Immortality

Ciao mondo,
ho letto da qualche parte, e non posso che rimanerne affascinato, una frase epocale: “Il primo passo verso la vita eterna, è che devi morire“.
La frase, oltre a possedere una forza enorme ai miei occhi, è intrisa profondamente di quella dualità, di quel sottile gioco di parole che mi affascina e che cerco di sviluppare anche nei miei scritti. Comunque, a parte le lodi meritate alle citazioni altrui (sto maledetto Palahniuk in Fight Club, che lui sia dannato in eterno per aver messo in un unico libro tante cose belle), la questione di fondo è questa. Chi vuole vivere in eterno? La possibilità di durare su questa terra è una benedizione o una maledizione? Ci pensate mai? Io si. Ma non in termini di morte fisica (sono comunque abbastanza giovane da potermi permettere il lusso di pensare al futuro – sperando che il buon Odino non abbia già raggomitolato gran parte del filo che corrisponde alla mia vita eheh), ma in termini di “impatto” sul mondo. Non lo so, veramente, ma credo fermamente che prima di diventare cenere, vorrei lasciare in questo maledetto pezzo di terra un qualcosa che possa durare. Non possiedo superpoteri e neanche una mente così brillante da poter risolvere i problemi del mondo con lo schiocco delle dita ma forse, in qualche modo, riuscirò a far rimanere una parte di me anche dopo.
Lo so, vi state chiedendo: “ma che cazzo di ragionamenti tenebrosi in una giornata estiva!!”. Avete ragione, perdonatemi, ma il bus concilia riflessioni al limite del filosofico… o forse è unicamente insoddisfazione verso qualcosa che sai che non ti porterà a “lasciare il segno”. Io cerco quello. Voglio lasciare il segno. Voglio potermi guardare indietro ed essere totalmente fiero di quello che ho fatto e di come l’ho fatto. I rimpianti esistono, sono parte dell’esperienza umana (a quanto mi dicono i miei amici terrestri ah ah ah), ma è un fattore che va tenuto in considerazione quando fai un bilancio. In ogni caso. Mi piace guardarmi alle spalle e vedere se dove sto andando è coerente con l’idea che ho in testa di me stesso.
Coprirsi gli occhi solo per evitare un confronto con sé stessi è solo rimandare, non preoccupatevi. Prima o poi la coscienza viene a bussare, meglio trovarsi preparati.

E mentre penso a qualcosa che possa travalicare il presente, bene, mi ascolto i Pearl Jam con Immortality

Enjoy.

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