Bring ‘Em Back Alive (again…)

Ciao mondo,
ci sono cose incredibili nella vita. Punto. Cerchi di spiegartele razionalmente e poi sai che di mezzo ci sono solamente i soldi e nient’altro.
Ami un gruppo alla follia, lo ritieni incrollabile e perfetto nella sua forma. Non può far altro che sfornare l’ennesimo capolavoro che ti toglierà il respiro e questo che fa? Pian piano cerca di distruggersi con le proprie mani, con droghe, alcool o beghe da bambini della quarta elementare. Tu lo sai, lo senti nelle viscere che questa è una anticipazione, solo un preludio che anticipa la scena principale in cui tutto esplode in mille pezzi e tu rimarrai distrutto e piangente. Ma non è ancora ora. Sei il Grande Fratello che osserva silenzioso il talento di una band assottigliarsi, svanire in rivoli microscopici e noti l’aumentare dell’ego, dei problemi, di scappatoie più o meno vaghe per ciascun suo fallimento. Tu lo ami e gli dai fiducia, speri che quello che produrranno, quello che la casa discografica spaccia come il “miglior album di sempre” sia almeno una vaga copia di un album decente che hai già sentito. Questo sarebbe sicuramente meglio che il più tenebroso dei tuoi pensieri: un disco cagata. Il riempitivo. Il sottobicchiere. L’album da tenere con un 50% di ribrezzo ed un 50% di vergogna nella parte meno illuminata della tua collezione di dischi. Lo ascolti e commenti agli amici “no, sapete, non l’ho sentito bene, mi pare di aver notato qualche colpo d’ala, qualche pezzo interessante… ma vorrei approfondirlo ancora”.

In cuor tuo l’hai già condannato a morte. Sei il secondino che accompagna l’album alla sedia elettrica gridando “Dead Song Walking”. Colpi di campana. Amen.

Ritorni, morbosamente, sul luogo del delitto e riprendi in mano questo obbrobrio e ti ci dedichi d’impegno. Ma in modalità KGB. Nessuno al mondo dovrà neanche immaginarsi che l’hai tirato fuori dalla gogna. Alla fine, con tranquillo disinteresse, getti l’argomento in campo… “ah, ma sapete l’album… beh… guarda… era na cagata” Punto. Indelebile. Mortuario. Un colpo alla testa del moribondo.

Da questo momento incominciano le lacrime, da qua ci sono singhiozzi e momenti simili all’adorazione della Madonna. Prendi i vecchi Cd, quelli dove il gruppo era veramente in palla, e li consumi come non hai mai consumato niente in vita tua. Li distruggi d’ascolti. Ti vien quasi il vomito da quante volte hai sentito sta band. Ma tu perseveri e, come in tutte le relazioni tormentate, finisci per accettare l’inevitabile. Il gruppo si scioglie e tu ne rimarrai senza. Non senza un certo sospiro di sollievo vista l’ultima prova in studio… e il tuo cuore è felice. E tu passeggi a tre metri da terra. L’animo è in pace.

Passano mesi, passano anni e tu rimani nei ricordi. Incornici le notizie, salvi gli articoli, nostalgicamente metti su il disco che ti piace e ne assapori la fragranza. Degusti il dolce nettare che sa produrre. Qualcosa però è nell’aria.

Tu lo senti.

Sai che è dietro l’angolo. Non lo vedi. Ma il tuo quinto senso e mezzo di Dylan Dog – iana memoria ti dice che è la. Nell’ombra. Pronto

Arriva.

Scandalo.

Morte.

Distruzione.

REUNION!!!!!!!!  La Reunion no!!! Non la vogliamo. Basta. No. Avete detto quello che avevate da dire. Basta. Statevene in pensione, dove volete, ma basta. Non tormentateci. Tanto lo sappiamo che l’avete fatto per soldi. Che volete unicamente speculare su quei quattro maledetti euro che abbiamo in tasca e che non siete riusciti a rubarci con compilation, retrospettive, raccolte, best of e schifo vario. I miei soldi non li avrete! Mai.

MAI.

Almeno finché non esce il disco. Ovvio. Perché una chance si da un pò a tutti vero? Cioè, ma devo proprio essere io quello cattivo che vi affossa definitivamente!? Cioè… credetemi, non vorrei. Vorrei avere la fermezza stoica che mi permetta di restare immobile di fronte alla tentazione e al richiamo da sirena fornito dal nuovo, succulento, disco della tua band.

Ma ci ricasco.

E riporto in vita questa relazione che sa di stantio. Che puzza di vecchio e di favoreggiamento alla prostituzione. Tu paghi per poter essere preso in giro. Sei un venduto.

Ma almeno lo sai.

Il primo passo per combattere una dipendenza da cazzate è ammetterla.

Io ammetto che darò sempre una chance alle Reunion… anche se mi deluderanno.

Masochismo. Penitenziagite.

Ah, fustigatemi… ma ne sono contento. E mi continuo a torturare cercando di trovare scampoli di luce in un disco che più brutto non si può.

Non ha niente a che fare con il tema trattato, ma potete spiegarmi cosa c’azzecca The Illusion of Power dei Black Sabbath  con la loro storia? Cioè, sono anni e anni che cerco di capire quanta droga si è pippato Iommi per produrre una cosa così ignobile… dopo aver prodotto delle perle spettacolari come, ad esempio, e senza andare nei primi cinque dischi, una Hole In The Sky.

Ah le domande… ma di più… ah… le risposte….

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4 Replies to “Bring ‘Em Back Alive (again…)”

    1. Guarda, se posso dirtelo 3/4 dei gruppi che seguivo hanno fatto sta fine misera.
      Non ce la faccio sai? Probabilmente sento in streaming e poi finisco inevitabilmente per comprarlo per una malcelata mania di collezionismo e completismo XD

Si!?

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