Educazione Siberiana (Nicolai Lilin)

Ciao mondo,
sopravvissuto degnamente alla cena di questa sera, mi è “salita la scimmia” di provare a raccontare uno dei libri “rivelazione” di questi mesi: Educazione Siberiana.

Nicolai Lilin – Educazione Siberiana

Perché rivelazione fra virgolette? Perché il libro, quando l’ho letto, era ormai abbastanza conosciuto (essendo uscito già da diverso tempo) e perché, a distanza di settimane/mesi dalla lettura, continuo a domandarmi se è realmente un ottimo libro (come inizialmente avevo giudicato) o unicamente un buon libro.

La domanda non è balzana, in quanto Educazione Siberiana di Nicolai Lilin mischia bene sia l’aspetto narrativo sia quello più “documentaristico”, fondendo parti di racconto vero e proprio con alcune digressioni sugli usi e costumi dei criminali onesti siberiani. Questo permette due tipi di lettura: quella più “leggera”, fornita dalla storia di Kolima e dei suoi amici nell’universo criminale e quella più “impegnata” con il racconto delle tradizioni criminali. Questo permette una longevità nettamente maggiore a Educazione Siberiana, permettendo di sopravvivere alla classica “lettura estiva” per renderlo degno di essere tenuto nella libreria.

Partiamo dagli aspetti positivi di questo libro. Prima di tutto posso affermare che Lilin ha gusto nella scelta della narrazione. Pur essendo leggermente incostante nel racconto (alcune digressioni sono ampie e rischiano, quasi, di far perdere contatto con la trama principale, ma poi la riannodano con efficacia), l’autore sviluppa la storia del giovane Kolima (soprannome di Nicolai Lilin al tempo dei fatti e tutt’oggi mantenuto) da ragazzino inesperto del mondo a giovane criminale onesto siberiano. Nicolai unisce bene sia le parti più tranquille, sia le esplosioni di violenza (a fil di lama) che contraddistinguono la vita del giovane Kolima. Il tutto in un universo clandestino contraddistinto da esponenti, oltre ai criminali onesti siberiano, di tantissime fazioni di malviventi della Russia moderna: i criminali ebrei, ceceni, georgiani, armeni, il Seme Nero russo etc.
La parte più documentaristica è interessante e si sbilancia nel descrivere, non sempre in maniera approfondita, i diversi usi e costumi della comunità criminale siberiana (e non). Questi risiedono a Fiume Basso in Transnistria (allora nella URRS, attualmente Repubblica autoproclamatasi indipendente… ma rivendicata dalla Moldavia), a seguito della migrazione voluta da Stalin per fiaccare la resistenza siberiana e distruggere il substrato sociale della zona. L’emigrazione della popolazione e, con essa, di numerose fazioni criminali locali, ha contribuito alla creazione di un conclave di malviventi siberiani nelle zone di deportazione, spostando ma non eliminando il problema criminalità. Lo studio del codice etico criminale, dei tatuaggi come simbolo d’arte/di storia/di vita e come modo per comunicare chi sei e da dove vieni alle persone… sono elementi che fanno gravitare l’attenzione del lettore sul libro.
Alcuni critici più competenti del sottoscritto hanno dichiarato che Lilin è una sorta di Roberto Saviano russo. Personalmente, con tutto il rispetto per Lilin, non credo. Lo studio effettuato da Saviano per la realizzazione del libro Gomorra è quanto di più approfondito e maestoso si possa richiedere, il tutto benedetto da una prosa efficacissima e capace di infondere leggerezza ad una lettura sennò ostica e complicata. Nicolai Lilin racconta, narra, più che investigare… e questa è una grandissima differenza, sempre a mio parere. E, forse, è anche la carta vincente di questo libro. Non ponendosi come “Bibbia” del criminale onesto siberiano, diventa un romanzo più che un saggio in materia… diciamo più Romanzo Criminale che Gomorra, ecco.

Per quanto riguarda le parti negative, ma che ho già citato brevemente,  mi sentirei di citare la non completa linearità del racconto. Questo, comunque, è un elemento quasi naturale vista la quantità di “carne sul fuoco” e la relativa brevità del romanzo. Bisogna occupare al meglio lo spazio che ci si è prefissi, prima di annoiare mortalmente il lettore con particolari totalmente inutili al fine narrativo (e qua, nel fatto negativo, sorge un elemento positivo di Educazione Siberiana). A posteriori non si può non essere influenzati, anche se minimamente, dall’insieme di polemiche sorte a seguito di questo libro: Nicolai Lilin è realmente quello che dice di essere o sono soltanto storie. Molti giornalisti o presunti tali si sono spinti verso est per cercare conferma delle storie, delle tradizioni dei criminali onesti siberiani, non trovando nessuna corrispondenza (nomi – ma è logico-, posti, usanze etc). L’autore ha sempre combattuto contro queste illazioni con veemenza, ma, come si suol fare nei processi americani, l’importante non è confutare irrevocabilmente una tesi/un racconto, basta solo instillare il dubbio che non sia reale. Il dubbio della falsità della narrazione è peggio della assoluta certezza.

Comunque non si può applaudire a questa prima prova narrativa dello scrittore russo. Si nota “l’inesperienza” e la voglia di raccontare storie che gli sono care e questo è sicuramente positivo. Nei successivi scritti dell’ideale trittico scritto con Kolima come protagonista, si nota la crescita stilistica dell’autore e una maggiore focalizzazione sul racconto vero e proprio (seppur le fonti, come da sua stessa ammissione, provengono anche da altri protagonisti e non solo dalla sua esperienza diretta). Questo permette di incasellare meglio il Lilin autore e assaporare le pietanze proposte dalla sua narrazione.

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14 Replies to “Educazione Siberiana (Nicolai Lilin)”

  1. vedrai anche il film di Salvatores? io di solito lo faccio, soprattutto per criticare gli sceneggiatori ed eventualmente i registi 😀 ma soprattutto per curiosità. spesso faccio anche il contrario, com’è successo con harry potter… ovviamente sono un’estimatrice del testo più che dei film 😀

    1. Guarda, il film di Salvatores l’ho visto. Unisce, in realtà, due libri (i primi due di Lilin) e ne fa una trama unica. Si prende delle amplissime libertà sceniche, ma visto che l’autore era presente sul set, direi che sono state approvate e che non si può criticare più di tanto.
      Harry Potter l’ho solo visto, mai letto… 😀 ma devo ammettere che non è malaccio (per essere un libro che prende a piene mani da Tolkien)

      1. i libri sono più belli, io continuo a ripeterlo. cosa prende da tolkien? io ho letto solo la trilogia dell’anello e non ci vedo nulla di simile… però è vero che c’è tantissima mitologia norrenica ecco

      2. Il 99% dei libri sono più belli del film (Il Cacciatore a parte ehehe). A parte la mitologia norrena, che non è poco, anche un pò di personaggi (cambiati, adattati e via dicendo) sono presi dal “parco caratteri” di Tolkien. I nomi non me li ricordo (es. quelli che ti aspirano la mente, la setta che appoggia l’oscuro Signore bandito e che rivuole il potere, l’eroe anti-eroe che porta un peso…)

      3. beh, alcuni sono cliché letterari che si ripetono sempre e in tanti autori, quindi li non ci metto neanche naso che sennò non la finisco più di trovare riferimenti. invece per i personaggi, non ricordo simil-dissenatori nell’anello, forse nel nibelungo? sarebbe interessante leggere tolkien e verificare questa teoria…

      4. Logicamente ci sono rimandi fra tutti i libri e trequarti dei libri fantasy hanno preso a piene mani da Tolkien. Questo è innegabile (almeno secondo me).
        Per i dissennatori… mm… non saprei, ma la figura del Nazghul non è troppo distante dal personaggio (logico che io mi baso unicamente sul personaggio del film).

      5. correggimi se sbaglio, ma i nazghul non sono mica dei cacciatori in sostanza? quelli che vanno alla ricerca di frodo, per portarlo da sauron. i dissennatori non sono dei cacciatori, sono dei “cosi col mantello” che ti risucchiano tutta la felicità, ma anche l’anima. sono dei boia diciamo, infatti vengono usati come estrema punizione (ma il film l’hai visto, che mi ripeto a fare??)
        non so, per me sono completamente diversi, anche perché i nazghul erano 9 re contaminati dall’anello e poi puniti, i dissennatori invece sono creature che nascono proprio così

      6. Hai pienamente ragione nella sostanza. Non sbagli di un millimetro. Infatti penso che ci sia solo un rimando di forma… o forse è proprio il fatto che eliminano la felicità che mi spinge a paragonarli. I Nazghul, quando passano, uccidono quello che c’è di bello nel mondo della Terra di Mezzo e spaventano a morte le persone.
        I due personaggi sono diversi, ma hanno qualche similarità (a mio parere).
        Forse, di più, è la presenza del Malvagio… Come sempre, teniamo conto che sono due libri differenti… e se ripetevano la stessa cosa era da plagio.

      7. Ehehe.. potrebbe essere. La mia è unicamente “malattia” ahahah!! Visto che la laurea che mi porto dietro non c’azzecca niente con sti temi XD

    2. Il libro me lo sono preso e lo leggerò a breve maaa..il film a voi è piaciuto?
      Io l’ho visto (prima di leggere il libro..lo so! Me tapina) e non mi è piaciuto AFFATTO.
      Una cosa tremenda proprio D:

      1. Leggilo, secondo me merita. Ma se vuoi un’idea più completa dovresti leggerti i primi tre… anche se dal secondo libro in avanti non c’è più traccia dell’educazione siberiana. Una cosa che lascia perplessi a dir poco.
        Il film, boh, se hai un weekend libero te lo puoi vedere, niente di particolare… fortuna che non ho speso i soldi per il cinema, ecco 🙂

Si!?

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