Rammstein @ Unipol Arena (26.04.2013)

Ciao mondo,
con colpevolissimo ritardo mi metto a trattare della terza parte del discorso iniziato con “Hier kommt die Sonne” e “Rammlied” e cioè il concerto vero e proprio dei Rammstein.
Avendo comprato i biglietti già nel 2012 (intorno a novembre, regalo di Natale per la mia ragazza), non si può dire che il concerto dei Rammstein all’Unipol Arena di Casalecchio sul Reno sia un evento senza pathos o partecipazione.
La fortuna ci assiste e, grazie anche al lungo ponte del 25 aprile, il viaggio è molto più tranquillo e senza lo stress del dover partire dal lavoro per raggiungere le pianure bolognesi.
Dopo un paio d’ore di d’attesa (i cancelli hanno tardato ad aprirsi) sotto un bel sole, la corsa per il miglior posto possibile inizia inesorabile. Riusciamo a mettere il nostro personale fortino in un punto centrale del parterre, abbastanza avanti per averli a tiro di macchina foto ma a distanza di sicurezza per il pogo che inevitabilmente si creerà dopo le prime note.
L’attesa per il concerto è lunga, l’opening act (il DJ Joe Letz) cerca di scaldare il cuore del pubblico con un mix tecno delle canzoni dei Rammstein ma dopo un iniziale entusiasmo… beh… diciamo che ha avuto il suo bel lavoro per tenere la gente carica, fino ad arrivare ad urlare “Fuck The Dj, We Want Rammstein”.
Ma il vero punto di non ritorno è, e sarà, il concerto di Till Lindemann e soci. L’apparato scenico, la teatralità dei loro gesti e delle loro posture è perfettamente calibrato e stupisce ogni volta; anche quando, a dir la verità, si ha già visto il concerto precedente e la scaletta varia di poco.
Ma i Rammstein sono così, prendere o lasciare.

Rammstein
La bolgia parte con una canzone inaspettata (Ich Tu Dir Weh) e si lancia immediatamente nella percussività di una vecchia hit (Wollt Ihr Das Bett In Flammen Sehen?). Un duetto che non lascia scampo e la gente incomincia a gettarsi come lemmings di fronte al palco, costringendo il sottoscritto e la sua ragazza ad un rapido ripiegamento (sto invecchiando, lo so).
La scaletta, rispetto a quella di Verona dello scorso anno, vede la presenza di qualche ammirevole novità (molte canzoni da Herzeleid, come la già citata Wollt Ihr…, a cui si sommano anche Asche Zu Asche, Wiener Blut e Du Riechst So Gut) ma anche diversi brani lasciati in disparte (Reise Reise, quasi tutto Liebe Ist Fuer Alle Da, a parte Ich Tu Dir Weh e Pussy).Rammstein La potenza di fuoco (e non è un modo di dire) dei Rammstein è intatta anche nel palazzetto, un florilegio di archi incendiati, lanciafiamme, esplosioni e petardi che neanche a Capodanno, ma Till&soci sono sempre prodigi nel mettere a ferro e fuoco le location.
Ovviamente non può mancare la gag del falso supporter che sale sul palco durante l’esecuzione di Benzin… e viene inevitabilmente bruciato da Till Lindemann.

Rammstein
Dicevo, all’inizio, dell teatralità della band. Mi piacerebbe riprendere il discorso. I Rammstein basano molto del loro successo su due/tre fattori: un impatto visivo fra i più forti in assoluto (un loro concerto è praticamente come andare all’opera), dei testi che sono estremamente arguti contrariamente a quanto la gente pensa e, bisogna dirlo, un diverse canzoni con un groove eccezionale. I testi fornisco una base perfetta per le evoluzioni sceniche della band, principalmente Till Lindemann (sempre in gran spolvero) e la “cavia” Christian “Doctor Flake” Lorenz. Il primo, senza dubbio a proprio agio nei panni del carnefice, non potrebbe esprimere pienamente il suo talento senza la spalla di Doctor Flake, i suoi movimenti e la sua autoironia sono fondamentali per lo sviluppo del teatro Rammstein. Esempio? La testata “rifilata” a Flake su Feuer Frei!, complice una presunta stonatura alla tastiera; la classica scenetta della bollitura del tastierista nel pentolone di Mein Teil o la “sodomizzazione” su Bück Dich” sono tutte espressioni di un concetto di musica molto più ampio della mera esecuzione strumentale.

Rammstein
I Rammstein portano uno show e per questo si compra il biglietto (anche quando, questo show, viene ripetuto con qualche minima variazione da ormai diversi anni).
Il concerto si chiude con un trittico ottimale: la versione piano e voce di Mein Herz Brennt, la potentissima Sonne e, infine, la “scandalosa” ma molto catchy e ballabile Pussy.

Rammstein

E così sia.

Setlist:
01. Ich Tu Dir Weh
02. Wollt Ihr Das Bett In Flammen Sehen?
03. Keine Lust
04. Sehnsucht
05. Asche Zu Asche
06. Feuer Frei!
07. Mein Teil
08. Ohne Dich
09. Wiener Blut
10. Du Riechst So Gut
11. Benzin
12. Links 2-3-4
13. Du Hast
14. Rammstein intro/Bück Dich
15. Ich Will
16. Mein Herz Brennt
17. Sonne
18. Pussy

ps: tutte le foto sono a cura di Daisy Duck.

Si!?

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