeto abbastanza spesso me ne convinco anche io. Ma seriamente.

Accontentarsi è morire. Accontentarsi è morire. Accontentarsi è morire.

Quello che vogliono farti credere è che devi continuare a pretendere, crescere, avanzare, consumare, spendere, vivere come un nababbo e fluttuare come uno sceicco.

Accontentarsi è morire. Accontentarsi è morire. Accontentarsi è morire.

Siamo spinti inesorabilmente verso un destino consumistico, scialacquando soldi ed energie dietro un pallido riflesso di felicità… una felicità che ti viene calata dall’alto e che non ti appartiene. Te la instillano come un vaccino per tenerti buono. Una sorta di tranquillità sociale. Un anestetico verso un qualcosa di migliore.

Accontentarsi è dignitoso. Accontentarsi è logico. Accontentarsi è qualcosa a cui puoi aspirare.

Soprattutto se ti accontenti di mete che ti poni te. Che sono alla tua portata, che tu metti come obiettivo di felicità. Non serve seguire come cani da tartufo qualcosa di irraggiungibile, la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno, il vello d’oro. No. Metti una meta tua, qualcosa che senti, che ti descrive, che ti completa e ti arricchisce veramente. Questo è l’accontentarsi che voglio. Quello a cui miro. Il mio salto di qualità.

Paradossale, sono partito a parlare di sonnambulismo e finisco a parlare di soddisfazione personale. Non c’è connessione, non c’è relazione. O no?

In ogni caso metto su gli Screaming Trees con Working Class Hero (una cover, logico… non serve che vi dico chi è l’autore) e so che tutto va bene.

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4 Replies to “Sleepwalker”

    1. Hai fatto benissimo e ti auguro tutto il meglio. Veramente.
      Crepi il lupo, perché anche io non voglio accontentarmi, sicuramente non della “felicità” che ti impongono di avere. Voglio qualcosa di diverso e lavoro in tal senso!

  1. Ma io che m’ero tutta invasata pensando che parlassi dei Klimt? 😛

    Però, ammetto che il post è stato migliore.
    Mai accontentarsi.
    A me non sembra che tu lo faccia.

    Bisogna solo stare attenti a non farsi portare giù con tutti altri.
    Stringi i denti ed insegui i tuoi sogni!

    1. Ahaha… ma lo sai che mi ci hai fatto pensare ora? Sleepwalk in Rome… vero? 😀
      Grazie mille cara, no, infatti, mai accontentarsi per qualcosa che ti calano dall’alto, qualcosa di non tuo. Io mi accontento per obiettivi che mi pongo io, per felicità mie. Il resto è anestetico per cavalli 🙂

Si!?

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