Apathetic to this life

“Perché io e quelli che amo scegliamo persone che ci trattano come fossimo nulla?”
“Accettiamo l’amore che pensiamo di meritarci” 
[Noi Siamo Infinito]

Ciao mondo,
colgo l’occasione di questa citazione per andare a scavare un ragionamento più generico, uno dei temi cardine di moltitudini di canzoni, poesie, libri, film e via dicendo. Conosco la metà delle cose di cui parlo solo a metà e possiedo per meno della metà delle cose che scrivo  metà della competenza che meritano, perciò mi faccio aiutare da degli esperti del settore. Sfrutto alcuni contributi eccezionali, parole e musiche che possono esplicare meglio i concetti. Sperando che, ovviamente, sia cosa gradita.
Dicevo: nella musica uno dei temi portanti, insieme alla morte, è l’amore. Quanti dischi sono stati concepiti proprio con questo sentimento alla base? Quanti ne sono stati tormentati e poi hanno dato alla luce dei capolavori o delle supreme schifezze? La risposta è semplice: molti. Insieme ad odio e morte, l’amore è un qualcosa che permea le canzoni in maniera estensiva.
Se pensate che un gruppetto sconosciuto di Liverpool, penso si chiamino i The Beatles o cosa di questo tipo, ci hanno insegnato che “ALL YOU NEED IS LOVE“, strano vero? Siamo nei sixties e questo era un pensiero che, sinceramente, sarebbe emerso ancora più forte negli anni successivi. La rivoluzione culturale portata dal successivo avvento della hippy culture, dell’amore libero avrebbe spinto ancora di più questo concetto alle estreme conseguenze. Un esempio ce lo fornisce Grace Slick la quale ci informa che ciò di cui hai bisogno è soltanto “SOMEBODY TO LOVE“. Ma questo era amore hippy, perciò decisamente aperto a tutti e non diretto ad un’unica persona. La stessa Slick ci informa che quello che cerca è qualcuno da amare, qualunque persona sia… praticamente siamo all’apologia di poligamia. Ah, i sixties, quanta libertà, quanta speranza per il futuro. Che luminoso avvenire. Ma poi arrivano quelli brutti e cattivi della perfida Albione, così grigi sotto pioggia e nebbia, così distanti dalle soleggiate terre californiane. Loro si che non vedevano il futuro così roseo, ma sarà vero? Un contributo fornito da quell’hippy mancato di Robert Plant ci mette a conoscenza che non è proprio vero, l’amore esiste anche la. Solo che è c’è una sottile nota disperata, un piccolo rigurgito bluesy che non permette di assaporare completamente la gioia dell’affetto per una persona. Ecco cosa ci dice Plant: “[…] But baby, SINCE I’VE BEEN LOVING YOU […], I’m about to lose my mind […]”. Come vedete, qua c’è qualcosa che non torna. L’amore per tutti, tutto quello di cui abbiamo bisogno ha un fondo di disperazione e tristezza. Questi maledetti Led Zeppelin, arrivano a rovinare tutto. E ancora peggio va con il contributo che mi arriva dal duo (songwriter e bassista il primo, cantante il secondo) Geezer Butler/Ozzy Osbourne della misconosciuta band Black Sabbath. Il loro amore li ha lasciati, mollati per qualcosa/qualcuno e li ha messi all’angolo, piangenti e soprattutto, in “SOLITUDE“. E siamo nei seventies. La fine del sogno hippy, la guerra nel Vietnam e le rivolte. Amore? Ma quando? Rivoluzione. Guerra. Morte. Depressione. Solo che nella profonda e sudista America arriva un grido di ribellione diverso, un qualcosa che ci permette di capire che l’accusa di razzismo genericamente appiccicata non è sempre veritiera. Ed ecco che interviene  il buon Ronnie Van Zant che, con il suo inconfondibile accento dixie ci mette a conoscenza del suo pensiero in merito all’amare un’altra persona: “Oh baby, I love you /What more can I say / Oh baby, I NEED YOU / I miss you more everyday”. Che inguaribile romanticone. Che simpatico mattacchione. Se non fosse che poi ci avverte che “I NEVER DREAMED that you could hurt me /And leave me blue / I’ve had a thousand, maybe more / But never one like you / I never dreamed I could feel so empty / But now I’m down / I never dreamed that I would beg you / Woman I need you now”. Cattiva ragazza, cattiva proprio.
Siamo negli eighties, baby. L’edonismo è alle porte, così come anche i suoni vuoti e digitalizzati, le batterie oscene e gli spandex. Ma anche una serie di capelloni che, sulla scia dei grandi del passato (qualcuno ha pensato a gente come Rolling Stones ed i loro eccessi, ma anche le loro canzoni d’amore come ANGIE?) incominciano a parlare del loro rapporto con l’altro sesso. Che siano situazione sguaiate come ci tiene a confermarci il buon Nikky Sixx, abituato al Sunset Blvd e ad una miriade di “GIRLS GIRLS GIRLS” o semplicemente delle sentitissime dichiarazioni d’amore per l’altro sesso, come ci ha riferito il cantante dei Poison dicendoci che “EVERY ROSE HAS ITS TORNS“. Ma gli eighties non vedono solo il lato romanticamente cafone (ed il buco nell’ozono fornito dall’hair metal), vede anche la depressione suicida nelle freddissime dichiarazioni di Ian Curtis (RIP), il quale, a seguito di una relazione finita a schifo, ci ha detto con una sincerità estrema che “LOVE WILL TEAR US APART“. Lo spaventoso accostamento di un cantato quasi baritonale con una ritmica freddissima (poi presa in prestito da migliaia di band new-wave etc) è sconvolgente.
I messaggi che ci arrivano in merito sono tantissimi e incominciano a scavallare verso gli anni 90… quando il grunge stava nascendo ed il metal stava morendo. Ma, nonostante tutto, nonostante una situazione economica che stava diventando prospera, ecco che arriva un feroce messaggio da un certo Phil Anselmo, che ci fa presente il suo pensiero relativo a “THIS LOVE“. Qua c’è disperazione e potenza. Un amore distrutto ed il sentimento della persona che ne ha sofferto. Quanto vi manca l’amore libero dei sixties? Ammettetelo. Siete dei romantici voi. Lo so. Non tentate di nasconderlo. Ed è proprio qua che interviene Mr. Eddie Vedder e ci spiega cosa ne pensa dell’amore… anche se ha opinioni in evoluzione nel corso del tempo e con l’avanzare dell’età. All’inizio il buon Vedder ci fa sapere che “bisogna lasciarsi andare. Per una relazione è molto raro riuscire a resistere alla forza di gravità, sapere dove porterà le persone che vi sono coinvolte, come cresceranno. Ho sentito dire che non esiste il vero amore, a meno che non sia un amore non corrisposto; è una realtà dura da accettare, perché vuol dire che l’amore più vero è quello che non puoi avere per sempre”. E ci dice anche che “All the love gone bad turned my world to BLACKTattooed all I see, all that I am, all I’ll be… yeah…“. Siamo sicuri che il sole dei ninties sia quello che porta il calore che stiamo cercando? Non stiamo solo perdendo tempo? Non siamo solo “alla frutta”? In merito è intervenuto immediatamente Michael Stipe e ci ha fatto sapere che ” è proprio lui nell’angolo, è proprio lui nel cono di luce, che sta LOSING MY RELIGION (ma anche che è spossato/finito)”.
Commento efficace quello di Stipe, non possiamo non notarlo. Anche perché, sempre per tornare sulla sponda Ovest dell’America (e diversi anni dopo), nuovamente il Vedder ci fa sapere che “[…] non è necessariamente positivo il fatto di voler sempre cercare di risolvere o sistemare le cose. Certi maschi dalla testa dura che conosco si limitano a dire – Non ti arrabbiare, vedrai che si sistemerà tutto-. Ma non si tratta di aggiustare un bel niente, si tratta di ascoltare.” E questo personaggio, colui che aggiusta tutto, il THE  FIXER, beh, questo è uno dei protagonisti di molte relazioni (sia esso uomo o donna…).
I contributi sarebbero incredibili e provenienti da tantissimi testimoni d’eccezione, veramente. Non mi sono dimenticato di Al Green, vero maestro in materia d’amore e ce lo dice parlando al vostro animo sensibile: AIN’T NO SUNSHINE… Ditemelo che vorreste dirlo così alla vostra amata!! Non fate i timidoni. Lo so benissimo che dietro l’apparenza cattiva e redneck, siete dei cuori d’oro.
Quello che mi vien da dire è che le testimonianze sul tema sono innumerevoli, tantissimi grandi hanno detto qualcosa a proposito e usando parole che, nel migliore dei casi, potevate sfiorare, nel peggiore, beh, manco pensare. Tutti hanno descritto il loro, tutti hanno messo l’accento su qualcosa, qualche aspetto che più lo tormentava, lo rendeva felice… ma alla fine parlavano della stessa cosa.
E nonostante tutto è ancora così difficile cercare di descriverlo e parlarne. Non ne siete d’accordo?

Enjoy.

P.S: e mentre voi vi leggete questo, io chiudo gli occhi e cerco di LEARN FROM MY MISTAKES

Si!?

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