Argo (2012)

Dove film e realtà collidono

Ben Affleck, alla sua terza uscita dietro la macchina da presa, si rivela un regista misurato e compentente. Le precedenti prove (Gone Baby Gone e The Town) avevano mostrato, non senza qualche stupore delle malelingue, che Affleck sapeva il fatto suo, che l’attore americano poteva offrire una prova dignitosa e d’autore anche in cabina di regia. Argo è la prova matura e vibrante di un talento che, fra scelte sbagliate e qualche incompiutezza, è finalmente sbocciato ed emerso, affrancandosi dal pesante fardello di essere unicamente “… quello che aveva scritto la sceneggiatura di Will Hunting – Genio Ribelle con Matt Damon“.
L’idea di fondo è lodevole sotto diversi punti di vista: la scelta della sceneggiatura sobria e senza andare a coprire il lato più “spettacolare” ed eclatante della rivolta culturale/sociale iraniana, l’utilizzo di colori freddi/caldi a seconda della necessità e un andamento della cinepresa lento e capace di assorbire alcune sfumature emotive dei personaggi principali ma non solo (anche quelli più abbozzati e non completamente caratterizzati hanno buona definizione).
Piacevole è lo spunto di utilizzare strutturare una pellicola su un film falso, tale Argo, e poi far procedere a pari passo le due storie, quella vera della rivoluzione iraniana ed il recupero dei diplomatici (seguita da Ben Affleck) e quella ingannevole con protagonisti gli stessi personaggi ma solo con una prospettiva più hollywoodiana. La capacità di sfumare i contorni e di rendere indistinto il confine fra la realtà-divenuta-finzione di Argo e la finzione-trattata-come -realtà del falso Argo è una delle armi realmente forti della cinepresa e del cinema di Affleck. Il continuo interscambio fra le due intercapedini consente all’autore di giostrare una narrazione con ottimi attimi di suspence (il finale è realmente da cuore in gola, si è partecipi come non mai alle sorti dei diplomatici) e momenti di rilascio quasi documentaristico pur nella loro componente fortemente cinema-oriented.
Questa volta Affleck ha osato, ha cercato di portare il suo talento ad un livello superiore, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Argo è stato premiato con la statuetta dell’Oscar (cosa che non è sempre un sintomo di effettiva bontà del film) ma è la consistenza della storia proposta che lo porta ad essere un ottima pellicola.
Consigliato caldamente

Ps: Questa mia recensione, sotto pseudonimo Kyuss, è stata pubblicata anche nella sezione “Dalla parte del pubblico” su http://www.mymovies.it

Argo
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